Ubichinolo

Che cos’è l’ubichinolo?

L’ubichinolo è una molecola importantissima per il nostro corpo in quanto è coinvolto in molteplici reazioni a carico del metabolismo energetico delle cellule. Il metabolismo energetico è quel processo che avviene all’interno delle nostre cellule e mediante il quale viene prodotta energia proveniente dai nutrienti. In particolare, l’ubichinolo viene prodotto secondariamente a partire dal coenzima Q10 e rappresenta dunque la forma ridotta e biologicamente attiva dell’ubichinone (forma ossidata del Coenzima Q10) (Fig. 1).

Il nostro corpo è in grado di immagazzinare l’ubichinone e all’occorrenza trasformarlo in ubichinolo ma l’efficienza di questo processo è dipendente da molti fattori, specialmente dall’invecchiamento.

Figura 1: Reazione di conversione da Ubichinone ad Ubichinolo [Fontehttps://magazine.x115.it/x115/ubichinolo/]
Figura 1: Reazione di conversione da Ubichinone ad Ubichinolo [Fonte: https://magazine.x115.it/x115/ubichinolo/]

Funzioni

L’ubichinolo (o il CQ10) è una molecola classificata come antiossidante, ovvero in grado di contrastare i radicali liberi agendo su più livelli. Nello specifico è in grado di migliorare la salute del cuore, agire nel il metabolismo energetico e le prestazioni fisiche, utile per la longevità.

Sul mercato troviamo numerose formulazioni a base di Coenzima Q10 che viene soventemente consigliato e prescritto dai medici quando i pazienti soffrono di alcune patologie cardiovascolari (come cardiopatie, diabete, colesterolemia alterata) o nei casi in cui lo stile di vita ne richieda una supplementazione.

Come si forma l’ubichinolo

Il coenzima Q10 è direttamente coinvolto nella reazione di produzione di ATP che avviene al’interno dei mitocondri. Il processo di produzione energetica si compone di varie fasi dove sono coinvolti molteplici fattori ed enzimi che agiscono in un meccanismo concertato e finemente regolato. Nel dettaglio, durante la fosforilazione ossidativa, il coenzima Q10 (CQ10) si trasforma in ubichinolo Q10 cedendo 2 H+. L’ubichinolo in seguito terminerà la reazione cedendo gli elettroni al citocromo c. Tutta questa reazione si ripete ciclicamente, mediante riossidazione di ubichinolo in ubichinone e così via. Capiamo bene quindi il ruolo fondamentale che ha per l’innesco e lo svolgimento della reazione stessa (Fig. 2).

Figura 2: Catena di trasporto degli elettroni, localizzata sulla membrana mitocondriale interna, volta alla produzione di energia sottoforma di ATP. Come vediamo, è coinvolto nella reazione il CQ10 e a seguito delle reazioni di trasformazione abbiamo la cessione degli elettroni al citocromo c che a sua volta li trasferisce all'ATP sintasi.[Fonte: https://www.projectinvictus.it/catena-di-trasporto-degli-elettroni/]
Figura 2: Catena di trasporto degli elettroni, localizzata sulla membrana mitocondriale interna, volta alla produzione di energia sottoforma di ATP. Come vediamo, è coinvolto nella reazione il CQ10 e a seguito delle reazioni di trasformazione abbiamo la cessione degli elettroni al citocromo c che a sua volta li trasferisce all’ATP sintasi. [Fonte: https://www.projectinvictus.it/catena-di-trasporto-degli-elettroni/]

La sintesi dell’ubichinolo, nonostante sia una reazione spontanea ed endogena, non è esente da perturbazioni in quanto strettamente dipendente dallo stress ossidativo della cellula. La reazione appena descritta infatti si svolge esattamente sulla membrana mitocondriale interna, dove agiscono le specie reattive all’ossigeno (ROS) causandone un danno e disturbando la reazione di trasformazione del coenzima Q10 in ubichinolo.

Lo stress ossidativo e il CQ10

Lo stress ossidativo può derivare da molteplici fattori. Possiamo menzionare ad esempio attività sportive intense, dove è infatti noto che ci sia un notevole decremento del CQ10 e dell’ubichinolo che non riescono a stare al passo (quantitativamente) con la richiesta di produzione energetica del corpo. Per tale motivo è spesso indicata una supplementazione di CQ10 mediante integratori, sotto stretta prescrizione del medico. Ricordiamoci però che lo stress ossidativo è anche associato a stili di vita poco equilibrati. Dobbiamo infatti menzionare lo stress in generale: la vita eccessivamente frenetica, la cattiva alimentazione e l’abuso di alcol/droghe come fattori che incidono negativamente sulle reazioni a carico del metabolismo e dell’organismo più in generale. Per tale motivo nei periodi più stressanti il nostro corpo può subire variazioni intense che incidono negativamente sulle reazioni che avvengono normalmente all’interno del nostro organismo, stravolgendo talvolta il delicato equilibrio che il corpo cerca di mantenere.

Una menzione importante sugli integratori

In commercio ci sono tantissimi tipi di integratori (anche a base di CQ10/ubichinolo), da assumere quando abbiamo bisogno di implementare una qualsiasi molecola il cui fabbisogno non è soddisfatto dall’introito alimentare. Ma attenzione! Non dobbiamo pensare che gli integratori possano correre sempre al riparo dei danni! Abusarne laddove siamo consapevoli di non avere uno stile di vita corretto è assolutamente sbagliato. Infatti alla base del tutto c’è sempre come buona norma quella di rispettare il nostro corpo agendo in funzione del benessere generale.

Se, per particolari motivi, lo stile di vita sano non è sufficiente a sopperire alle richieste del nostro organismo, le supplementazioni saranno sicuramente nostre alleate. Ovviamente per quanto riguarda la prescrizione e i dosaggi degli integratori dobbiamo sempre affidarci a dei professionisti: in tal caso ad un medico oppure farci seguire da un nutrizionista.

Fonti

Crediti immagini

  • https://magazine.x115.it/x115/ubichinolo/
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Valentina Pisano

Sono una Biologa Cellulare e Molecolare, appassionata di divulgazione scientifica, potente mezzo di diffusione culturale che ritengo necessario sostenere ed implementare! Il mio impegno maggiore ha sempre riguardato la scienza, che oltre ad essere una grande passione è diventata il mio lavoro! Il mio percorso di ricerca inizia dallo studio delle cellule staminali che mi ha portato a conoscenza del loro potenziale nel campo della rigenerazione neurale. Ho proseguito poi con un progetto di ricerca basato sullo studio del Medulloblastoma radio-indotto e i meccanismi che ne controllano l'insorgenza, oggetto del mio lavoro di tesi magistrale, condotto presso il centro di ricerca ENEA. Attualmente sto conseguendo un dottorato di ricerca in "Engineering for energy and environment" presso l'Università degli studi della Tuscia, dove mi occupo di Biofisica e Biosistemi. Nel tempo libero collaboro con l'associazione Slow Food dove, insieme ad altri giovani, promuoviamo la conoscenza dell'ambiente ed il rispetto per la biodiversità. Ci occupiamo di far conoscere il buon cibo, "sano e pulito", per lo sviluppo di un'alimentazione sostenibile.

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