Come il microbiota influenza il cancro e le cure oncologiche

I microrganismi ed il loro vero rapporto con l’organismo umano

E’ stata ampiamente discussa, in precedenza, l’idea di batteri e virus come organismi esclusivamente dannosi per l’uomo. Come abbiamo imparato, infatti, il corpo umano pullula, dentro e fuori, di batteri. Non solo: grazie alle recenti scoperte nell’ambito della microbiologia forense, abbiamo appreso che ogni individuo umano possiede la propria “impronta biologica”, ovvero ha un corredo genetico microbico proprio e unico.

L’uguaglianza batterio=patogeno è stata dunque sconfitta, e, come vediamo nelle pubblicità, i batteri possono essere nostri “amici”. “Amici” dell’intestino, dello stomaco, e chi più ne ha più ne metta, chiamati più scientificamente batteri commensali. Ad oggi, inoltre, come attesta l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, non solo alcuni commensali sono nostri “amici”, bensì diventano alleati dell’uomo in una delle lotte più agguerrite nel mondo dell’immunologia: la battaglia contro il cancro.

Il mistero dietro al fantomatico “microbiota sano” e i benefici nella prevenzione del cancro

Introduciamo un concetto spesso molto quotato, ma non molto chiaro agli occhi di tutti: il microbiota sano. Di cosa si tratta? Il microbiota, per essere sano, deve essere alimentato, curato.

alimentazione variegata e i suoi benefici - microbiota sano
Figura 1 – Immagine dell’AIRC che promuove una dieta sana e bilanciata

I batteri e tutti i microrganismi che vivono in simbiosi con noi si chiamano “commensali” per un motivo: mangiano alla nostra tavola. Tutto ciò che noi introduciamo nel nostro organismo diventa così nutrimento anche per i nostri organismi simbiotici. Ormai è di dominio pubblico il fatto che più il microbiota umano è vario, tanto più l’organismo ospite sarà sano.

Come nutrire al meglio un’ampia gamma di microrganismi diversi, dunque? Variando i nutrienti nell’alimentazione. Più macro e micronutrienti la dieta importa nell’organismo, più possibilità si avranno di alimentare una microfauna differenziata. Inoltre si consiglia di assumere alimenti semplici, non raffinati, pertanto facili da digerire e assimilabili da più organismi possibili.

Una dieta sana e bilanciata contribuisce a creare un’ambente ideale alla sopravvivenza dei commensali, ma non è l’unica regola che bisogna seguire. La concezione dell’igiene personale umana, associata all’idea di un corpo sempre profumato e pulito, è certamente un’altra disposizione da seguire, ma senza esagerare. Lavarsi troppo frequentemente la cute o, peggio, mucose interne, con lavaggi specifici, non è solamente deleterio per il tessuto in questione.

microbiota uterino e vaginale - microbiota sano
Figura 2 – Immagine raffigurante una “flora” vaginale sana

Ad esempio, se si vuole mantenere una igiene intima sana, in particolare nel caso delle donne, è consigliato il lavaggio non più di una volta al giorno, e sempre con un sapone intimo specifico a pH acido che in primis consenta ai batteri acidofili presenti di rimanere nel proprio ambiente ideale e che in secondo luogo rispetti l’ostilità della mucosa vaginale.

Non si parli di lavande: qualsiasi ginecologa potrà confermare che spesso le cosiddette lavande vaginali sono controproducenti, come allo stesso modo la pulizia del colon. Si tratta infatti di pratiche aggressive per le mucose e i microrganismi che le popolano, da attuare solo in alcuni casi e dietro prescrizione medica. In sostanza: l’igiene ci deve essere, ma non deve diventare aggressiva.

campione di microbioma vaginale - microbiota sano
Figura 3 – Fotografia microscopica di un microbiota vaginale disposto per il trapianto

Cosa comporta il “microbiota sano”: batteri e terapie antitumorali

Un microbiota sano, “felice”, che si trova nel suo habitat ideale e che vive in simbiosi con esso, lo difende. Questo è il motivo per cui la risposta immunitaria dei commensali (specie quelli salivari ed intestinali) si somma a quella umana, rendendo la quantità di specie batteriche e le proprietà immunitarie dell’organismo ospite strettamente correlate. Tutti sappiamo che le terapie anti-cancro sono spesso molto aggressive e comportano grandi ed importanti effetti collaterali nel paziente.

E’ stato testato ed in seguito appurato il fatto che soggetti aventi un microbioma più ampio reagiscono molto meglio a tali terapie aggressive di pazienti che invece ospitano poche specie batteriche. La varietà di specie batteriche comporta una varietà di reazioni immunitarie e, di conseguenza, una risposta più complessa e completa agli stimoli negativi e aggressivi di una radio o chemioterapia, ad esempio.

tumore intestinale - microbiota sano
Figura 4 – Immagine illustrativa degli stadi del cancro al colon

Batteri e immunoterapia nella battaglia contro il cancro

Sono stati identificati diversi batteri che nel caso dell’immunoterapia, sembrerebbero aprire nuove strade alla ricerca oncologica. In particolare parliamo di Bifidobacterium pseudolongumLactobacillus johnsonii e Olsenella. In particolare il primo, B. pseudolongum, dagli studi clinici attuati sugli animali, parrebbe una svolta. Esso sarebbe in grado di modulare la risposta immunoterapica tramite la produzione di inosina, che interagisce in modo diretto con le T-Cells, responsabili della difesa antitumorale. Lo studio canadese, come riportato dalla rivista “Science“, si è basato principalmente sull’interazione di questo batterio nei casi di tumore animale all’intestino, ma anche alla vescica e melanoma.

cancro vescicale - microbiota sano
Figura 5 – Fotografia microscopica ritraente tumore alla vescica

Tali risultati hanno rappresentato una concreta efficacia clinica, che tuttavia ancora deve essere testata sull’uomo. Una simile svolta potrebbe creare in futuro un’intera nuova branca della microbiologia medica, ovvero quella applicata ai tumori.

Un altro esito positivo è stato raggiunto dall’introduzione negli organismi ospite animali di un altro microrganismo, Akkermansia muciniphila, che è stato di grande aiuto quando affiancato all’immunoterapia utilizzata nella cura di tumori metastatici al rene. Pazienti con un’alta presenza di tale microrganismo, secondo la rivista European Urology, sembrerebbero reagire in modo più efficace al trattamento di immunoterapia.

Considerazioni finali

La speranza, in conclusione, sarebbe quella di creare un corredo microbiotico globalmente efficace nell’affiancamento alle terapie anti-cancro, impiantabile in tutti i pazienti. Ultimamente infatti è stata molto rivalutata la somministrazione di probiotici in alcuni casi, così come il trattamento che prevede il trapianto fecale.

massa tumorale nell'intestino - microbiota sano
Figura 6 – Illustrazione raffigurante cancro al colon umano

I risultati sono ancora da verificare, ma fanno ben sperare sugli esiti di una nuova ricerca più ampia e completa sulle terapie antitumorali.

Si spera che riscontri così positivi negli studi preclinici portino a una nuova consapevolezza nella battaglia scientifica contro i tumori umani e a riscontri sempre più positivi nei pazienti. Non ci resta, dunque, che aspettare.

Francesca Buratti

Fonti:

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: