Dendrochirurgia: intervento “a cuore aperto”… su vite

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La vite è una pianta coltivata in molte zone rinomate d’Italia (Franciacorta, etc.) e del mondo, in grado di darci uva dolcissima e vini pregiati. Numerose sono le patologie che attaccano gli organi di questa pianta, tra le quali le più conosciute sono quelle riguardanti il grappolo. Le viti però possono essere soggette anche a malattie del legno, che ne riducono la stabilità, il flusso linfatico e possono portare alla morte della pianta. Con l’evoluzione della viticoltura, l’uomo ha trovato nella dendrochirurgia una tecnica efficace per risanare le piante colpite da patogeni del legno come i funghi cariogeni.

Dendrochirurgia: di cosa si tratta?

La dendrochirurgia è una tecnica che consiste nell’asportazione di carie del legno allo scopo di risanare la pianta. Utilizzando una apposita piccola motosega, l’operatore pratica delle incisioni profonde, fino alla completa asportazione del legno malato.

Figura 1: Un esperto intento ad eseguire la tecnica di dendrochirurgia su una vite.
Figura 1: Un esperto intento ad eseguire la tecnica di dendrochirurgia su una vite.

La prima fase della dendrochirurgia prevede di individuare le piante malate. Questo è possibile mediante l’osservazione dei sintomi sulle foglie, che rivelano la presenza della malattia nella parte legnosa della pianta.

Si esegue un’analisi del fusto e delle branche per rivelare, a seconda della disposizione di tagli, l’ubicazione della carie ed il suo sviluppo.

Segue la fase di asportazione, che inizia con la rimozione del cono di disseccamento, per poi continuare con i tagli in profondità per la completa rimozione della parte malata.

Ritrovamenti storici confermano che Poussard praticava questa tecnica già alla fine dell’Ottocento, riuscendo a risanare il 90- 95% delle viti trattate. Il metodo si rivela essere davvero efficace, visti anche i risultati delle prove effettuate in uno studio di Marco Simonit, agronomo e guida del team dei Preparatori dell’uva. 10.000 piante delle varietà Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet, Sauvignon, Cabernet Franc, Pinot nero sono state trattate in 7 regioni viticole (Collio, Isonzo, Franciacorta, Bolgheri, Champagne, Borgogna, Bordeaux). Dal 2013 al 2016 il 90% delle piante di Sauvignon in un’azienda sono tornate produttive, così come il 96% delle piante di una seconda azienda.

Le operazioni di risanamento mediante dendrochirurgia devono essere eseguite da tecnici esperti in quanto, se non applicate correttamente, queste tecniche possono rivelarsi controproducenti.

La pulizia del fusto sembra essere efficace per contenere malattie come il mal dell’esca, deperimento da Botryosphaeria e da Eutypa, causate da complessi di funghi patogeni. Deve essere eseguita alla comparsa dei primi sintomi, al fine di preservare il frutto.

Patologie del legno della vite

Le patologie del legno della vite, denominate anche Grape Trunk Disease (GTDs) sono causate da un complesso di funghi patogeni che danneggiano soprattutto gli organi legnosi della vite, portando nel lungo periodo alla morte della pianta. Le principali patologie del legno possono essere suddivise principalmente in:

  • Mal dell’esca;
  • Deperimento da Botryosphaeria (Black Dead Arm);
  • Deperimento da Eutypa.

Se ne registra una forte presenza in Europa. In Francia, per esempio, il forte aumento è attribuito al cessato utilizzo di arsenito di sodio, vietato per l’elevata tossicità, ma che risultava efficace ed era usato soprattutto contro mal dell’esca. Attualmente non esistono trattamenti efficaci per trattare ed eradicare le GTDs. Tuttavia, diverse specie di Trichoderma si sono rivelate buoni agenti di bicontrollo.

È importante riconoscere i sintomi di queste malattie già dalle prime manifestazioni, al fine di agire tempestivamente con le pratiche di dendrochirurgia per il corretto risanamento della pianta e preservare la produzione.

Sintomi da Deperimento dovuto a Botryosphaeria e Eutypa

Le piante colpite da patogeni del genere Botryosphaeria e simili (Black Dead Arm) mostrano tra i sintomi foglia tigrata, disseccamento di infiorescenze e grappoli. Il legno presenta striature brune in alcune zone del legno, che si possono notare sollevando la corteccia. Infine, il colpo apoplettico causa della morte della pianta, con successivo disseccamento totale della vite.

Figura 2: Fungo del genere Botryosphaeria su corteccia.
Figura 2: Fungo del genere Botryosphaeria su corteccia.

Il deperimento causato dai patogeni del genere Eutypa si identifica con sintomi come nanismo dei germogli, foglie piccole e deformi, e gemme cieche.

Sintomi da Mal dell’esca

Il mal dell’esca viene comunemente associata a funghi basidiomiceti, tra i quali Fomitiporia punctata, Phaeoacremonium chlamydosporum e P. aleophilum, Phellinus igniarius, Stereum hirsutum. P. igniarius e altri basidiomiceti lignicoli, dai corpi fruttiferi con la caratteristica forma a mensola, erano utilizzati in passato per preparare “l’esca”: il legno cariato era infatti utilizzato per accendere e mantenere vivo il fuoco nei camini. Da qui l’origine del nome “mal dell’esca”.

I sintomi mostrati dalle piante colpite variano a seconda che si tratti di una sindrome di tipo cronico o acuto. Generalmente, la pianta mostra clorosi e necrosi fogliare, acini con maculatura bruna sulle uve bianche. Può verificarsi un rapido avvizzimento di singoli tralci e branche, o che può interessare l’intera pianta; questo aspetto è associato alla presenza nel legno di carie bianca, che si presenta con i tessuti in fase di degrado, secchi e spugnosi, in buona parte del fusto, comportando la successiva spaccatura, chiamata anche “mal dello spacco”.

Figura 3: Sintomi da mal dell'esca su foglia di vite.
Figura 3: Sintomi da mal dell’esca su foglia di vite.

Osservando il legno, nei casi di sindrome cronica, le piante di 8 – 10 anni presentano tessuti legnosi color bianco giallastro, di consistenza spugnosa e friabile; in questo caso, la carie è delimitata da una linea scura, sviluppatasi a partire dalla ferita esterna (causata nella maggior parte dei casi da potature mal eseguite e facile via d’accesso per il fungo). Nelle piante più giovani è raro trovare lo sviluppo di carie, ma presentano venature brunastre e alcune zone legnose di colore bruno. I casi di sindrome acuta si identificano con l’apoplessia, ovvero la pianta avvizzisce improvvisamente nel periodo estivo, non risparmiando neanche i grappoli.

Figura 4: Sintomi da mal dell'esca visibile dalla sezione orizzontale di un fusto di vite.
Figura 4: Sintomi da mal dell’esca visibile dalla sezione orizzontale di un fusto di vite.

Quando viene applicata la dendrochirurgia?

Il risanamento tramite dendrochirurgia viene praticato limitatamente a piante di elevato pregio e piante monumentali, di interesse storico. Oltre che sulla vite, quindi, la dendrochirurgia è applicabile ad altre piante legnose, sia allevate a scopo produttivo (per esempio olivo, agrumi, castagno etc.) che di carattere ornamentale (per esempio il tiglio, il bagolaro, le querce etc.). La decisione di eseguire questa pratica di risanamento viene presa a seconda del caso, ovvero delle condizioni in cui si trova la pianta malata.

Fonti

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