Il gene egoista: il libro di Dawkins che vede il gene al centro del meccanismo evolutivo

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Dawkins con il libro The Selfish Gene (titolo originale del Il gene egoista, datato 1976) pose per per la prima volta nella storia il focus dell’evoluzione non sull’individuo ma sui geni che definì “egoisti“. Gli individui, quali soggetti ospitanti, sono solo dei mezzi attraverso cui i geni possono adempiere al loro unico scopo, ovvero replicarsi.

Intro

Nella prefazione del libro, Dawkins “suggerisce” quale, secondo lui, dovrebbe essere la chiave di lettura del suo libro.

“Questo libro dovrebbe essere letto quasi come se fosse un libro di fantascienza. Infatti, è stato pensato per stimolare l’immaginazione del lettore. Tuttavia, non si tratta di fantascienza, ma di scienza vera. Anche se è un cliché, <<più strano della fantascienza>> esprime esattamente il modo in cui io sento la realtà. Noi siamo macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per preservare quelle molecole egoiste note sotto il nome di geni.”

Trama e nuclei tematici

Il gene egoista di Dawkins esprime, come nucleo tematico, una visione materialista e meccanicistica dell’intera natura. Molti, infatti, hanno definito la tesi portata avanti dall’autore “riduzionismo genetico“.

In generale, l’evoluzione consiste nei cambiamenti a cui sono andati e vanno incontro tutti gli esseri viventi nel corso della vita. Una mutazione casuale permette di trarre vantaggio sui compagni nella lotta per la sopravvivenza, aumentando così le probabilità che il nuovo carattere ereditario si trasmetta alle generazioni successive, fino a modificare l’intera specie. La chiave vincente dell’opera di Dawkins risiede nella proposta di spostare l’attenzione dall’individuo all’elemento che rende possibile la trasmissione dei caratteri ereditari, che oggi sappiamo essere il gene

Questo mutamento di prospettiva nella teoria dell’evoluzione permette, secondo Dawkins, di spiegare alcuni fenomeni altruistici osservati nel mondo animale che sembrerebbero andare contro la legge della sopravvivenza del più adatto.

Un esempio del comportamento animale analizzato è quello dell’altruismo familiare. Il più noto è l’abnegazione con cui le madri si dedicano alla tutela e al nutrimento dei loro cuccioli, spendendo notevoli energie ed esponendosi a notevoli rischi. La spiegazione è che, aiutando un parente, aiutiamo la selezione naturale di quei geni che verranno poi trasmessi alla discendenza.

copertina de il gene egoista
Figura 1 – Copertina de: “Il gene egoista”

In che modo cultura e società sono legate al processo di trasmissione?

Cultura e trasmissione sono termini profondamente in relazione tra loro, ma come potrebbe tutto questo ricondursi al riduzionismo genetico esposto da Dawkins?

L’autore, pur portando avanti le proprie argomentazioni materialistiche, prende le distanze da un’interpretazione rigida di queste teorie alla società umana. Ammette che l’uomo ha una certa autonomia rispetto le tendenze indotte dai geni che lo hanno costituito.

“La mia opinione personale è che una società umana basata soltanto sulla legge del gene, una legge di spietato egoismo universale, sarebbe una società molto brutta in cui vivere.”

“Questo libro cerca soprattutto di essere interessante, ma se volete ricavarne una morale, leggetelo come se fosse un avvertimento. Siate consapevoli che se desiderate, come me, costruire una società in cui i singoli cooperino generosamente e senza egoismo al bene comune, dovete aspettarvi poco aiuto dalla natura biologica. Bisogna cercare di insegnare generosità e altruismo, perché siamo nati egoisti.”

Una nuova scienza: la “memetica”

Ne Il gene egoista l’evoluzione viene analizzata sotto molteplici sfaccettature e non solo sotto l’aspetto biologico. Infatti, Dawkins nel capitolo 11 dal titolo “Memi: i nuovi replicatori” introduce il concetto di memetica. Se volessimo dare una definizione di cosa sia la “memetica” potremmo dire che si tratta della disciplina che si occupa dello studio dei meme e della loro diffusione, in analogia con l’evoluzionismo darwiniano.

Oggigiorno con il termine “meme” si intende una vignetta che si diffonde in maniera virale attraverso i social network. A pochi è noto, però, che il termine meme fu coniato per la prima volta da Dawkins nella pubblicazione de Il gene egoista e che, l’unico punto in comune tra i meme intesi nella concezione darwiniana e quelli dei social network, è il concetto di “viralità” e quindi di propagazione. Il meme è definito come una minima unità culturale: un’informazione custodita nella memoria individuale che possa essere imparata e trasmessa ad altri esseri umani. Esempi di meme possono essere un’idea o uno stereotipo.

esempio di meme
Figura 2 – Esempio di meme

Così come il gene ha la capacità di creare copie di se stesso e diffondersi attraverso la riproduzione degli organismi, così il meme, che abita un cervello, si diffonde attraverso la comunicazione, i cui livelli di efficienza nel mondo umano gli permettono di sopravvivere anche per secoli. Ma come il gene può subire una mutazione, così il meme è soggetto a modifiche, le quali possono ottenere successo nella trasmissione da un cervello a un altro, oppure trovare scarsa diffusione ed “estinguersi”.

È importante fare una precisazione: la memetica, essendo estremamente giovane e non ancora definita in tutte le sue parti, rientra ancora nella definizione di protoscienza.

Parere personale

Il gene egoista è un’interpretazione che Dawkins dà sull’evoluzionismo darwiniano. Tutta l’opera, quindi, si incentra sull’esporre dati puramente scientifici al fine di ricondurre il lettore ad una spiegazione quanto più possibile mirata sull’evoluzione e il ruolo della “macchina dei geni” che viene definita dallo stesso Dawkins come “il mistero più profondo della biologia moderna“.

A mio avviso, però, Il gene egoista non è solo un trattato su cosa sia l’evoluzione e su chi ne dirige il complesso meccanismo. Con le sue argomentazioni, Dawkins cerca di andare al di là dell’osservazione fenomenica e traspare, lungo tutta la lettura, una perenne ricerca di una spiegazione esaustiva sul perché della vita.

Dando un’interpretazione puramente critica, potremmo dire che l’autore non manca mai di rimarcare come in natura tutto sia governato dall’egoismo dei geni, e forse per questo potrebbe essere considerato eccessivamente “brutale” in alcune sue affermazioni. Personalmente credo che sia proprio in questo, invece, che risiede il fascino del Il gene egoista. Questo libro dà la possibilità di porre attenzione sulla possibile validità di queste spiegazioni applicate all’uomo, alla legge morale e alla cultura, tutti elementi che di certo non possono limitarsi alla sola indagine scientifica.

Certo, il quadro ritratto da Dawkins è logico e “autorevole” ma permette a qualsiasi tipo di lettore, grazie ad un linguaggio narrativo accessibile a tutti, di domandarsi ancora, nonostante le scoperte sempre più avanzate nel campo della genetica, quale sia il senso della vita biologica.

Biografia dell’autore

Clinton Richard Dawkins (Nairobi, 26 marzo 1941) è un etologo, biologo, divulgatore scientifico, saggista e attivista britannico. Attuale membro della Royal Society, ha studiato all’Università di Oxford laureandosi nel 1962 in biologia e continuando poi con il dottorato di ricerca in etologia. Ad oggi insegna “Comunicazione della scienza” nella stessa università. Questa possibilità gli fu offerta grazie al grande successo ottenuto nel settore divulgativo in seguito alla pubblicazione della sua prima opera che fu proprio Il gene egoista (The Selfish Gene, pubblicato nel 1976 e in seguito rivisto e aggiornato nel 1989). Ad oggi Dawkins ha pubblicato ben 15 libri ma Il gene egoista è sicuramente l’opera che maggiormente gli ha permesso di affermarsi tra i più importanti e autorevoli scienziati evoluzionisti dei nostri giorni.

Richard Dawkins
Figura 3 – Richard Dawkins

Riferimenti bibliografici

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