Gerty T. Cori: la prima ricercatrice a vincere il Nobel per la Medicina

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Biografia

Gerty Theresa Cori (Fig. 1) nacque a Praga il 15 agosto 1896, primogenita di Otto Radnitz e Martha Neustadt. Fu educata in casa fino all’età di dieci anni, grazie alle condizioni agiate della famiglia, e successivamente entrò in un liceo femminile.

Primo piano di Gerty Cori
Figura 1 – fotografia ritraente Gerty T. Cori nel 1947 [fonte: National Library of Medicine]

Nel 1912 conseguì il diploma e studiò per l’esame di ammissione all’Università, incoraggiata dallo zio, professore di pediatria. Gerty Radnitz si ritrovò ad approfondire le sue conoscenze in matematica, fisica, latino e chimica. Queste discipline, infatti, benché necessarie al superamento dei test, non erano presenti nelle scuole femminili.

Nel 1914, due anni dopo aver terminato il liceo, entrò nella facoltà di Medicina dell’Università Tedesca di Praga, dove successivamente conseguì il dottorato. Nel 1920 sposò il suo compagno di corso e collega Carl Ferdinand Cori, con il quale condivise la passione per la ricerca.

Per sfuggire all’antisemitismo dilagante in Europa, i due emigrarono in America. Nel 1922 si trasferirono a Buffalo, dove Carl ottenne un impiego presso un importante laboratorio di patologia. In quegli anni, nella comunità scientifica e non solo, la posizione delle donne era marginale, ed infatti Gerty fu assunta come semplice assistente.

Nel 1931 Carl accettò la carica di presidente del Dipartimento di Farmacologia della Washington University School of Medicine. Le regole dell’Università vietavano la nomina a docenti di due membri della stessa famiglia, quindi Gerty ottenne il ruolo di ricercatrice in Farmacologia.

Solo successivamente, nel luglio del 1947, acquisì il titolo di professoressa in Chimica Biologica. Nello stesso anno scoprì di essere affetta da displasia mieloide, una grave malattia del sangue alla quale sopravvivrà per dieci anni. Nonostante la salute decadente, Gerty Cori non smise mai di lavorare accanto al marito, rifiutandosi di abbandonare il suo laboratorio.

Morì a Cambridge, nell’ottobre del 1957, all’età di 61 anni.

Focus: scoperta dei meccanismi molecolari alla base dell’assimilazione degli zuccheri

Gerty Cori condusse la maggior parte dei suoi studi insieme al marito Carl. In particolare, Gerty e Carl Cori si concentrarono sul meccanismo con cui il corpo porta energia ai tessuti, a riposo, a digiuno o durante un esercizio intenso. I due ricercatori trovarono la risposta nel glicogeno, uno zucchero di riserva in grado di immagazzinare il glucosio in ingresso nelle cellule. 

Inoltre, questi riuscirono a dimostrare per la prima volta in che modo i muscoli sfruttano gli zuccheri come fonte energetica. Nel 1929, i coniugi Cori intuirono l’esistenza di una correlazione, definita successivamente come Ciclo di Cori, tra il glucosio presente nei muscoli e il glicogeno immagazzinato nel fegato (Fig.2).

Questo ciclo consiste in un un meccanismo biochimico che collega muscoli e fegato, impedendo all’acido lattico di restare nel muscolo. Attraverso il sangue, infatti, il lattato viene trasferito nel fegato e riconvertito in glucosio grazie all’azione di specifici enzimi. Infine, il glucosio ottenuto può seguire due destini: essere rimesso in circolo o essere immagazzinato come zucchero di riserva sotto forma di glicogeno.

Schema del meccanismo biochimico del ciclo di cori
Figura 2 – schematizzazione del Ciclo di Cori [fonte: Biology Wise]

Contributo scientifico

Sebbene sia il ciclo Cori a portare il loro nome, la coppia di ricercatori ottenne negli anni molti successi altrettanto importanti. Continuando gli studi sulla scomposizione del glicogeno, infatti, identificarono l’enzima chiave nel processo, la glicogeno-fosforilasi. Ciò permise di invertire il processo di decomposizione con lo scopo di produrre glicogeno in provetta, aprendo così la strada alla produzione in silico.

Sarà proprio la scoperta della glicogeno-fosforilasi, oltre che del Ciclo di Cori, a valere l’assegnazione del premio Nobel per la Medicina nel 1947.

Gerty e Carl Cori a lavoro nel laboratorio della Washington University School of Medicine
Figura 3 – Gerty e Carl Cori a lavoro nel laboratorio della Washington University School of Medicine [fonte: The Nobel Prize]

Gerty e Carl Cori diedero un contributo essenziale anche nel campo dell’enzimologia. La purificazione, la cristallizzazione e la caratterizzazione degli enzimi coinvolti nel metabolismo del glucosio, infatti, portò a un nuovo modo di fare ricerca.

Si capì come, a partire dallo studio di un pathway metabolico o di un singolo enzima, fosse possibile identificare le cause di una malattia. Ad esempio, i Cori intuirono che alcune patologie come il diabete erano causate dalla mancanza di un metabolita o dal malfunzionamento di un enzima. Questo mise per la prima volta in luce il collegamento diretto fra la medicina e lo studio dei meccanismi biochimici, fino ad allora associati solo alla biologia.

Riconoscimenti

Gerty Cori è ricordata per essere stata la prima donna a vincere il Premio Nobel per la Medicina nel 1947, insieme al marito Carl Ferdinand Cori e al fisiologo argentino Bernardo Houssay, per le scoperte riguardanti il glicogeno.

Gerty Cori, insieme al marito Carl, fu membro dell’American Society of Biological Chemists, della National Academy of Sciences, dell’American Chemical Society e dell’American Philosophical Society. I coniugi, inoltre, furono candidati insieme al Midwest Award nel 1946 e allo Squibb Award in Endocrinology nel 1947.

Durante la sua carriera, Gerty Cori ha ricevuto anche una serie di premi personali, tra cui: la Garvan Medal e il St. Louis Award, entrambi nel 1948, il Sugar Research Prize nel 1950 e il Borden Award nel 1951. La dottoressa Cori ha inoltre ottenuto diverse lauree ad honoris in Scienze presso le università di Boston, Yale, Columbia e Rochester.

Fonti

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