Le malattie umane nelle opere d’arte

Introduzione

Successivamente all’articolo “Quando l’arte incontra la microbiologia”, dove sono stati osservati sintomi di malattie fungine su vegetali nei quadri, mi sono posta la domanda se fossero presenti le malattie umane nelle opere d’arte. La storia ha visto patologie che hanno segnato epoche, ad esempio le grandi epidemie come la peste o l’influenza spagnola. I pittori hanno dipinto le epoche in cui vivevano e hanno rappresentato spesso la realtà, di conseguenza a noi sono arrivati reperti storici sotto forma di quadri. Ancora una volta l’arte permette di fare ricostruzioni storiche più o meno accurate di periodi passati aiutandone così lo studio.

Per di più spesso sono stati osservati dei sintomi di malattie non epidemiche in alcune tele. Il caso che ha fatto più scalpore è nell’opera Betsabea con lettera di David di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn (Fig. 1) dove si nota un’ombra peculiare sul seno di Betsabea. A risolvere il caso è stato il Professor Paolo Zamboni dell’Università Di Ferrara. Egli, dopo aver osservato lo stesso sintomo su una paziente, ha definito la condizione della modella nel quadro come una tromboflebite di una vena superficiale alla mammella (condizione descritta da Mondor, 1939).

“Betsabea con lettera di David” di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn
Figura 1 – Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, “Betsabea con lettera di David” (1654). Museo di Louvre, Parigi (Fonte: wikipedia).

La lebbra

La rappresentazione della lebbra, o malattia di Hansen, nell’arte è legata al cristianesimo. Questa patologia è causata dal batterio Mycobacterium leprae che colpisce la pelle e i nervi periferici, portando anche a possibili danni neurali. Questa malattia ha avuto una ripercussione sull’uomo per centinaia di anni e gli scienziati hanno avuto difficoltà nell’identificazione dell’agente eziologico anche perché non cresce in coltura pura.

I vangeli di Matteo, Luca e Marco presentano l’episodio della guarigione dei dieci lebbrosi da parte di Gesù ed è proprio questo evento il maggiormente dipinto. I sintomi rappresentati nelle varie opere religiose sono le lesioni cutanee lungo tutto il corpo. Ne sono un esempio l’affresco (Fig. 2) datato XIV secolo nel monastero di Visoki Decani (Repubblica dei Kosovo). In conclusione, in una miniatura del Codice aureo di Echternach viene rappresentata tutta la storia biblica: Gesù guarisce i 10 lebbrosi e successivamente uno torna a ringraziarlo.

La guarigione dei 10 lebbrosi, rappresentazioni religiose
Figura 2 – La guarigione dei 10 lebbrosi: A sinistra, affresco nel monastero di Visoki Decani (XIV secolo, Repubblica dei Kosovo); a destra, miniatura del Codice Aureo di Echternach (XI secolo, Museo nazionale germanico di Norimberga) (Fonte: lapartebuona.it).

La peste

La peste è stata una malattia che ha segnato diversi secoli con epidemie molto gravi. Questa infezione, causata dal batterio Yersinia pestis, viene trasmessa dal parassita del ratto Xenopsylla cheopis (una pulce). Le epidemie sono state descritte fin dall’antichità e sono state, di conseguenza, rappresentate in diversi momenti da vari artisti. Una tela molto rappresentativa è “Peste di Ashdod” di Nicolas Poussin (Fig. 3). Questo quadro ritrae il passo del libro di Samuele nel quale Dio punisce i Filistei inviandogli la peste in quanto accusati di aver rubato l’Arca dell’Alleanza. Ovviamente non si può essere certi completamente si tratti di peste essendo un raccolto religioso, ma persiste il fascino di una rappresentazione così dura e triste.

"Peste di Azoth" di Nicolas Poussin
Figura 3 – Nicolas Poussin, “Peste di Ashdod” (1630-1631). Museo di Louvre, Parigi (Fonte: wikipedia).

Nella xilografia del 1665 “Lord, have mercy on London” (Fig. 4) è rappresentata un’invocazione a Dio per aver pietà della città di Londra durante la grande peste di Londra (bubbonica, 1665-1666). I morti furono tra i 75 000 e i 100 000. Fu comunque più contenuta della Peste Nera (1347-1352), ma venne definita “grande” perché fu una delle ultime malattie che colpirono così tanto il territorio della Gran Bretagna.

Plague in London: "Lord have mercy on London"
Figura 4 – Plague in London: “Lord have mercy on London” (1665, Fonte: wikipedia).

Il vaiolo

Il vaiolo è una malattia di origine virale i cui agenti eziologici sono Variola maior e Variola minor. I sintomi visibili di questa patologia sono delle vescicole sollevate sulla pelle piene di liquido. Essa è stata osservata nei secoli e dipinta da vari artisti. Spesso in alcuni quadri, però, si possono avere problemi nell’interpretazione. Un’esempio è la miniatura fuori dal Toggenburg Bibbia (Fig. 4) dove vengono rappresentati due pazienti affetti da quella che si credeva fosse peste, ma dai sintomi sembrerebbe vaiolo. Le protuberanze infatti sono distribuite su tutto il corpo, mentre nella peste bubbonica sono soltanto nella zona ascellare e inguinale.

Miniatura fuori da Toggenburg Bibbia
Figura 4 – Miniatura fuori da Toggenburg Bibbia (1411), Svizzera (Fonte: wikipedia).

Un’opera di importanza storica è “La Vaccinazione nelle campagne (Fig. 5) di Demetrio Cosola, datata 1894. Questo pastello su carta telata rappresenta un bambino che viene vaccinato contro il vaiolo e altri pazienti in attesa intorno. In quel periodo infatti iniziarono ad essere somministrate le prime dosi di un vaccino che riuscì a debellare questa malattia virale.

"La vaccinazione delle campagne"  di Demetrio Cosola
Figura 5 – Demetrio Cosola, “La vaccinazione delle campagne” (1894). Palazzo Santa Chiara, Chiavasso (Fonte: wikipedia).

L’influenza spagnola

Se si parla di tempi più moderni ci si ritrova sicuramente a pensare all’influenza (o febbre) spagnola, epidemia che ha avuto luogo tra il 1918 e il 1919. I sintomi di questa malattia erano inizialmente una semplice influenza, che potevano evolvere in problematiche peggiori con possibile morte per insufficienza respiratoria. Il pittore Egon Schiele morì di questa malattia insieme alla moglie incinta. Nelle sue opere spesso ricorre il tema della morte e sembrerebbe che in due quadri in particolare egli rappresentò persone malate di influenza spagnola. Nel quadro “La famiglia” (Fig. 6) rappresentò se stesso e la moglie, mentre in “La morte e la fanciulla” si possono osservare due corpi abbracciati in cui l’autore ha cercato di esprimere il suo stato d’animo.  

Quadri di Egon Schiele
Figura 6 – Egon Schiele: A sinistra, “La morte e la fanciulla” (1915); A destra, “La famiglia” (1918). Österreichische Galerie Belvedere, Vienna (Fonte: wikipedia).

Fonti

  • Jenner, Mark SR. “Plague on a page: Lord have mercy upon us in early modern London.” The Seventeenth Century 27.3 (2012): 255-286.
  • Monot, Marc, et al. “On the origin of leprosy.” Science 308.5724 (2005): 1040-1042.
  • Perry, Robert D., and Jacqueline D. Fetherston. “Yersinia pestis–etiologic agent of plague.” Clinical microbiology reviews 10.1 (1997): 35-66.
  • www.baroque.it
  • www.descrivedendo.it
  • www.egonschiele.net
  • www.lapartebuona.it
  • www.unife.it
  • Zamboni, Paolo. “The medical enigma of Rembrandt’s Bathsheba.” Journal of Thrombosis and Haemostasis 18.6 (2020): 1268-1270.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: