Streptococcus sanguis

Caratteristiche

Streptococcus sanguis (Fig.1), noto anche come S. sanguinis, costituisce una specie di batteri anaerobi gram positivi facente parte del gruppo Viridans Streptococcus. Facciamo riferimento ad un normale abitante della cavità orale, sito, specificamente, nella placca dentale, dove modifica l’ambiente per renderlo meno ospitale ad altri ceppi di Streptococcus che causano carie, come lo S. mutans.

S. sanguis si distingue per essere caratterizzato da un genoma che si estende su 2.388.435 bp ed è più grande della maggior parte dei genomi streptococcici sequenziati. In particolare, il suo contenuto in GC è del 43,4% (di gran lunga superiore a quello di altri streptococchi), codifica per 2.274 proteine, 61 tRNA e quattro operoni di rRNA.

Filogenesi

DominioProkaryota
RegnoBacteria
PhylumFirmicutes
ClasseCocchi
OrdineLactobacillales
FamigliaStreptococcaceae
GenereStreptococco
SpecieS. sanguis

Morfologia delle colonie

S. Sanguis ha forma coccale, con una dimensione media di 2 micrometri di diametro. Tali microrganismi sono raggruppati in coppie o catene medie o lunghe, non hanno capsule e non sono sporulati.

Streptococcus sanguis al microscopio ottico
Figura 1 – Streptooccus sanguis al microscopio ottico

Questi batteri hanno una colorazione grigio-verde; in essi membrana e parete cellulare sono composte da peptidoglicani, che sono responsabili del mantenimento della colorazione di Gram.

Streptococcus sanguis su Columbia blood agar
Figura 2 – Streptococcus sanguis su Columbia blood agar

Inoltre, i batteri del gruppo viridans presentano strutture di adesione nella membrana cellulare, tra cui fimbre e adesine, responsabili del legame con i recettori specifici del film dentale.

Patogenesi

S. sanguis è un costituente fisiologico della flora orale, dunque, normalmente, non è causa del manifestarsi di patologie.

Tuttavia, quando se ne presenta l’occasione (pulizie dentali ed interventi chirurgici), può entrare nel flusso sanguigno e colonizzare le valvole cardiache, in particolare le valvole mitrale ed aortica, determinando l’insorgenza di endocardite batterica subacuta .

Metodi di identificazione

S. sanguis cresce in maniera ottimale a 35°C–37°C in CO2 per 16 – 24 ore, quindi prospera nella mucosa umana. Questo batterio produce l’enzima leucina aminopeptidasi (LAP) noto anche come leucina arilamidasi. Sull’agar sangue le specie presentano emolisi di vario tipo, utilizzata come prima fase per l’identificazione clinica degli isolati.

Coltura di Streptococcus sanguis
Figura 3 – Coltura di S. sanguis

Difatti, per l’identificazione preliminare sono importanti il tipo di emolisi e la classificazione sierologica di Lancefield. Specificamente, S. sanguis non è dotato di antigeni di Lancefield ed è resistente all’optochina.

Terapia

Il trattamento principale è rappresentato dall’uso di antibiotici. In particolare, tale terapia dipende dal progresso dell’infezione, in quadri normali l’antibiotico viene somministrato da 4 a 6 settimane.

Diversi studi hanno dimostrato che gli streptococchi del gruppo viridans, tra cui S. sanguinis, sono sensibili alla penicillina. Per questo motivo, il trattamento per l’infezione viene effettuato con una combinazione di penicillina ed altri antibiotici come gentamicina, vancomicina e ceftriaxone.

Fonti

  • https://www.lifeder.com/streptococcus-sanguinis/;
  • http://www.apsi.it/public/ufiles/smi/id4_3_it_141028.pdf;
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Streptococcus_sanguinis;
  • https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/000399696990226X;
  • https://www.lescienze.it/news/2007/04/07/news/difendersi_dal_batterio_streptococcus_sanguinis-582972/.

Giovanna Spinosa

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