Rhagoletis cerasi (Mosca del ciliegio)

Caratteristiche generali

A tutti gli amanti delle ciliegie sarà capitato almeno una volta di trovare nel proprio frutto un ospite indesiderato che gli ha rovinato lo spuntino. Si tratta sicuramente della larva di Rhagoletis cerasi (Fig. 1), la mosca del ciliegio, la quale svolge parte del proprio ciclo di sviluppo all’interno delle ciliegie. È un dittero carpofago ampiamente diffuso in Europa e nelle regioni temperate dell’Asia ed è responsabile di danni ai frutti che ne impediscono la commercializzazione, causando ingenti perdite economiche ai coltivatori. Si tratta infatti del parassita più dannoso per le ciliegie dolci.

Adulto di Rhagoletis cerasi (Mosca del ciliegio) su ciliegio
Figura 1 – Adulto di Rhagoletis cerasi (Mosca del ciliegio) su ciliegio. [Fonte: Wikimedia.org]

Descrizione

L’adulto di Rhagoletis cerasi misura 4-5 mm ed è caratterizzato da un corpo nero con l’ultimo segmento dorsale giallo. Anche il capo è giallo con occhi composti di grandi dimensioni, mentre le ali anteriori sono trasparenti con macchie scure (Fig. 2). Si tratta di un dittero appartenente alla famiglia Tephritidae, genere Rhagoletis con uno sviluppo olometabolo che comprende gli stadi di uova, larva, pupa e adulto. Le sue uova sono bianche di forma allungata, appena visibili ad occhio nudo e deposte singolarmente. Le larve hanno un regime alimentare carpofago, sono di colore bianco crema, lunghe fino a 6 mm a maturità, apode e con capo appuntito dotato di un apparato boccale masticatore. La pupa infine ha un pupario cilindrico con funzione protettiva, di color giallo marrone.

Adulto di Rhagoletis cerasi (Mosca del ciliegio).
Figura 2 – Adulto di Rhagoletis cerasi (Mosca del ciliegio). [Fonte: Wikimedia.org]

Ciclo biologico

Il ciclo di sviluppo di Rhagoletis cerasi varia in funzione dalle temperature e dallo sviluppo della sua pianta ospite. Per questo motivo il parassita svolgere una sola generazione all’anno. La mosca del ciliegio sverna come pupa nel terreno nei pressi della sua pianta ospite. Gli adulti sfarfallano tra maggio e giugno, si accoppiano, e la femmina depone le uova singolarmente nei frutti non ancora maturi. Ogni ciliegia contiene quindi un solo uovo. La femmina marca inoltre ogni frutto con specifici feromoni per evitare che altri adulti depongano ulteriori uova nello stesso luogo evitando così fenomeni di competizione. Passati 5-10 giorni, dalle uova fuoriescono le larve, che si nutrono della polpa del frutto fino a completo sviluppo, il quale avviene solitamente dopo circa 10-30 giorni (Fig. 3). Infine, le larve mature fuoriescono dal frutto lasciandosi cadere nel terreno dove si impupano per sopravvivere all’inverno, ripetendo il ciclo la stagione successiva.

Ciliegia con larva matura di Rhagoletis cerasi (mosca del ciliegio)
Figura 3 – Ciliegia con larva matura di Rhagoletis cerasi (mosca del ciliegio). [Fonte: Wikimedia.org]

Danni

I danni causati da Rhagoleti cerasi si riscontrano esclusivamente sui frutti. Le larve in fase di sviluppo si nutrono all’interno delle ciliegia sottraendo polpa a seguito dell’attività trofica e rilasciando scarti, modificando così le caratteristiche organolettiche e la consistenza della ciliegia che appare più molle e opaca. Inoltre, le ciliegie marciscono più velocemente a seguito della creazione da parte della larva di fori di uscita. Questi fori, visibili ad occhio nudo, rappresentano una porta aperta per funghi e batteri causando spesso infezioni secondarie. Le ciliegie infestate quindi non possono più essere commercializzate né come frutta fresca né come trasformati. Il mancato controllo della mosca delle ciliegie può portare alla perdita completa del raccolto.

Piante ospiti

La pianta ospite per eccellenza di Rhagoletis cerasi è il ciliegio dolce (Prunus avium), ma il parassita può colpire anche altre specie del genere Prunus come Prunus cerasus, Prunus mahaleb nonché Prunus serotina. Sono stati inoltre osservate infestazioni su caprifoglio del genere Lonicera.

Prevenzione, monitoraggio e lotta

La presenza della mosca del ciliegio porta a perdite economiche per i frutticultori, per questo motivo è importante svolgere azioni preventive e curative efficaci. A tale proposito nel frutteto è importante monitorare la presenza di Rhagoletis cerasi tramite trappole cromotropiche gialle adesive attrattive per questi ditteri, le quali permettendo di stimare la popolazione presente in campo e valutare la necessità di intervenire. Una soluzione meccanica per ridurre l’infestazione può essere l’utilizzo di reti a maglia di 1,3 mm posizionate sulla pianta prima del periodo di volo degli adulti, così come l’utilizzo di teli posizionati sul terreno sotto i ciliegi, utili per evitare gli sfarfallamenti degli adulti. Per quanto riguarda i metodi diretti possono essere svolti dei trattamenti fitosanitari con prodotti spray a base di Acetamiprid e Piretroidi. Possono anche essere utilizzati prodotti e microrganismi concessi anche in agricoltura biologica quali trappole, esche proteiche, olio minerale paraffinico, nonché il fungo entomopatogeno Beauveria bassiana.

Fonti

  • https://gd.eppo.int;
  • Daniel C., Grunder J. (2012) “Integrated Management of European Cherry Fruit Fly Rhagoletis cerasi (L.): Situation in Switzerland and Europe” Insects, 3, 956-988;
  • Daniel C., Wyss E. (2009) “Susceptibility of different life stages of the European cherry fruit fly, Rhagoletis cerasi, to entomopathogenic fungi” Journal of Applied Entomology, Vol133, Issue 6 Pag 473-483;
  • Papanastasiou S. A., Papadopoulos N. T. (2014) “Description of Rhagoletis cerasi (Diptera: Tephritidae) Pupal Developmental Stages: Indications of Prolonged Diapause” Journal of Insect Science, Volume 14, Issue 1, 156,

Fonti immagini:

Foto dell'autore

Gaia Cammareri

Sono Gaia Cammareri Dottoressa Magistrale in Scienze della Produzione e Protezione delle Piante. Nutro da sempre un forte interesse per l'entomologia e la patologia vegetale, mi piace scoprire curiosità riguardanti il mondo vegetale e microbiologico e tramite la divulgazione scientifica posso far conoscere anche ad altre persone quello che scopro e imparo.

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