“Soldi sporchi”: come i batteri convivono nel nostro portafogli

Anche ai batteri piacciono i soldi

Quotidianamente entriamo in contatto con numerosi microrganismi che trovano dimora in oggetti che inconsapevolmente tocchiamo di continuo, come il cellulare, i vestiti, il telecomando, ecc. Tra questi ritroviamo sicuramente anche i soldi: li portiamo con noi ovunque, li diamo ad altre persone che a loro volta ne danno a noi, costruiamo dunque un flusso ininterrotto di batteri che passa di mano in mano.
Un esempio eclatante della pericolosità che essi potrebbero costituire, emerge dall’attuale emergenza sanitaria. La Cina, rendendosi conto del potenziale vettore che essi costituiscono, ha preventivamente messo in atto un’azione di sterilizzazione dei soldi, al fine di limitare la circolazione del ben noto virus SARS-CoV-2.

Vediamo dunque più nello specifico cosa si nasconde tra le banconote e quali sono i pericoli in cui possiamo incappare.

Foto raffigurante soldi “sporchi” dal museo di microbiologia di Amsterdam
Figura 1 – Foto raffigurante soldi “sporchi” dal museo di microbiologia di Amsterdam

Staphylococcus epidermidis e Staphylococcus aureus

Cosa si potrebbe trovare nei soldi se non lo Staphylococcus epidermidis, batterio il cui nome deriva dalla sua presenza sulla superficie della pelle. Batterio Gram+, esso è sicuramente quello più innocuo tra le colonie presenti, seppur talvolta possa causare infezioni. In particolare, la sua presenza può risultare addirittura letale nel caso di infezioni post-chirurgiche.

Diverso invece è il discorso per Staphylococcus aureus, considerato come il maggiore patogeno della famiglia. Presente anch’esso sulla cute, può infatti causare infezioni della pelle (acne, foruncoli, orzaiolo) ma anche invadere altri organi con conseguenti disturbi delle vie urinarie, polmoniti, osteomieliti ed endocarditi.

Per fortuna la presenza di S. aureus sulle banconote non implica necessariamente la contrazione di un’infezione. Non solo infatti il patogeno può essere eliminato o controllato dal sistema immunitario, ma non sempre i ceppi risultano essere pericolosi. La patogenicità dipende infatti da due fattori: sintesi della coagulasi (enzima che coagula il plasma al fine di formare un deposito che impedisce la fagocitosi) e produzione di tossine ed enzimi tra cui la β-emolisina (enzima che lisa i globuli rossi).

S. aureus su TSA+LT
Figura 2 – S. aureus su TSA+LT

Pseudomonas aeruginosa

Il genere Pseudomonas è un genere ubiquitario, lo ritroviamo quindi nel suolo, nelle acque e anche negli oggetti di uso comunque, tra cui i soldi. Tra le varie specie quella che ci interessa a livello medico è Pseudomonas aeruginosa, batterio opportunista in grado di causare infezioni in persone già debilitate. Altro aspetto importante, è la sua resistenza a molti antibiotici grazie a specifiche pompe di membrana, e a disinfettanti a base di composti di ammonio quaternari, sui quali riesce anche a riprodursi.

Tra le infezioni che è in grado di dare, ritroviamo infezioni polmonari, infezioni delle vie urinarie, infezioni della cute ustionata, infezioni dell’occhio e dell’orecchio.

Pseudomonas aeruginosa su TSA+LT
Figura 3: Pseudomonas aeruginosa su TSA+LT

Bacillus anthracis

Per concludere questa lista è stato aggiunto un batterio meno presente ma che spicca per la sua pericolosità. Si tratta di Bacillus anthracis, il batterio causa della temuta antrace, anch’esso rinvenuto in una banconota.
Si tratta di un bacillo, anaerobio facoltativo, capsulato e sporigeno, trasmesso all’uomo attraverso animali infetti. La sua capacità di formare spore è forse quello che lo rende più pericoloso, in quanto gli permette di sostare e resistere per numerosi anni nell’ambiente esterno.
Altro dato da sottolineare, avendo a che fare con i soldi, è che le infezioni più frequenti si verificano per contatto cutaneo, spesso anche quando la pelle è integra.

Conclusione

Abbiamo visto dunque che sulle superfici di oggetti di uso comune, quali le banconote, possono nascondersi microrganismi inaspettati, alcuni innocui ma altri più pericolosi. Nonostante questo, non è comunque facile contrarre un’infezione e questo grazie anche ai numerosi passi avanti fatti con l’igiene.

Ricordarsi di lavarsi le mani dopo aver maneggiato i soldi oppure non toccare gli alimenti e soldi insieme possono sembrare consigli noiosi, ma è ciò che ci permette di combattere le malattie, in piccolo e nella nostra quotidianità.

Fonti

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