L’importanza della divulgazione – intervista a Giacomo Moro Mauretto di Entropy for Life

Questa è la trascrizione dell’intervista fatta a Giacomo Moro Mauretto, studente e creatore del canale YouTube Entropy for life (Fig.1). Giacomo, insieme a molti altri youtuber che si occupano di divulgazione sui social, ha costruito una solida community costituita da persone appassionate alla biologia e alla scienza.

logo del canale YouTube di Giacomo
Figura 1 – logo del canale YouTube di Giacomo

Ciao Giacomo! Ti ringrazio per aver accettato questa intervista. Puoi raccontarmi in breve chi sei, qual è stato il tuo percorso di studi e di cosa ti occupi?

Ciao Chiara! Mi presento, io sono Giacomo Moro Mauretto e ho fatto un percorso di studi abbastanza particolare. Mi sono laureato in biologia a Padova qualche anno fa e attualmente sono ancora uno studente di biologia evoluzionistica. Contemporaneamente ho anche effettuato gli studi alla Scuola Galileiana di Studi superiori di Padova che ho frequentato per tutti e cinque gli anni. Tecnicamente ho finito tutto, mi manca solo la tesi che continuo a rimandare per occuparmi del mio canale YouTube. La mia esperienza di divulgatore su YouTube mi sta infatti oberando in quanto è, a tutti gli effetti, un’attività a tempo pieno.

Ho creato il mio progetto Entropy for life da circa un anno e qualche mese e lì continuo a fare video ogni settimana in cui parlo di biologia, evoluzione e molti altri temi. Questo progetto è cresciuto tantissimo nel tempo, fino ad arrivare a quello che adesso è un pubblico davvero interessante. Ad oggi stiamo parlando di 40.000 persone abbondanti, quindi qualcosa di davvero sorprendente. Questo penso sia anche dovuto al fatto che YouTube è una piattaforma con delle potenzialità enormi a livello di diffusione.

Dopodiché, oltre a questo, quello che faccio è portare anche su Instagram questi temi e, infine, ho già iniziato a fare conferenze e laboratori in giro per l’Italia. Questo effettivamente sta diventando il mio lavoro a tempo pieno e di questa cosa io sono veramente felice.

Foto di Giacomo insieme ad alcuni iscritti all’acquario
Figura 2 – Foto di Giacomo insieme ad alcuni iscritti

Quindi attualmente la tua aspirazione è di lavorare nel campo della divulgazione scientifica?

Sì, e non è solo un’aspirazione, ma anche una possibilità che sta diventando giorno dopo giorno sempre più concreta. Dedicando tutto questo tempo alla divulgazione su YouTube, alle conferenze, eccetera, ho già un ritorno, anche economico. Se continua così nel giro di qualche mese o anno potrò tranquillamente trasformarlo in un lavoro, il che è un sogno in questo momento.

Secondo te quanto impatto ha sulle persone il lavoro di divulgazione che facciamo sul web?

Quanto sia utile la divulgazione è una domanda complessa che ovviamente ci si pone. Nel mio caso penso sia abbastanza utile soprattuto se la paragono a quella che è stata la divulgazione che ho avuto io nel tempo, anche da altri youtuber che poi sono diventati miei colleghi. Ad esempio penso all’impatto che ha avuto ad esempio Dario Bressanini o Adrian, sia a livello di emozioni sia a livello di fiducia nella scienza e poi anche a livello metodologico. Io letteralmente ho imparato da alcuni video di Bressanini ad utilizzare meglio le fonti.

Dopodiché per quanto riguarda l’impatto, secondo me è giusto e sensato fare anche un discorso sui numeri. In parte, non del tutto, l’impatto è proporzionale ai numeri. Su questo io sono molto fiducioso perché vedo costantemente aumentare il numero di persone che mi seguono. Ora ho raggiunto 40.000 persone, tra un anno potrei raggiungerne il doppio, e quando si inizia a ragionare in ordine di grandezza di cento mila persone difficilmente l’impatto che puoi avere è piccolo. Sono centomila persone che possono essere più o meno influenzate da quello che fai e possono a loro volta riportare questa influenza ad altre persone. A me sembra un impatto davvero enorme in realtà.

Ti senti in qualche modo scoraggiato da personaggi come Biglino (oggetto di recenti polemiche) che ci “remano contro”?

No, non così tanto. Mi sento molto più scoraggiato dà enti più o meno seri come giornali, riviste e telegiornali che trattano davvero male l’informazione scientifica.
Ad esempio mi ha scoraggiato notevolmente vedere, durante il periodo del Corona virus, tutta questa ignoranza diffusa, questo continuo clickbait e questa voglia di attirare l’attenzione (spesso sparandola più grossa di quello che è) da parte di enti e gruppi che dovrebbero essere importanti e seri e ce dovrebbero essere rispettati. Questo a me fa deprimere molto di più perché mostra un approccio che mediamente è un po’ pessimo, purtroppo.

Quindi più della persona che fa disinformazione di per sé, che può avere i suoi motivi, mi spiace paradossalmente molto di più per gli enti che fanno informazione male e probabilmente questo è anche un terreno fertile per chi fa poi disinformazione.

C’è qualche consiglio che ti senti di dare a chi vuole iniziare a fare divulgazione scientifica sui social?

Certo. La cosa più importante secondo me è studiare bene la piattaforma o le piattaforme su cui si vuole operare e soprattutto capire se esiste una nicchia libera nella quale poter andare. Faccio un esempio concreto: secondo me una nicchia enorme che nessuno ha mai esplorato sono i programmi o i video che abbiano come target i bambini, in cui però si parla di scienza. Una sorta di “Me contro te” scientifici che in questo momento mancano totalmente anche se è una nicchia super libera che ha un sacco di potenzialità.
Quindi, studiando bene le piattaforme e le nicchie libere si hanno tendenzialmente delle buone possibilità. Dopodiché bisogna comunque impegnarsi tantissimo per riuscire ad emergere anche soltanto un po’.

C’è un punto di incontro tra quello che studi tu e la microbiologia? È possibile quindi occuparsi di evoluzione anche da un punto di vista microbiologico?

Certo! Nei miei video ho più volte parlato di temi che riguardano la microbiologia, sia in modo incidentale che in modo diretto. Un esempio è l’evoluzione dell’HIV che ha fatto il salto di specie a partire dal virus SIV degli scimpanzé.
Alla fine i microrganismi sono comunque un gruppo di essere viventi che come tutte le cose si evolve e in più condivide con noi tantissimi aspetti sia biochimici che biologici, quindi ovvio che ne parlo.

Ci sono moltissimi aspetti della microbiologia che ha senso divulgare con un approccio evoluzionistico. La resistenza agli antibiotici è un esempio tipico che segue le logiche evoluzionistiche. È quasi selezione naturale allo stato puro e quindi riuscire anche a spiegarla sotto quest’ottica è molto importante.
Una cosa che purtroppo passa sempre in sordina, è che la teoria dell’evoluzione, proprio come impianto teorico-scientifico, non è una cosa che rimane lì nei libri o nelle teste dei biologi ma è un qualcosa che si può usare, e avere un approccio evoluzionistico, per esempio anche nella resistenza antibiotici, può essere particolarmente utile.
Oppure, ancora, quando cerchiamo di capire se due virus sono imparentati, in realtà stiamo cercando quelle piccole differenze di mutazioni che sono state più o meno selezionate dalla selezione naturale o dalla deriva genetica e di nuovo stiamo sempre utilizzando un approccio evoluzionistico.

Come sei venuto a conoscenza di Microbiologia Italia?

Facebook, probabilmente qualche post condiviso da un amico.

Grazie mille del tempo dedicatoci. Vuoi salutare o dire qualcos’altro ai lettori di microbiologia Italia?

Ciao a tutti! Se per caso non conoscete la bellissima community di persone che fanno video di scienza su YouTube vi consiglio di fare un salto a dare un’occhiata. Venite a vedere me, Dario Bressanini e tanti altri! È una community fantastica che sta crescendo e ci tiene tantissimo alla scienza.

Informazioni su Chiara 13 Articoli
Autrice di Microbiologia Italia

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