Nutraceutica, microalghe e microbiota intestinale: cosa ne sappiamo?

Il consumo di microalghe come superalimento dalle proprietà benefiche comincia ad essere studiato anche in relazione al microbiota intestinale

L’introduzione , nella dieta moderna, di superalimenti, anche detti alimenti funzionali, rappresenta un tema caldo dei nostri giorni, spesso vittima di leggende metropolitane, credenze popolari e attività mediatica. In questo articolo, vorremmo offrire una visione scientifica dello stato dell’arte al riguardo, con un focus particolare su microalghe e microbiota.

Il mondo della nutraceutica

Gli alimenti funzionali, ai quali spesso ci si riferisce con il nome di nutraceutici, sono alimenti arricchiti dalla presenza di composti bioattivi dalle dimostrate proprietà benefiche per la salute umana. Tuttavia, al contrario di ciò che molti pensano, non parliamo di sostanze dai poteri magici o effetti terapeutici miracolosi. Non parliamo di farmaci. Si tratta di una classe di sostanze naturali, le cui proprietà si traducono in un miglior benessere generale, dimostrato a livello scientifico.

Le microalghe come nutraceutici

L’incorporazione delle alghe negli alimenti, per esempio, è correlata alla possibilità di incrementarne il valore nutrizionale, in termini di contenuto vitaminico, percentuale di minerali, proteine, carboidrati, lipidi e composti antiossidanti. Il consumo delle alghe, comprese alghe marine e microalghe, o dei loro composti bioattivi è associato a numerosi benefici per la salute umana. Diversi studi scientifici hanno associato il loro consumo ad un’azione anti infiammatoria e anti ossidante. A sua volta, questa è utile per la prevenzione di malattie a rischio metabolico, la riduzione del rischio di alcuni tipi di cancro, la diminuzione degli effetti dell’invecchiamento.

In questo contesto, solo alcune microalghe (e cianobatteri) sono state proposte per la loro produzione commerciale come alimenti funzionali. Tra queste, le più famose sono Arthrospira (Spirulina), Chlamydomonas, Chlorella, Dunaliella, Euglena, Haematococcus, Isochrysis, Nannochloropsis, Phaeodactulum, and Porphyridium.

Tuttavia, ad oggi, solo 6 specie di microalghe sono state effettivamente riconosciute come generalmente sicure (GRAS) da parte della Food and Drugs Administration  americana (FDA).

La fortuna della spirulina

Il caso della Spirulina sicuramente è un classico esempio di composto nutraceutico oggetto di un boom mediatico importante (Figura 1).

Spirulina è il nome generico della biomassa ottenuta dalla crescita massiva di un genere di cianobatteri chiamato Arthrospiran, microrganismi unicellulari filamentosi che vivono in acque dolci e alcaline. La biomassa ottenuta dalla loro coltivazione, la spirulina, è un superalimento, caratterizzato da un alto contenuto proteico (60%) e vitaminico. Inoltre, la presenza di numerosi composti bioattivi a funzione antiossidante l’hanno resa famosa nel mondo dei nutraceutici.

Compresse liofilizzate di spirulina, microalghe microbiota
Figura1: Aspetto di capsule di liofilizzato di spirulina

Tuttavia, non sappiamo ancora la quantità esatta di spirulina che è consigliabile consumare per ottenere un effetto benefico. Allo stesso modo, il meccanismo biologico con cui agisce la spirulina rimane ancora da decifrare. Ragione per la quale non possiamo parlare di farmaco.

Microbiota e microalghe nutraceutiche: cosa sappiamo?

Alcuni studi scientifici condotti in modelli animali hanno studiato la composizione del microbiota intestinale in topi sani o malati, individuando alcuni generi batterici associati al miglioramento dello stato di salute osservato a seguito del consumo della spirulina. Tra questi, Roseburia e Lactobacilli.

Un’ulteriore studio, pubblicato l’anno scorso su Frontiers in Cellular and Infection Microbiology, ha analizzato l’effetto di varie dosi di spirulina in modelli murinici sul microbiota intestinale. A dosi più basse di spirulina si è osservato un aumento del rapporto Firmicutes/Bacteroidetes, un indice associato ad un maggior rischio metabolico. L’incremento di alcuni generi batterici, osservato a dosi maggiori di spirulina, è stato anche associato con diversi marcatori di salute.

Nonostante questi risultati suggeriscano l’effetto benefico della spirulina sulla salute del microbiota, non ancora è possibile parlarne in termini di probiotico.

Una nuova ricerca propone Chlamydomonas reinhardtii come nutraceutico

Un nuovo interessante studio scientifico è stato recentemente condotto sulla microalga Chlamydomonas reinhardtii. L’obbiettivo prefissato era quello di testare le sue potenziali proprietà benefiche nel trattamento del colon irritabile (Figura 2). Contemporaneamente, gli studiosi hanno analizzato la relazione microalghe-microbiota intestinale nei volontari che hanno partecipato allo studio.

La ricerca, pubblicata nella rivista scientifica Journal of Functional Foods lo scorso Febbraio, ha dimostrato le proprietà di questa microalga a livello gastrointestinale e il suo effetto sulla composizione del microbiota intestinale, tanto in modelli murinici come nell’uomo. Si tratta del primo tentativo di studio delle proprietà di quest’alga per la salute umana.

Test nutrizionali della biomassa di Chlamydomonas reinhardtii, fra le microalghe potenzialmente utili per il microbiota
Figura 2: A sinistra aspetto della biomassa di Chlamydomonas reinhardtii e caratterstiche nutrizionali. A destra, la reppresentazione grafica dell’appetibilità della microalga per i soggetti analizzati.

I risultati ottenuti dimostrano che, in presenza di problemi gastrointestinali assimilabili alla sindrome del colon irritabile, la supplementazione della dieta con questa microalga garantisce un miglioramento dei sintomi da colon irritabile.

Comparando il microbiota intestinale di soggetti con sintomi gastrointestinali più o meno gravi con un modello di microbiota intestinale sano, non si è osservata alcuna differenza a livello di diversità microbiotica, in relazione al consumo della microalga. Tuttavia, in assenza di analisi più approfondite della relazione microalghe nutraceutiche-microbiota intestinale, trarre dei risultati definitivi sarebbe comunque scorretto.

Tirando le somme

Il messaggio da trasmettere quindi, alla luce di questi studi, riguarda la potenzialità delle microalghe nel mondo della nutraceutica e dei superalimenti come alternativa naturale all’utilizzo di integratori per migliorare il nostro benestare.

La relazione tra microalghe nutraceutiche e microbiota intestinale, inoltre, è uno spunto di ricerca fonadamentale,  in quanto potrebbe finalmente fornire le chiavi di comprensione del meccanismo biologico alla base delle famose proprietà di questi composti bioattivi.

Serena Galiè

Bibliografia

Informazioni su Serena Galié 58 Articoli
Autrice di Microbiologia Italia. Laureata in Biotecnologie Mediche con curriculum internazionale in Management in Medical Biotechnology presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Master in Biotechnology of Environment and Health presso l'Università di Oviedo, in Spagna. Attualmente studentessa di un PhD in Nutrizione e Metabolismo presso l'Università Rovira I Virgili, a Tarragona in Spagna.

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