Storia della biotecnologia

Condividi l'articolo di Microbiologia Italia:

La biotecnologia (Figura 1) fa parte della vita di tutti noi. L’uso delle scienze biotecnologiche è entrato nelle nostre abitudini da moltissimi anni. Oggi ci piacerebbe ripercorrere insieme tutte le tappe della storia della biotecnologia, per comprendere ed apprezzare i risultati ottenuti nelle epoche da tali scienze.

Figura 1 - La storia delle biotecnologie
Figura 1 – La storia delle biotecnologie (fonte)

Cos’è la biotecnologia?

A caratterizzare questa branca della biologia sono tutte le tecnologie che usufruiscono di organismi o parti di essi per ottenere prodotti o modificare processi per un uso specifico e per il miglioramento dei bisogni della società.

L’uomo senza alcuna consapevolezza scientifica sin dal 6000 a.C produceva birra e pani lievitati. Infatti, i nostri antenati muovevano i primi passi nelle biotecnologie mediante la fermentazione e lievitazione senza sapere che alla base di tutto c’erano microrganismi viventi. Queste pratiche senza alcuna conoscenza teorica, che durarono fino all’800, sono definite biotecnologie classiche.

La seconda metà dell’800

Il vero punto di partenza, la svolta di questa disciplina, avviene a metà dell’800, quando Luis Pasteur (Figura 2) viene commissionato per risolvere la problematica dell’inacidimento del vino. Quindi, tra il 1857 e il 1876 il chimico francese diventa il padre della biotecnologia individuando i microrganismi responsabili delle alterazioni della birra e del vino.

Figura 2 - Luis Pasteur (fonte)
Figura 2 – Luis Pasteur (fonte)

Il novecento

L’ingegno dell’uomo è sempre collegato ad eventi e contesti storici, infatti, con la seconda guerra mondiale, nasce l’urgenza di creare cure, terapie per i numerosi feriti. Nel 1928 viene scoperto il primo antibiotico , la penicillina, grazie a Alexander Fleming (figura 3).

Figura 3 - Alexander Fleming (fonte)
Figura 3 – Alexander Fleming (fonte)

Nel dopoguerra, la biologia molecolare inizia a gettare le basi per le nuove biotecnologie, ovvero l’ingegneria genetica. Mediante la manipolazione di materiale genetico si crearono nuove prospettive nel campo scientifico e industriale.

Dopo la scoperta degli enzimi implicati nella riparazione del DNA e nella ricombinazione genetica, negli anni ’70 nasce l’ingegneria genetica. Ciò segna il punto di partenza per la biotecnologia innovativa, i cui traguardi arrivano dal campo dell’alimentazione alla medicina.

Tra gli obiettivi più ambiti ricordiamo la produzione biotecnologica di proteine. L’ingegneria genetica ha creato enzimi e ormoni, come rispettivamente nel 1978 e 1979, la produzione dell’insulina e dell’ormone della crescita.

Negli anni ’90 la scienza inizia il progetto Genoma Umano e nel 1995 fu sequenziato il genoma di Haemophilus influenzae. La biotecnologia crea vero scalpore quando nel 1997 nasce Dolly, la prima pecora clonata da cellule adulte.

Le biotecnologie oggi

Le nuove tecnologie possono toccare svariati settori, quindi si è introdotta una classificazione per colori:

  • Le biotecnologie rosse rientrano nel campo della medicina. Le ultime tecniche sono in grado di riparare o ricostruire tessuti organici e progettare farmaci. In questo settore sono fondamentali le terapie geniche che posso silenziare o eliminare l’allele d’interesse.
  • Le biotecnologie verdi sono legate all’agricoltura con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale mediante biofertilizzanti e biopesticidi. L’interesse tecnologico per le coltivazioni può incidere positivamente sul mercato, favorendo maggiore produttività.
  • Le biotecnologie bianche comprendono le tecnologie industriali, abbracciando molteplici settori come alimentare, cosmetico e energetico.

Inoltre, si aggiungono il colore blu per le biotecnologie su organismi acquatici, grigio per le tecnologie riguardanti l’ambiente e giallo per le biotecnologie computazionali.

Un ringraziamento alle biotecnologie

Ad oggi, durante la pandemia che ha scosso il mondo intero, è possibile osservare i passi da gigante (vaccini genetici), l’innovazione delle biotecnologie nella medicina translazionale, come afferma la Dottoressa Antonella Folgori, CEO di Reithera srl.

Durante il webinar organizzato dall’Università di Catania, Folgori ha sottolineato il ruolo delle biotecnologie nella produzione dei vaccini anti-Covid, focalizzando l’attenzione sulle tempistiche della produzione, ovvero in un solo anno. I vaccini genetici hanno permesso di sviluppare un vaccino nel minor tempo possibile.

L’innovazione dei nuovi vaccini è nata in piccole biotech, finanziate da grandi case farmaceutiche. Ciò ha creato un valido piano vaccinale mondiale che ha permesso la somministrazione di circa 530 milioni di dosi in 141 Paesi nel mondo.

Un grazie a tutti i ricercatori e alle loro innovazioni. Ci auguriamo che le nuove tecnologie e i continui risultati delle biotecnologie conducano alla produzione di vaccini, ancora non esistenti, per malattie infettive complesse come l’HIV e la malaria.

Veronica Nerino

Fonti

Condividi l'articolo di Microbiologia Italia:

Lascia un commento