La dieta Barf

Dieta crudista o dieta Barf

Il mercato del Pet Food non conosce crisi, sono infatti oltre 60 milioni gli animali da compagnia stimati in Italia, e la ricerca del loro benessere genera un mercato che sfiora i 2 miliardi di euro l’anno. Negli ultimi decenni ciò avuto effetti anche in ambito alimentare, si sono diffusi diversi “stili” alimentari (o tipologie di diete), tra queste la dieta crudista o dieta Barf risulta essere la più diffusa. 

Barf: Biologically and Appropriate Raw Food

Il termine Barf è l’acronimo di Biologically and Appropriate Raw Food e questa dieta prevede l’alimentazione degli animali domestici con prodotti acquistati o preparati in casa, a base di carni, interiora, frattaglie, ossa polpose, rigorosamente allo stato crudo. I componenti crudi possono provenire da diverse specie di animali sia domestici (come pollo, manzo, tacchino, ecc.) che di selvaggina (cinghiale, faraona, anatra, ecc.). Questa dieta prevede percentuali diverse dei vari alimenti, che variano in base al tipo di animale ed alle sue necessità. Solitamente troviamo in percentuale maggiore la carne senza ossa, seguita da ossa polpose, trippa verde ed organi e frattaglie nella stessa quantità.

Carne come ottimo substrato di crescita microbica

La carne cruda per le sue caratteristiche chimico-fisiche risulta essere un ottimo substrato per la crescita microbica, e la proliferazione di microrganismi patogeni contaminanti quali: Salmonella spp, E. coli in particolare il sierotipo O157:H7, Listeria monocyogenes e Campylobacter spp

Nello specifico i microrganismi patogeni, chiamati anche agenti patogeni, sono agenti biologici responsabili dell’insorgenza della condizione di malattia nell’organismo ospite. Si distinguono in: virus, procarioti (batteri) ed eucarioti (miceti e protozoi). 

La patogenicità, ovvero la capacità generica di determinare uno stato morboso, è definita da due fattori: la virulenza, che indica la maggiore o minore capacità di generare malattia; e l’invasività, ossia la capacità di invadere i tessuti dell’ospite e moltiplicarsi all’interno. L’invasività, a sua volta, dipende da fattori quali: adesività, cioè la capacità del patogeno di legarsi con le sue strutture esterne superficiali ai siti recettoriali delle cellule dell’ospite; produzione di enzimi extracellulari che facilitano la distruzione dei tessuti dell’ospite; produzione di sostanze antifagocitarie o presenza di capsula antifagocitaria, che consentono al patogeno di resistere ai meccanismi di difesa dell’ospite. 

Zoonosi alimentari

In particolare questi microrganismi sono in grado di provocare delle zoonosi alimentari, ovvero infezioni o malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra gli animali e l’uomo, per esempio attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti.  

Le zoonosi veicolate da alimenti sono provocate dal consumo di cibi o acque contaminati da microrganismi patogeni (ossia che causano malattie) tra cui batteri, virus e parassiti. 

Gli agenti patogeni penetrano nell’organismo attraverso il tratto gastrointestinale, a carico del quale si manifestano di solito i primi sintomi. Molti di questi microrganismi si trovano frequentemente nell’intestino di animali sani destinati alla produzione alimentare. 

Le zoonosi di origine alimentare rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica, diffusa in tutto il mondo. Infatti nell’Unione Europea sono riferiti ogni anno più di 320000 casi nell’uomo, per quanto il numero effettivo sia probabilmente di gran lunga più elevato (EFSA, 2017). 

Contaminazione crociata e zoonosi alimentari

Una delle modalità attraverso la quale si possono contrarre zoonosi alimentari è spesso la contaminazione crociata ovvero il trasferimento involontario di batteri o altri contaminanti da una superficie all’altra, nel caso del cibo, da un alimento all’altro. In particolare, per i prodotti Barf, le possibili cause di contaminazione crociata possono essere svariate, come ad esempio contaminazione tra le ciotole degli animali domestici e gli strumenti utilizzati per preparare i pasti Barf o da ciotole infette al lavello della cucina, se queste ultime non vengono lavate con prodotti specifici e alle temperature idonee.

Un’ulteriore causa di contaminazione crociata può essere la preparazione stessa di questi prodotti, quindi lo scongelamento, la sosta a temperatura ambiente nella cucina o nell’angolo cottura utilizzati per le faccende domestiche, cosi come un uso errato della catena del freddo (Carrasco et al., 2012). 

Anche la scarsa igiene dei proprietari (lavarsi le mani e tutto ciò che viene a contatto con questi alimenti) può causare contaminazione crociata (Redmond et al., 2009). Bisogna inoltre considerare che gli imballaggi di questi alimenti devono essere sempre controllati, poiché sono state evidenziate perdite di liquidi, sebbene confezionati sottovuoto. Infine, è anche possibile una contaminazione diretta tra l’uomo e l’animale, tramite effusioni, o con la condivisione dello stesso letto. Risulta quindi evidente come il rischio di zoonosi sia molto alto per i prodotti Barf. 

Risultati e conclusioni

I risultati di diversi studi hanno mostrato come questi prodotti, potrebbero pertanto essere un’importante fonte di infezione diretta o indiretta dei proprietari di animali domestici, che nello scegliere il tipo di dieta per i propri piccoli amici, magari in accordo con il veterinario, dovrebbero essere messi al corrente della possibilità di incorrere in zoonosi alimentari gravi. 

Inoltre sarebbe opportuno che le etichette e l’imballaggio di tali prodotti contenessero informazioni e linee guida per l’utilizzatore, al fine di fornire indicazioni per manipolare in sicurezza di prodotti Barf e per evitare una pericolosa contaminazione crociata. In conclusione scegliamo con cura il tipo di alimentazione per i nostri amici pelosi essendo diventati parte integrante delle nostre famiglie.

Si ringrazia la dott.ssa Francesca Scagliusi per la stesura dell’articolo “Dieta Barf”.

Fonti

  • B. Bottari, et al. Evaluating the presence of human pathogens in commercially frozen, biologically appropriate raw pet food sold in Italy. Carrasco, et al. Food Research International 45,545-556(2012). EFSA. Trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne. EFSA J. (2017).
  • Finley, et al. Clin. Infect. Dis 42, 686–691 (2006)
  • Freeman, et al. J. Am. Vet. Med. Assoc. 243, 1549–1558 (2013).
  • Freeman, et al. J. Am. Vet. Med. Assoc. 232, (5), 687-694 (2001).
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  • Sampers, et al. Int. J. Food Microbiol. 87, (3):421-5 (2010).
  • Van Bree, et al. Vet. Rec. 182, 50 (2018). Weese, et al. Can. Vet. J. Rev. Vet. Can. 46, 513–516 (2005). 

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