Brucella abortus

Caratteristiche

Brucella abortus (Fig.1) è un batterio gram negativo appartenente alla famiglia delle Brucellaceae. Parliamo di organismi chemioorganotrofi aerobici comprendenti varie specie, di cui quattro patogene per l’uomo:

Queste differiscono dal punto di vista sierologico per la diversa concentrazione dei due principali determinanti antigenici di membrana: M ed A. Il primo è più presente in B. melitensis, mentre il secondo in B. abortus e B. suis. Invece, Brucella canis colpisce occasionalmente l’uomo: infatti, i pochi casi riferiti si sono manifestati esclusivamente in persone addette alla cura di animali infetti (veterinari ecc). Questi batteri sono gli agenti eziologici della brucellosi, una zoonosi.

Filogesesi

DominioProcaryota
RegnoBacteria
PhylumProteobacteria
ClasseAlphaproteobacteria
OrdineRhizobiales
FamigliaBrucellaceae
GenereBrucella
SpecieBrucella abortus

Morfologia delle colonie

Brucella abortus  è un microrganismo di forma bacillare molto piccolo (0,6-2,0 x 0,3-0,5 µm), asporigeno, immobile, privo di capsula. Il batterio è aerobio, con limiti di sviluppo compresi tra 20° e 40° C e optimum a 37°C e pH variabile da 6,6 a 7,4.

Brucella abortus
Figura 1 – Brucella abortus al microscopio ottico

Nei terreni di coltura ordinari le brucelle si moltiplicano stentatamente. Il loro sviluppo è invece decisamente favorito dall’aggiunta di alcune sostanze come glucosio, siero (bovino, equino) e glicerina. Fra i terreni solidi indicati come elettivi si raccomandano in particolare l’agar-glicerina-destrosio, l’agar-patata- glicerinato, l’agar-sierodestrosio nonché l’agar tryptose e l’agar trypticase soy.

Brucella abortus in blood agar
Figura 2 – Brucella abortus in blood agar

Per l’isolamento in purezza da materiale patologico è necessario il ricorso a terreni selettivi. In terreni solidi la crescita è lenta: comincia a rendersi evidente dopo 24.36 h ed è completa dopo 2-3 giorni. Le colonie appaiono piccole (3-4 mm), traslucide, lisce, a margini netti. In terreni liquidi (brodo tryptose) la crescita è svelata da intorbidamento uniforme e, ove si prolunghi il tempo di incubazione, da scarso deposito vischioso sul fondo.

Patogenesi

Dopo la penetrazione nell’organismo, B. abortus si localizza inizialmente nei linfonodi regionali. Da qui generalizza nei tessuti dell’ospite, quindi, attraverso il torrente circolatorio si localizza nella milza, nel fegato, nel midollo osseo e nei linfonodi.

L’andamento dell’infezione varia a seconda che l’animale sia pubere o impubere, gravido o non. Negli animali impuberi i batteri vengono inattivati dalla reazione immunitaria; tuttavia, essi  rimangono del tutto recettivi nei confronti di una eventuale successiva reinfezione. Brucella abortus causa infezioni localizzate nelle mucose fino ad arrivare al collagene provocando l’aborto nelle giovenche. Per  quanto concerne le femmine puberi non gravide e in lattazione i microrganismi arrivano anche nella mammella generando focolai di “micromastite”.

L’agente è presente nella mucosa dell’apparato urogenitale, nel sangue e nelle urine.

Trasmissione

La trasmissione  è per contatto diretto (lavoratori agricoli e  veterinari sono le persone a più alto rischio di contrarre la malattia a causa della loro stretta vicinanza agli animali) o veicolata da alimenti specie latte e derivati.

Decorso

Nel bovino la malattia ha decorso cronico, spesso inapparente, ed è caratterizzata da aborto nelle femmine e da processi infiammatori a livello di genitali nei maschi.

I segni clinici sono di solito poco appariscenti e l’espulsione del feto avviene senza interessare lo stato generale dell’animale, inoltre, all’aborto spesso può seguire ritenzione placentare con problemi talvolta di metrite acuta o cronica, mentre, nel maschio la sintomatologia è a carico di epididimo e testicoli con andamento per lo più di tipo cronico.  

Nell’uomo la malattia dà luogo ad una  fase setticemica con interessamento articolare , quindi con forme reumatiche, soprattutto quando cronicizza , e febbri “ondulanti” come nel tifo.

Metodi di identificazione

L’isolamento della brucella si esegue da campioni prelevati da animali o dall’uomo (sangue, urine), o da alimenti e si utilizzano terreni selettivi e di identificazione incubando ad una concentrazione di CO2 del 5-10 %. Segue la caratterizzazione biochimica e/ o sierologica. Esiste anche un sistema di identificazione basato sulla reazione allergica del bovino: nella mucosa palpebrale si inoculano delle gocce di estratto del terreno di coltura di brucella , l’osservazione di eventuali reazioni, quali forte arrossamento della mucosa,  consente  poi di asserire che il bovino è affetto  da brucellosi.

Terapia

A seguito dell’insorgenza della brucellosi, occorre intraprendere un iter terapeutico entro il più breve tempo possibile.
Oltre alle cure antibiotiche, il paziente potrebbe aver bisogno di assumere altri farmaci per il controllo dei sintomi secondari; per fare un esempio, quando la febbre – sintomo caratteristico della brucellosi – non diminuisce dopo alcuni giorni di cura antibiotica, è possibile assumere farmaci specifici per regolare la temperatura corporea.
Per il controllo dei sintomi secondari come la stipsi, il paziente può assumere farmaci o integratori alimentari per favorire la peristalsi, riequilibrando la funzionalità intestinale. Discorso simile per il vomito: ogni organismo risponde in modo soggettivo alle malattie e alle cure; quando la brucellosi colpisce un individuo particolarmente sensibile, il vomito potrebbe costituire un fenomeno pericoloso. Pertanto si consiglia un’immediata reintegrazione di liquidi e di elettroliti.

Prevenzione

Le misure di prevenzione includono l’educazione sanitaria, specie per allevatori e per la popolazione esposta (veterinari,  addetti alla filiera delle  carni ecc). Si fa particolare attenzione  alle bufale che hanno poca voglia di mangiare e sono poco propense a muoversi.  Per gli animali nei primi sei mesi di vita è prevista la vaccinazione .

Diffusione

La diffusione è mondiale , in particolare, costituisce una  patologia endemica in Campania poiché qui vengono prodotti molti latticini.


Fonti



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