Malattie dell’olivo: quali sono, come riconoscerle e contrastarle

L’olivo: storia e caratteristiche

Originario del Medio-Oriente, oggi l’olivo è una delle piante simbolo del Mediterraneo, soprattutto in Italia e Spagna: principali produttori di Olio d’oliva al mondo. Considerato dai greci come un dono di Zeus, la coltura dell’olivo conobbe il suo primo apice con l’Impero Romano, per poi essere abbandonata con la caduta dello stesso e successivamente ripresa in Italia solo nel 1100. Le olive sono da secoli alla base dell’alimentazione e della medicina tradizionale mediterranea, grazie alle loro particolari proprietà nutraceutiche, nonché di contrasto e prevenzione a molte malattie.

L’olivo è caratterizzato da una vegetazione continua, che diminuisce leggermente solo in inverno; è un latifoglie sempreverde ma soprattutto ha la particolare capacità di resistere al tempo e alle intemperie, tanto da essere più volte definito “l’albero millenario“, caratterizzato da un fusto contorto e un legno molto duro.

Tassonomia

DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
OrdineScrophulariales
FamigliaOleaceae
GenereOlea
SpecieOlea europaea
Tabella 1 – Tassonomia di Olea europaea

Malattie dell’olivo: quali sono e come riconoscerle

Nonostante la sua particolare resistenza a tempo e intemperie, l’olivo è spesso sede di agenti patogeni capaci di scatenare su di esso malattie più o meno gravi. È molto importante, quindi, saperle riconoscere e distinguere tra loro, al fine di contrastarle e combatterle nel migliore dei modi, per proteggere il nostro olivo, il nostro oliveto e i prodotti che ne vogliamo ottenere.

Tra le varie, distinguiamo le seguenti:

Rogna dell’olivo

Causata dal batterio Gram negativo Pseudomonas savastanoi, il quale può penetrare parti legnose danneggiate da intemperie ed errate tecniche di potatura, la rogna dell’olivo ha un periodo di incubazione che va da 1 a 3 mesi; dopo questo periodo, la malattia si manifesta attraverso un’anomala produzione di cellule vegetali, con conseguente formazione di grandi escrescenze sulle parti legnose. Il batterio, muovendosi attraverso il sistema linfatico della pianta, ha la potenziale capacità di infettarne qualsiasi organo, radici comprese, causando la morte della stessa.

Malattia dell'olivo: Escrescenza tipica da Rogna dell'olivo
Figura 1 – Escrescenza tipica da Rogna dell’olivo [noisiamoagricoltura.com]
Lebbra dell’olivo o Antracnosi

È causata, soprattutto in autunno, dal fungo Gloesporium olivarum. Si manifesta sui frutti attraverso macchie scure e depressioni, portando a secchezza, caduta e morte dell’oliva, ormai inutilizzabile. In alcuni casi, le olive possono anche restare attaccate alla pianta, rendendosi un fonte d’infezione per le prossime. In Primavera, inoltre, gli olivi colpiti da Antracnosi tendono a presentare fiori infetti e foglie in necrosi.

Malattia dell'olivo: Drupe d'olivo infette da antracnosi
Figura 2 – Drupe d’olivo affette da antracnosi [olivoeolio.edagricole.it]
Occhio di pavone o Cicloconio

Provocata dal fungo Spilocaea oleaginea, è tra le fitopatologie legate all’olivo più comuni al mondo. Il cicloconio, o occhio di pavone, si riconosce facilmente dalle foglie e dai frutti della pianta malata, che si presentano con notevoli occhiature di colore marrone, giallo o verde molto scuro. Il fungo, spesso, colpisce oliveti particolarmente fitti, in cui la circolazione dell’aria è più scarsa e permette al fungo di trovare le condizioni di umidità e vento ideali per diffondersi attraverso le sue spore; quest’ultime vanno incontro a germinazione, permettendo l’insorgere di vere e proprie epidemie di occhio di pavone, che possono portare alla distruzione di interi oliveti, i quali vanno incontro a denutrizione, appassimento e morte. Il fungo non resiste alle temperature estive.

Malattia dell'olivo: Foglia d'olivo colpita da Occhio di pavone o cicloconio
Figura 3 – Foglia d’olivo colpita da Occhio di pavone o cicloconio [noisiamoagricoltura.com]
Piombatura dell’olivo o cercosporiosi

La cercosporiosi, o piombatura dell’olivo, è un’altra fitopatologia di natura fungina; questa è causata, infatti, dal fungo Pseudocercospora cladosporioides. Come l’occhio di pavone, si presenta prima di tutto sulle foglie ma può arrivare a colpire anche le drupe. Il termine “piombatura” è dovuto al caratteristico colore grigio che assume la pagina inferiore della foglia, a causa dello sviluppo del fungo su di essa. Sulla pagina superiore, invece, compaiono delle macchie, inizialmente gialle, che con il tempo tendono a scurirsi fino a diventare necrotiche. Con l’avanzare della malattia le foglie tendono a cadere, diventando, trasportate da acqua e vento, vettore di infezione per gli alberi circostanti.

Malattia dell'olivo: Pagina inferiore di una foglia d'olivo affetto da piombatura
Figura 4 – Pagina inferiore di una foglia d’olivo affetto da piombatura [spoolivi.com]
CoDiRO: Xylella fastidiosa

Xylella fastidiosa, batterio Gram negativo, appartenente alla famiglia delle Xanthomonoadaceae, è il responsabile di quella che oggi possiamo definire come la malattia dell’olivo più nota in Europa: il Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo, detta CoDiRO. Gli oliveti di tutta Italia, e in particolare della Puglia, sono da anni colpiti soprattutto da questo microrganismo, tanto da aver emanato un piano di sorveglianza e contenimento, al fine di limitare quella che si sta rivelando una drammatica epidemia. Il principale vettore di Xylella fastidiosa è l’insetto Philaenus spumarius, comunemente detto “sputacchina”, il quale, nutrendosi della linfa della pianta, rilascia nei vasi di questa il microrganismo patogeno. Una volta avviata l’infezione, la pianta subisce un lento ed irrecuperabile avvizzimento e disseccamento, fino alla morte in tutte le sue parti verdi e legnose. Xylella fastidiosa, infine, non colpisce solo gli olivi, bensì anche viti, mandorli e altre specie vegetali, rendendosi molto difficile da contrastare e prevenire.

Philaenus spumarius, o sputacchina, principale insetto vettore di Xylella fastidiosa
Figura 5 – Philaenus spumarius, o sputacchina, principale insetto vettore di Xylella fastidiosa [wikipedia.org]
Verticillosi dell’olivo

La verticillosi è una fitopatologia di natura fungina, causata da Verticillium dahliae, che colpisce il sistema vascolare degli olivi soprattutto della zona Mediterranea. Letale sugli alberi più giovani, si presenta con forti disseccamenti a carico di foglie, frutti, fiori e rami, partendo dalle radici. Il patogeno è particolarmente resistente a quasi tutti i trattamenti comunemente usati sui terreni, in cui risiede sotto forma di vari ceppi; il più pericoloso, ad oggi, è il ceppo “D”, molto presente in Andalusia, in cui i danni sono paragonabili a Xylella fastidiosa in Puglia.

Ramo d'olivo affetto da Verticillosi
Figura 6 – Ramo d’olivo affetto da Verticillosi [olivoeolio.edagricole.it]

Tecniche di prevenzione e cure

Tutte le fitopatologie appena descritte sono accomunate da un agente patogeno batterico o fungino, che spesso risiede nel terreno, in cui trova un habitat ideale al suo sviluppo, in attesa di poter infettare gli olivi adiacenti per mezzo di lesioni sulle parti legnose. La prevenzione di quest’ultime, infatti, può giocare un ruolo fondamentale nel contrasto a questi microrganismi, tant’è che è sempre bene accertarsi di eseguire una potatura adeguata, sia nella tecnica, sia nelle strumentazioni utilizzate, le quali devono essere sterili e igienizzate.

Inoltre, nel caso di fitopatologie di natura fungina, come l’occhio di pavone e la piombatura dell’olivo, l’oliveto va mantenuto sempre ben areato, attraverso potature regolari, pulito e privo di scarti di potatura o cascole naturali di foglie e frutti; il terreno va fertilizzato con prodotti a base di azoto o rame, di cui è altrettanto importante non abusare.

Ultimamente, per quanto riguarda il contrasto spagnolo a Verticillium dahliae, la ricerca si sta concentrando anche sull’integrazione di prodotti anti-micotici direttamente nei sistemi di irrigazione. Questi, infatti, sono da sempre un’arma contro i microrganismi patogeni, come nel caso di Pseudomonas svastanoi e la rogna dell’olivo, spesso contrastati proprio per mezzo di tecniche di “micro-irrigazione“, oltre che con l’utilizzo di agrofarmaci specifici.

Fonti

Crediti immagini

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Davide Puntorieri

Dottore in Scienze gastronomiche e oggi studente di scienze e tecnologie alimentari (LM-70) presso l'Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria.

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