Farmaci antiparassitari: classificazione, meccanismi d’azione e principali applicazioni

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By Alessio Acquisti

Quando utilizzare i farmaci antiparassitari

I farmaci antiparassitari vengono utilizzati per trattare infezioni o infestazioni dovute a diverse tipologie di parassiti quali: protozoi, elminti ed ectoparassiti. La loro azione può essere sia di natura terapeutica che preventiva.

Questi medicinali vengono utilizzati comunemente per trattare cani e gatti infatti parassiti intestinali, pulci o zecche rappresentano un problema frequente per gli animali domestici.

La presenza del parassita all’interno dell’organismo biologico ospite può scatenare un’infezione che conduce ad una risposta immunitaria, al contrario la presenza fisica di un parassita su tessuti esterni come cute, capelli o indumenti determina un’infestazione che può, o meno, veicolare agenti patogeni.

Come assumerli

La maggior parte degli antiparassitari ad uso umano sono da assumere sotto controllo medico dopo l’erogazione di una ricetta e dispensati in compresse, polveri per sospensioni orali oppure creme ad azione topica.

Le patologie trattabili mediante il loro utilizzo sono diverse tra loro, pertanto, seguire in modo corretto la posologia è un aspetto fondamentale per favorire l’eradicazione del patogeno e scongiurare casi di resistenza farmacologica.

Effetti collaterali

Questo gruppo di sostanze può generare effetti collaterali eterogenei come:

  • Disturbi gastrointestinali.
  • Manifestazioni cutanee come prurito ed orticaria.
  • Dolori e rigidità muscolari, debolezza e dolori articolari.
  • Disturbi del sistema nervoso centrale come febbre ed emicrania e raramente convulsioni e coma.

In caso di gravidanza o allattamento è richiesta una valutazione precisa del profilo rischio-beneficio ad opera del medico curante, mentre patologie come: epatopatie, nefropatie e cardiopatie rappresentano controindicazioni al trattamento con antiparassitari.

Quali sono i farmaci antiparassitari?

La classe dei medicinali antiparassitari comprende svariate molecole diverse tra loro che agiscono con un meccanismo d’azione specifico in base all’agente parassitario.

Antiparassitari e protozoi

I protozoi sono organismi che si riproducono attraverso la divisione cellulare, vivono all’interno dell’ospite e determinano lo sviluppo di infezioni. Racchiudono generi diversi di microrganismi responsabili di malattie trasmissibili come: la malaria (dal genere Plasmodium), la giardiasi (Giardia), l’amebiasi (Entamoeba Histolytica) e la leishmaniosi (Leishmania).

L’azione dei farmaci antiparassitari contro i protozoi si basa su diversi meccanismi selettivi, come:

  • Inibizione della sintesi degli acidi nucleici (clorochina, metronidazolo).
  • Aumento permeabilità della membrana cellulare (amfotericina B).
  • Inibizione della sintesi dei cofattori (trimethoprim, sulfadossina).
  • Interferenza con il metabolismo energetico cellulare (primachina).
  • Inibizione della sintesi proteica (tetraciclina).

Terapia farmacologica malaria

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Figura 1 – Tasso incidenza globale malaria 2024 [Fonte: commons.wikimedia.org]

La malaria è una patologia responsabile di 600mila morti annue (stima OMS) e rappresenta l’unico caso di infezione parassitaria per la quale sono disponibili dei vaccini, anche se, ad efficacia parziale e ruolo prevalentemente preventivo.

Una volta contratta la malattia in seguito alla puntura di zanzare del genere Anopheles, vettori del protozoo Plasmodium, stando alle linee guida dell’OMS il trattamento prevede terapie specifiche in base alla gravità.

Per forme non gravi viene utilizzata una combinazione a base di artemisinina (ACT), mentre per le forme più gravi è prevista la somministrazione IV o IM di artesunato per 24 ore consecutive ed un successivo passaggio ad assunzione orale se tollerata.

La clorochina, invece, può essere somministrata nelle aree geografiche dove non si è instaurata resistenza farmacologica.

Trattamento delle elmintiasi con antiparassitari

Gli elminti, comunemente indicati come vermi, sono organismi pluricellulari complessi principalmente suddivisibili in ascaridi (nematodi) e vermi piatti. Molte specie sono solite migrare all’interno dei tessuti dell’ospite senza completare il ciclo riproduttivo.

Alcune delle patologie più note correlate alla loro presenza sono: ascariasi (Ascaris), ossiuriasi (Enterobius Vermicularis), tenia del maiale (Taenia solium) e infine l’elefantiasi (Wuchereria bancrofti e Brugia malayi).

I farmaci antiparassitari agiscono mediante meccanismi selettivi nei confronti del parassita secondo le seguenti modalità:

  • Interferenza con la funzione dei microtubuli (benzimidazoli).
  • Inibizione delle funzioni neuromuscolari (ivermectina).
  • Paralisi muscolare ed alterazioni morfologiche (praziquantel).

Terapia farmacologica ossiuriasi

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Figura 2 – Uova di E. vermicularis [Fonte: commons.wikimedia.org]

Gli ossiuri rappresentano una patologia comune in età scolare e consistono in un’infezione intestinale causata dal nematode E. vermicularis.

La trasmissione avviene solitamente per via oro-fecale per mezzo delle uova che si depositano nell’ambiente o nelle mani del soggetto infetto. Una volta ingerite determinano quindi la nascita nell’intestino tenue delle larve che in un periodo di circa 2-6 settimane divengono adulte e si riproducono.

La femmina successivamente esce attraverso l’ano per deporre le uova che, tramite il contatto con biancheria, mani, indumenti o giocattoli, favoriscono una nuova trasmissione.

I farmaci antiparassitari più comunemente utilizzati sono:

  • Mebendazolo,
  • Albendazolo.
  • Pirantel pamoato.

La loro azione rivolta ai vermi adulti risulta inefficace sulle uova, pertanto la posologia prevede una seconda somministrazione dopo due settimane per limitare le reinfestazioni. Trattamenti farmacologici preventivi per i conviventi e una maggiore attenzione all’igiene sono inoltre fondamentali per ridurre le recidive.

Farmaci Antiparassitari ed ectoparassiti

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Figura 3 – Pediculus humanus capitis (Pidocchio del capo maschio) [Fonte: commons.wikimedia.org]

Questa categoria di parassiti vive principalmente nella cute dell’ospite, si riproduce grazie a uova depositate sulla superficie esterna o interna della pelle e comprende le seguenti specie:

  • Acari (ad esempio Sarcoptes scabiei responsabile della scabbia).
  • Pulci (possibili veicoli di infezioni gravi come la peste provocata dal batterio Yersinia pestis).
  • Pidocchi.
  • Zecche (in grado di trasmettere diverse malattie tra cui la febbre maculosa delle Montagne Rocciose provocata dal batterio Rickettsia rickettsii).
  • Cimici dei letti.

Il ciclo vitale degli ectoparassiti comprende diverse fasi di sviluppo (uovo, stadi immaturi e adulto). La trasmissione avviene soprattutto per contatto diretto o tramite l’ambiente circostante.

Principi attivi utilizzati nei farmaci antiparassitari

I farmaci antiparassitari utilizzati per il trattamento degli ectoparassiti presentano un’azione selettiva ed un profilo di tossicità controllato per l’ospite. Ecco alcuni esempi:

  • Permetrina, presidio medico chirurgico, interferisce con i canali del sodio della membrana cellulare ed esercita un effetto neurotossico.
  • Benzil benzoato, penetra e si accumula all’interno dell’esoscheletro del parassita provocandone la morte.
  • Ivermectina, utilizzabile in forma orale o topica contro l’acaro, con attività su più stadi vitali del parassita.

Il trattamento farmacologico, associato ad una corretta igiene personale e dell’ambiente, è quindi decisivo per evitare complicazioni legate a questi organismi.

Antiparassitari naturali

Le prospettive future includono nel trattamento delle patologie parassitarie anche derivati naturali.

Studi preclinici e clinici confermano che estratti di Melaleuca alternifolia (tea tree oil) mostrano un’efficacia promettente contro pidocchi e acari sensibili alle sue componenti bioattive. Tali approcci non sostituiscono terapie farmacologiche standard, in quanto necessitano di ulteriori evidenze di sicurezza ed efficacia prima di un’applicazione clinica.

Prevenzione e comportamento corretto

Le condizioni che favoriscono la trasmissione delle patologie parassitarie sono accentuate nei paesi in via di sviluppo, poiché l’igiene sia personale che dell’ambiente è la prima forma di prevenzione contro queste.

Il cibo contaminato, l’acqua potabile inquinata da quelle reflue, il lavaggio non adeguato di frutta e verdure e rapporti sessuali oro-anali sono infatti condizioni potenzialmente predisponenti a una trasmissione dei parassiti.

L’aumento dei viaggi internazionali ed il consumo di carne cruda o poco cotta rappresentano ulteriori fattori di rischio che possono favorire il contagio e rendere quindi necessario l’utilizzo di farmaci antiparassitari.

Fonti

Crediti immagini

  • Copertina – Foto di Karolina Grabowska www.kaboompics.com
  • Figura 1 – The Malaria Atlas Project, CC BY 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, via Wikimedia Commons
  • Figura 2 – Ufficio Comunicazione, Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria and Biblioteca Biomedica Centro di Documentazione, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
  • Figura 3 -Gilles San Martin, CC BY-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, via Wikimedia Commons