Epcidina: un ormone contro la polmonite batterica

Epcidina: un ormone di recente scoperta

Gli scienziati hanno scoperto che l’epcidina, un ormone responsabile del controllo del metabolismo del ferro, aiuti a combattere le forme più gravi di polmonite batterica. Questo potrebbe diventare un vantaggio per i pazienti più vulnerabili.

I ricercatori della Scuola di Medicina della University of Virginia hanno identificato un ormone chiave nell’impedire la diffusione dei batteri polmonari in tutto il corpo. L’ormone in questione è l’epcidina (Figura 1), un ormone peptidico di recente scoperta (anno 2000) che viene prodotto nel fegato. Inoltre, è il principale regolatore dell’omeostasi del ferro, sia nell’uomo che in altri mammiferi. Questa proteina limita la diffusione dei batteri nel corpo, andando a nascondere il ferro, di cui i batteri si servono per sopravvivere.

Struttura molecolare dell'epcidina
Figura 1 – Struttura molecolare dell’epcidina [Credits: researchgate.net]

Batteri sempre più resistenti agli antibiotici

La stimolazione della produzione di epcidina in pazienti che non la producono bene, come le persone con sovraccarico di ferro o con malattie epatiche, può aiutare il loro corpo a far morire questi batteri. Questa scoperta potrebbe essere una via di salvezza per questi pazienti vulnerabili. Non solo, bisogna ricordare che i batteri che causano la polmonite sono sempre più resistenti agli antibiotici.

“La velocità con cui questi organismi diventano resistenti agli antibiotici è molto più alta della velocità con cui ne vengono creati di nuovi. È una continua gara e i batteri sono in vantaggio“, ha detto il ricercatore Borna Mehrad, della UVA’s Division of Pulmonary and Critical Care Medicine. La scelta degli antibiotici per trattare queste infezioni è sempre più limitata e ci sono occasioni in cui non è sufficiente utilizzare un solo antibiotico.

Epcidina e suscettibilità alla polmonite batterica

Mehrad e la sua squadra, inclusi i colleghi dell’Università della California, Los Angeles, hanno scoperto che i topi geneticamente modificati, che non riuscivano a produrre questo ormone, erano particolarmente suscettibili alla polmonite batterica (Figura 2). In quasi tutti questi topi, i batteri della polmonite si erano diffusi dai polmoni al sangue, e avevano finito per ucciderli. “È la stessa cosa che avviene nelle persone”, ha detto Mehrad. “I topi, che non riuscivano a produrre l’ormone, non erano in grado di nascondere il ferro ai batteri”.

Polmonite batterica in assenza di epcidina
Figura 2 – Polmonite batterica in radiografia [Credits: wikipedia.org]

La ricercatrice Kathryn Michels, studentessa universitaria, facente parte del laboratorio di Mehrad e autrice dello studio ha notato che molte persone non producono l’ormone a causa di malattie genetiche o malattie del fegato. “È abbastanza comune,” ha detto, “per cui riteniamo che questa linea di ricerca sia molto importante per tutte quelle persone che non possono produrre questo ormone e sono clinicamente molto sensibili a questi infezioni”.

Un farmaco a base di epcidina

Un farmaco in sviluppo imita, già, la funzione dell’epcidina. Tale farmaco è stato sviluppato principalmente per il trattamento del sovraccarico cronico di ferro. Un esempio di questo sono le persone con emocromatosi ereditaria. Tuttavia, questo nuovo studio potrebbe trovargli una nuova applicazione per la salvaguardia dei pazienti più deboli. Potrebbe, infatti, anche essere usato per ridurre i livelli di ferro nel sangue di pazienti con polmonite, ma che non producono la proteina.

“Pensiamo che il trattamento a breve termine con questo farmaco dovrebbe essere un modo efficace per curare queste infezioni [polmonite]”, ha detto Mehrad. “Almeno nei topi sembra funzionare molto bene“.

Emanuela Pasculli

Fonti

Lascia un commento