Terapia laser per combattere le malattie parodontali: conosciamola meglio

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Problematiche associate a malattie parodontali

Tra le patologie che affliggono maggiormente il cavo orale, la parodontopatia assume un posto di assoluto primo piano, per diffusione oltre che per pericolosità.

Essere colpiti da una malattia parodontale, soprattutto se non viene curata correttamente in tempi rapidi, comporta il rischio di causare la perdita di uno o più denti, con danni importanti non solo a livello estetico (il nostro sorriso ne risulterà compromesso), ma soprattutto a livello funzionale: masticazione e fonazione tra i due aspetti più rilevanti.

E’ risaputo, difatti, che la mancanza dei denti prolungata nel tempo comporta: 

  • problematiche a livello occlusale, con conseguenze sulla corretta masticazione e sul processo digestivo;
  • il disallineamento comporta la formazione di spazi vuoti tra i denti rimanenti, con possibile proliferazione batterica ed aumento della possibilità di nuovi processi cariosi;
  • problematiche al tessuto osseo e gengivale: una mandibola edentula per troppo tempo comporta un riassorbimento dei tessuti gengivali e del tessuto osseo e difficoltà future nel poter inserire un impianto in titanio e quindi ripristinare i denti mancanti.

Con il progredire delle modalità di cura delle malattie parodontali per combattere le malattie parodontali si sono sviluppati dei metodi sempre più innovativi che consentono di ottenere risultati migliori rispetto a quelli ottenuti con le sole cure tradizionali (come lo scaling, una pulizia sottogengivale profonda che ha l’obiettivo di minimizzare le tasche parodontali, o anche detta levigatura radicolare, effettuate sotto anestesia con appositi strumenti chiamati curettes).

Terapie laser parodontali: la loro funzione

Alle terapie per la cura delle malattie parodontali si è oggi aggiunto l’uso del laser, uno strumento che si affianca ai trattamenti più classici e che consente di curare efficacemente il parodonto.

Si tratta di uno strumento davvero rivoluzionario e molto efficace, perché consente di completare il lavoro di pulizia di placca e tartaro sulle tasche parodontali (arrivando dove i classici strumenti come lo scaling o gli ultrasuoni non riescono spesso ad arrivare), rigenerando nel contempo i tessuti colpiti dalla malattia parodontale.

Le funzioni che contraddistinguono una terapia laser parodontale sono essenzialmente queste:

  • rimuovere i batteri dal tessuto gengivale. Attraverso il laser si emette un fascio di luce che consente di sigillare la tasca parodontale, impedendo così ai batteri di depositarsi e di proliferare all’interno di esse. Si ha quindi un effetto battericida;
  • conserva ed aiuta a rigenerare il parodonto colpito dalla malattia. Grazie alla luce emessa dal laser si va a stimolare la formazione di nuovi tessuti che sono stati persi e che fungevano da sostegno per il dente (in particolare tessuti connettivi ed ossei, oltre che collagene). La terapia laser ha quindi anche un effetto biostimolante, in quanto velocizza il processo di guarigione.

Terapie laser parodontali: quali vantaggi per il loro utilizzo

L’utilizzo del laser, sempre ovviamente accompagnato ad una profonda igiene professionale ed agli strumenti terapeutici tradizionali, può facilitare di molto la cura della malattia parodontale. Ma quali sono i vantaggi per il quale è conveniente sfruttare questa tecnica?

  • Il fattore tempo sicuramente gioca a nostro vantaggio. Nella maggior parte dei casi è sufficiente una sola seduta per completare il trattamento con il laser, un bel risparmio di tempo che consente, inoltre, di evitare qualsiasi tipo di intervento chirurgico e maggiormente invasivo;
  • con il laser si riesce ad ottenere un trattamento del tutto personalizzato, difatti la potenza del laser può essere modulata a seconda dello stato di avanzamento della malattia, riducendo notevolmente i casi di sanguinamento gengivale (sintomo di una parodontopatia a livello avanzato), grazie proprio all’eliminazione dei batteri che influiscono negativamente sulle tasche parodontali;
  • la guarigione prevede delle tempistiche sicuramente più brevi rispetto a quelli previsti per un intervento chirurgico, in quanto il “trauma” che si ha sui denti e sul tessuto gengivale è particolarmente ridotto (il laser non distrugge il tessuto infetto, anzi, aiuta a rigenerarlo proprio grazie al suo effetto biostimolante). La velocità di guarigione influenza positivamente anche la necessità di dover ricorrere a farmaci antidolorifici post trattamento, dei quali si ha poca necessità;
  • un aspetto che sicuramente è molto positivo per tutti coloro che si affidano alla terapia laser, è la sua precisione. Come appena detto non distrugge i tessuti malati, ed inoltre lavora esclusivamente sulla parte che necessita di essere curata, non andando ad intaccare in alcun modo la parte sana;
  • la cosa molto importante è che per questo genere di terapia non ci sono delle reali controindicazioni, quindi è un tipo di trattamento che può essere proposto indistintamente;
  • riducendo l’infiammazione e rigenerando la parte di tessuto malata si riesce a salvare realmente il dente, in quanto si disinnescano i fattori che portano la malattia parodontale a degenerare fino alla perdita irrimediabile dei denti. Salvarli equivale ad evitare di dover ricorrere in futuro ad altri tipi di interventi di ripristino delle componenti mancanti, cosa che avviene con l’inserimento di nuovi impianti (evitare di dover ricorrere a quel tipo di intervento è anche un risparmio economico di non poco conto).

Considerazioni finali sulle terapie laser parodontali

Questo genere di trattamenti con il laser viene ancora considerato come una novità in campo odontoiatrico, un qualcosa di innovativo che, come spesso accade, necessita di tempo per poter essere accettato in ambito medico e scientifico (gli stessi odontoiatri sembrano dividersi sulla reale efficacia di questo nuovo tipo di cura).

Chi ha provato questo tipo di trattamento ha comunque verificato come si tratti di un metodo che sembra essere particolarmente efficace nella riduzione delle infiammazioni e delle infezioni che colpiscono il parodonto

Tutto questo non deve ovviamente voler rappresentare una sostituzione delle classiche terapie odontoiatriche; lo possiamo considerare come un ulteriore supporto che aiuta a completare il lavoro dove queste sono deficitarie.

L’importante, nella cura delle malattie parodontali, resta comunque il fattore tempo, di conseguenza è fondamentale perseguire le corrette pratiche di prevenzione con una buona igiene orale a casa e con controlli regolari presso il vostro odontoiatra di fiducia, presso il quale recarsi nel caso in cui si inizino ad avvertire dei sintomi sospetti, come:

  • sanguinamento gengivale;
  • ipersensibilità dentale al caldo e al freddo;
  • dolore gengivale;
  • abbassamento gengivale visibile.

Fonti

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