Ruth Katharina Martha Pfau

Biografia

L’infanzia e la scelta universitaria

Ruth Pfau, il cui nome completo è Ruth Katharina Martha Pfau, nacque a Lipsia (Germania) il 9 settembre 1929 e morì a Karachi (Pakistan) il 10 agosto 2017. Visse coi genitori, luterani, quattro sorelle e un il fratello nella Germania della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale la loro casa fu distrutta dai bombardamenti. Nel periodo del dopoguerra, Ruth decise di intraprendere la carriera di medico in quanto aveva visto il fratello ammalarsi e morire.

Figura 1 – Ruth Pfau da giovane

La conversione al cattolicesimo

Per raggiungere questo obiettivo studiò a Magonza e qui incontrò una donna ebrea sfuggita alla morte nei lager nazisti e che predicava amore e perdono. In seguito a questo incontro iniziò a leggere i primi libri di teologia cattolica.

Continuò gli studi a Marburgo, dove si fece battezzare come evangelica nel 1951. Nel 1953, invece, approdò definitivamente al cattolicesimo. Due anni dopo, nel 1955, prese i voti ed entrò nella Società delle Figlie del Cuore di Maria, una congregazione di religiose che si occupavano dell’istruzione ed educazione dei giovani. 

L’arrivo in Pakistan

Uno dei viaggi con la Congregazione la vedrà diretta in India ma, per problemi di visto, rimarrà in Pakistan. Questo la portò a conoscere le condizioni disumane in cui versavano i lebbrosi del posto ,che all’epoca era frequente vedere strisciare per terra e venire allontanati in attesa che gli animali li uccidessero e mangiassero nel deserto vicino. Decise allora di dedicare la sua vita a questa opera di apostolato: la cura dei malati di lebbra.

Per farlo, fondò inizialmente un Centro dal nome Marie Adelaide dove non solo si curava la lebbra, ma si organizzavano programmi per la prevenzione di tubercolosi e cecità e programmi di reinserimento sociale per i malati (la lebbra, infatti, patisce ancor oggi un grosso stigma sociale). 

Figura 2 – Ruth Pfau in Pakistan

Focus: lebbra

La lebbra è una malattia infettiva cronica e batterica causata, nella sua forma principale, dal batterio Mycobacterium leprae. Abbastanza recentemente (2008) ne è stata però scoperta in Messico una nuova forma, causata da un microrganismo differente: Mycobacterium lepromatosis.

L’altro nome di questa patologia è morbo di Hansen, che fa parte della nomenclatura ufficiale, per evitare di incorrere nello stigma che la parola lebbra evoca tutt’oggi. Per questo, anche il microrganismo Mycobacterium leprae è detto bacillo di Hansen (BH).

Mycobacterium leprae

Mycobacterium leprae è un bacillo somigliante al Mycobacterium tubercolosis e al bacillo di Koch. Si sviluppa e riproduce solo nelle cellule di determinati ospiti ed è più immunogeno che patogeno, per questo fa parte degli intracellulari obbligati. La sua forma è bacillare ed il batterio è lungo tra i 3 e i 5 μm, invece il diametro è di 0,2 – 0,4 μm.

Il suo tempo di moltiplicazione è molto lento, infatti riesce a raddoppiare in una finestra temporale tra i 18 e i 42 gg, ma con un risultato migliore nelle parti fredde del corpo, per esempio: pelle, vie respiratorie superiori, orecchie, occhi (in particolare la camera anteriore), nervi periferici e testicoli che, infatti, sono anche le zone dove si diffonde la lebbra. Almeno inizialmente, provoca quadri asintomatici, per questo è difficile stabilire il suo grado di contagiosità. Può provocare due forme di lebbra: tubercoloide e lepromatosa.

Non è coltivabile in terreni di coltura artificiali, perché non mostra segni di crescita, ma ha una prestazione migliore in vitro. Date le sue particolari esigenze nutritive però, è decisamente preferita la coltivazione in vivo, specie sotto i 37 gradi, dove dà i risultati migliori.

Contributo scientifico

Il contributo scientifico di Suor Ruth consiste nell’aver messo a disposizione le sue conoscenze mediche – apprese in Germania – per combattere una delle piaghe più difficili da estirpare in Pakistan: la lebbra.

Inizialmente notò che in tutta la nazione non c’erano trattamenti medici e ospedali per i lebbrosi. Così, pur essendo specializzata in ginecologia, riuscì a fondare ben 157 cliniche nel Paese e a formare diversi medici pakistani perché la aiutassero a portare avanti la sua opera.

Il suo apostolato iniziò raccogliendo fondi sia in Pakistan che donazioni dalla Germania. Nel 1968 riuscì anche a convincere il governo pakistano ad iniziare un Programma Nazionale di controllo della lebbra.

Agire sulla società per combattere la malattia

Considerato che Mycobacterium leprae si trasmette soprattutto tramite aria, sangue e saliva e la sua crescita è favorita da denutrizione, scarse condizioni igieniche e sottosviluppo è comprensibile l’importanza del lavoro di questa suora e dei suoi collaboratori.

Tutti loro, con l’aiuto del governo, hanno agito non solo sulla malattia in sé ma sul tessuto sociale. Come? Pensando anche al reintegro dei malati di lebbra nella società dopo la guarigione. Combattere lo stigma sulla lebbra ancora oggi non è facile, infatti nella letteratura ufficiale si preferisce la nomenclatura morbo di Hansen, priva di connotati pregiudiziali.

Figura 3 – Ruth Pfau che assiste un bambino

Riconoscimenti

Molti i riconoscimenti ricevuti: nel 1979 fu nominata Consigliere federale in Lebbra per il Ministero della Sanità e del benessere sociale in Pakistan. Nel 1988 le viene concessa la cittadinanza pakistana. Viene affettuosamente chiamata la “Madre Teresa del Pakistan” per la somiglianza del volto a quello di Madre Teresa di Calcutta e per le sue opere di misericordia che permisero all’OMS nel 1996 di decretare che il Pakistan fu uno dei primi Paesi asiatici a controllare la lebbra. Ruth Pfau è stata la prima donna a ricevere i funerali di Stato in Pakistan.

Fonti

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