AUTOMAZIONE IN BATTERIOLOGIA: BREVE GUIDA ALLA SCELTA ( I PARTE)

INTRODUZIONE ALLA DETERMINAZIONE DEGLI ANTIBIOGRAMMI CON MIC

Nella gestione del laboratorio di Batteriologia clinica, la determinazione degli antibiogrammi con MIC svolge un ruolo centrale.

Arrivati ad un significativo carico di lavoro, ci si trova a dover affrontare la questione dell’ automazione.

Bisogna scegliere un sistema automatico per l’ identificazione dei microrganismi isolati e l’esecuzione di tests di sensibilita’ agli antibiotici . La MIC e’ la determinazione della minima concentrazione inibente. Sicuramente, ai primi posti di una classifica troveremmo il PHOENIX M 50 (BD Diagnostic Systems, Sparks, Md.) ed il VITEK 2 COMPACT (Biomerieux, Marcy L’Etoile, France). Questi due strumenti, largamente diffusi, rappresentano probabilmente il top per la determinazione degli antibiogrammi con MIC in automazione.

Phoenix-M-50
Vitek-2-Compact
Figura 1 Phoenix-M-50

ANTIBIOGRAMMI CON MIC IN AUTOMAZIONE

Il punto focale del confronto tra questi “giganti “ e’ rappresentato dall’ antibiogramma. L’ importanza della determinazione di corretti antibiogrammi con MIC e’ aumentata sempre di piu’ nel corso degli ultimi anni, con il progressivo diffondersi di ceppi batterici resistenti agli antibiotici. Questo sia in ambito ospedaliero (1) che , e cio’ rappresenta il dato maggiormente preoccupante, nella popolazione ambulatoriale.

In definitiva, per la determinazione di antibiogrammi con MIC, abbiamo bisogno di dati accurati e riproducibili.

A questo punto e’ lecito porsi due domande: i due strumenti forniscono una MIC “reale”? Rispettano dei protocolli per la determinazione dell’ antibiogramma con MIC?

ANTIBIOGRAMMI CON MIC: ASPETTI NORMATIVI

Due documenti riportano i criteri che la determinazione degli antibiogrammi con MIC deve rispettare: uno “made in USA” è l’ M07-A10 (2)del CLSI (CLINICAL AND LABORATORY STANDARD INSTITUTE), e l’ altro europeo, l’ ISO 20776-1:2006 (3) dell’ INTERNATIONAL ORGANIZATION FOR STANDARDIZATION  (ISO).

Tali criteri sono molto stringenti: solo quei metodi che applicano esattamente lo standard dell’ ISO e del CLSI fornirebbero delle MIC “reali” o “vere”.

Esistono pochissimi produttori di IVD (DISPOSITIVI DIAGNOSTICI IN VITRO) che forniscano pannelli per la determinazione degli antibiogrammi con MIC che siano di riferimento: un esempio e’ la Biotest AG, Dreieich, Germany; i quali pannelli oltretutto, stando alle linee guida ISO e CLSI, devono essere in formato congelato.

I pannelli essicati, usati nei due strumenti in esame, quindi, non possono essere considerati equivalenti al metodo di riferimento.

In definitiva nessuno dei due puo’applicare i  criteri richiesti per definire come “vere” le MIC’s prodotte.

Non sono metodi di riferimento. Ma possono dimostrare la loro equivalenza al metodo di riferimento attraverso studi clinici (cosiddetti studi di performance) al fine di ottenere l’ approvazione della FDA (FOOD AND DRUG ADMINISTRATION-USA) e la marcatura CE (COMUNITA’ EUROPEA).

PRINCIPI OPERATIVI

I due sistemi, o per meglio dire il Vitek 2 rispetto al Phoenix e ad altri strumenti che danno antibiogrammi con relative MIC si basano su principi diversi. Vediamoli insieme:

  • Phoenix M 50 “legge” le MIC’s (lettura a endpoint singolo dopo incubazione).
  • Correlazione al microrganismo identificato.
  • Interpretazione del risultato alla luce delle regole impostate (CLSI/EUCAST).

Nel Vitek 2 Compact la determinazione degli antibiogrammi avviene confrontando la crescita dell’ isolato con quella di uguali  batteri con MIC’s note.

  • La curva di crescita di ogni isolato viene costantemente monitorata e confrontata con una curva standard.
  • Tali curve sono state sviluppate utilizzando >1800 batteri Gram negativi e > 1200 Gram positivi, sia “wild type” sia con diversi meccanismi di resistenza.
  • In sostanza, si tratta di un gigantesco database. Alla fine c’e’ sempre il processo interpretativo (CLSI/EUCAST). E’ bene precisare che il principio ed il metodo su cui si basa il VITEK e’ stato approvato dalla FDA statunitense.

CONCLUSIONI

A questo punto, torniamo alla domanda iniziale: cosa scegliere? Ci sono da considerare, pero’, ancora due parametri: il fattore economico (condizioni di vendita/uso, costo reattivi) che, in quanto “semplice” utilizzatore di  sistema, tralascero’ in questo scritto; e l’aspetto gestionale delle macchine: personale dedicato alla routine operativa, modalita’ e tempi di preparazione dei campioni.

 Ma  quest’ ultimo parametro sara’ argomento di un successivo articolo.

FONTI

  • (1) Antimicrobial resistance in the EU/EEA (EARS-NET)Annual epidemiological report for 2022 (ECDC nov. 2023)
  • (2) CLSI. methods for diluition antimicrobial susceptibility tests for bacteria that grow aerobically; approved standards, 10th Ed. CLSI document M07-A10. Wayne, PA: CLSI 2015
  • (3) ISO. Clinical laboratory testing and in vitro diagnostic systems-susceptibility of infectious agents and evaluation of performance of antimicrobial susceptibility test devices- part 2 ISO document 20776-1 Switzerland: ISO; 2007

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Massimo Sciurba

Sono Massimo Sciurba, laureato in Scienze Biologiche nel lontano 1981. Ho sempre lavorato con passione nell' ambito della Microbiologia e soprattutto mi dedico alla Batteriologia.

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