Il ruolo del cannabidiolo (CBD) nel trattamento della dipendenza da sostanze di abuso

Negli ultimi anni abbiamo sentito molto parlare di cannabidiolo (CBD), un metabolita della Cannabis sativa, di cui sono stati molto discussi gli aspetti legali ed etici, ma cosa sappiamo oggi di questa molecola?

Il moltiplicarsi di negozi fisici, distributori automatici e piattaforme di e-commerce (come cbd shop Justbob) interamente dedicati alla vendita di cannabis light, ci spinge a documentarci sulla natura e gli effetti di tale composto. Il CBD sta suscitando sempre piĂą interesse anche da parte della comunitĂ  scientifica, soprattutto per alcune sue potenziali applicazioni terapeutiche.

Il sistema endogeno dei cannabinoidi

Gli endocannabinoidi sono piccole molecole di natura lipidica derivanti da l’acido arachidonico e capaci di attivare i recettori dei cannabinoidi di tipo 1 (CB1), largamente espressi nel sistema nervoso centrale (SNC) ma anche in alcuni organi e tessuti periferici, e i recettori di tipo 2 (CB2), espressi soprattutto dalle cellule del sistema immunitario. A livello del SNC svolgono un’importante funzione neuromodulatoria ricoprendo un ruolo rilevante nella plasticità sinaptica, nei processi cognitivi ma anche sensoriali e motori.

Il ruolo del CBD nei disturbi neuropsichiatrici è ancora discusso ma il sistema endogeno dei cannabinoidi (eCB) gioca un ruolo molto importante nella fisiopatologia dei disturbi psicotici, come la schizofrenia, e quelli da uso e abuso di sostanze, come alcol e altre droghe. L’attenzione degli scienziati A. Batalla, H. Janssen S. Gangadin e M.G. Bossong, nel loro “The Potential of Cannabidiol as a Treatment for Psychosis and Addiction: A Systematic Review” verte proprio sul ruolo del composto cannabinoide non psicoattivo, il cannabidiolo (CBD), il quale sembra essere un valido presidio terapeutico in ambito neuropsichiatrico, con risultati molto promettenti nel trattamento della schizofrenia, disturbi schizotipici di personalità e nei disturbi riguardanti la dipendenza da sostanze stupefacenti.

rappresentazione schematica dell'azione del sistema dei cannabinoidi endogeni
Figura 1 – rappresentazione schematica dell’azione del sistema dei cannabinoidi endogeni [Fonte: commons.wikimedia.org]

Il potenziale terapeutico del CBD

Negli studi clinici, il CBD si è dimostrato sicuro, ben tollerato ed efficace nel mitigare i sintomi associati a diversi tipi di disturbi convulsivi ed epilessie infantili refrattarie. Questa è forse l’associazione piĂą chiara e meglio descritta in letteratura, tanto da essere considerato un discreto principio anti-convulsivante.

Numerosi sono anche gli studi che esplorano il suo ruolo antinfiammatorio e antiossidante, in particolare indagando il suo potenziale terapeutico nel trattamento del dolore cronico (condizione che contraddistingue un elevato numero di patologie), malattie infiammatorie croniche, Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative, Fibromialgia e molte altre.

Sembrerebbe possedere anche un’azione anti-proliferativa sulle cellule tumorali di diverse tipologie di cancro come prostata, epatocarcinoma e adenocarcinoma della mammella; il CBD sembrerebbe modulare l’espressione di STAT3 e avere un effetto inibitorio sulla formazione e il rilascio di esosomi e microvescicole da parte di alcuni citotipi tumorali.

Immagine formato macro di infiorescenze di C. sativa
Figura 2 – Immagine formato macro di infiorescenze di C. sativa [Photo by Brian Jones on Unsplash]

Le ricerche dell’Università del Queensland

Se il collegamento tra sistema degli endocannabinoidi e malattie neuropsichiatriche e infiammatorie è abbastanza intuitivo per la presenza dei recettori CB1 e CB2, non si può dire altrettanto della correlazione CBD e proprietà antimicrobiche.

Lo staff di ricerca capitanato dal Dottor Mark Blaskovich ha infatti indagato il potenziale effetto antibiotico del CBD scoprendo come esso sia capace di agire contro batteri gram negativi.
In particolare lo studio si è focalizzato sugli agenti eziologici della gonorrea (Neisseria gonorrhoeae), meningite (Neisseria meningitidis) e legionellosi (Legionella spp).
Il CBD si è dimostrato efficace anche nel distruggere batteri Gram positivi antibiotico resistenti, MRSA (ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina). La molecola sembra essere in grado di abbattere infatti anche le strutture dei biofilm dentro i quali, batteri Gram positivi come gli MRSA, si celano e trovano protezione.

L’esatto meccanismo con cui il CBD esplica la sua funzione antimicrobica non è ancora del tutto noto, ma la dimostrazione di tale effetto pone le basi per lo studio e lo sviluppo di nuove molecole antibiotiche da impiegare in clinica al fine di limitare i problemi legati a fenomeni di antibiotico resistenza.

Possibili effetti avversi del CBD

Nonostante gli innumerevoli studi che depongono a favore di un potenziale uso terapeutico del CBD, è bene ricordare come non sia un composto privo di rischi, con eventi avversi anche significativi; tra i piĂą comuni sonnolenza e disturbi principalmente di natura gastrointestinale. Le interazioni farmacologiche sono ancora tutte da indagare ed è stato inoltre dimostrato che il CBD è in grado di aumentare gli indici di funzionalitĂ  epatica e necessita di ulteriori studi per quanto riguarda il suo impatto sul rischio di ideazione suicidaria, che sembra far aumentare.

Conclusioni e prospettive future

Il ruolo del cannabidiolo come presidio terapeutico è tutt’oggi dibattuto, ma il crescente interesse da parte della comunità scientifica verso questo composto è giustificato dai risultati incoraggianti che emergono da numerosi studi e ricerche. Al momento ci limitiamo a riportare i dati raccolti dagli scienziati impegnati in questo campo ma serviranno ulteriori prove per poter iniziare a discutere del suo utilizzo nella pratica clinica.

Giulia Pucci

Fonti

  • Batalla A, Janssen H, Gangadin SS, Bossong MG. The Potential of Cannabidiol as a Treatment for Psychosis and Addiction: Who Benefits Most? A Systematic Review. J Clin Med. 2019 Jul 19;8(7):1058. doi: 10.3390/jcm8071058. PMID: 31330972; PMCID: PMC6678854.
  • Elsaid S, Kloiber S, Le Foll B. Effects of cannabidiol (CBD) in neuropsychiatric disorders: A review of pre-clinical and clinical findings. Prog Mol Biol Transl Sci. 2019;167:25-75. doi: 10.1016/bs.pmbts.2019.06.005. Epub 2019 Aug 28. PMID: 31601406.
  • White CM. A Review of Human Studies Assessing Cannabidiol’s (CBD) Therapeutic Actions and Potential. J Clin Pharmacol. 2019 Jul;59(7):923-934. doi: 10.1002/jcph.1387. Epub 2019 Feb 7. PMID: 30730563
  • Kosgodage US, Mould R, Henley AB, Nunn AV, Guy GW, Thomas EL, Inal JM, Bell JD, Lange S. Cannabidiol (CBD) Is a Novel Inhibitor for Exosome and Microvesicle (EMV) Release in Cancer. Front Pharmacol. 2018 Aug 13;9:889. doi: 10.3389/fphar.2018.00889. PMID: 30150937; PMCID: PMC6099119.
  • Soroceanu L, Murase R, Limbad C, Singer E, Allison J, Adrados I, Kawamura R, Pakdel A, Fukuyo Y, Nguyen D, Khan S, Arauz R, Yount GL, Moore DH, Desprez PY, and McAllister SD, Id-1 Is a Key Transcriptional Regulator of Glioblastoma Aggressiveness and a Novel Therapeutic Target, Cancer Research, 2013.
    www.microbiologiaitalia.it/batteriologia/il-potenziale-antibiotico-del-cannabidiolo-sintetico-cbd/
    www.treccani.it/enciclopedia/endocannabinoidi_%28Dizionario-di-Medicina%29/
  • Immagine in evidenza: Photo by Davide Ragusa on Unsplash
  • Figura 1: commons.wikimedia.org
  • Figura 2: Photo by Brian Jones on Unsplash

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