Heinrich Anton de Bary

Biografia

Heinrich Anton de Bary (Figura 1) è stato un importante studioso tedesco, che diede un grande contributo soprattutto al campo della botanica. Ma i suoi studi di anatomia e patologia vegetale lo renderanno celebre anche nel mondo della microbiologia, grazie ai suoi studi su funghi e parassiti quali causa di malattia nelle piante.

Immagine che ritare Anton de Bary.
Figura 1 – Heinrich Antton de Bary (1831-1888)

Heinrich Anton de Bary, figlio di August Theodore de Bary e di Emilie Meyer, nacque il 26 Gennaio del 1831 a Francoforte sul Meno ed era l’ultimo di dieci fratelli. Il padre medico consentiva alla famiglia di vivere una vita piuttosto agiata e di permettere una buona educazione scolastica ai figli.

I genitori, molto attenti alla loro formazione, erano soliti invogliare i figli a prendere parte ad escursioni con un gruppo di naturalisti di un istituto della zona, che organizzavano uscite in cui raccoglievano anche dei campioni vegetali a fini di studio.

Furono proprio queste esplorazioni che accesero in de Bary l’interesse verso le scienze naturali.

Concluso con successo il ginnasio, si trasferì all’università ad Heidelberg dove iniziò però a studiare medicina, per seguire le orme del padre. Si trasferì, in pochi anni, prima a Friburgo e poi a Berlino, dove riuscì a conseguire un dottorato in botanica nel 1853, con una dissertazione dal titoloDe plantarum generatione sexuali”. Nello stesso periodo, pubblicò un libro che parlava delle malattie delle piante causate da funghi.

Ottenne ovviamente la laurea in medicina ed iniziò a praticare. Ma ormai in lui predominava la passione per il mondo vegetale e per le malattie delle piante in particolare. Iniziò ad insegnare botanica a Tübingen, ma presto si trasferì a Friburgo dove poté usufruire di un proprio laboratorio.

Fu da questo momento che de Bary iniziò ad attrarre studenti da tutta Europa, e anche dagli Stati Uniti in seguito, quando si trasferì a Strasburgo dopo la guerra Franco-Prussiana.

Professore di spicco e dotato di una straordinaria intelligenza, faceva dell’approccio multidisciplinare allo studio il suo punto di forza, ed era proprio questo la maggior raccomandazione che faceva ai propri allievi.

Si sposò con Antoine Einert ed ebbe quattro figli.

Oltre all’attività di insegnamento e ricerca, divenne co-editore della rivista Botanische Zeitung.

Si spense a Strasburgo, nel 1888.

Contributo scientifico

La sua attività di ricerca si svolse in particolare nella descrizione dei miceti, di cui analizzò il ciclo vitale, le proprietà patogene e, primo al mondo, la loro sessualità.

I fratelli Tulasne avevano già teorizzato il pleomorfismo fungino; de Bary con i suoi studi riuscì a confermare la loro teoria; osservò che i funghi che venivano considerati di specie differenti, erano in realtà la stessa specie che attraversava diverse fasi di sviluppo.

Per quanto riguarda la fitopatologia, individuò alcuni funghi capaci di causare la ruggine e la fumaggine nelle piante, malattie molto frequenti e che in quegli anni erano state causa di gravi epidemie.

Contribuì, come detto, a dare il via allo studio della sessualità nei funghi, descrivendo la coniugazione della Spyrogira e la riproduzione della Peronospora.

Dimostrò sperimentalmente l’esistenza di parassiti eteroxeni, quali la Puccinia graminis, che necessita di più ospiti per completare il proprio ciclo vitale.

Fu il primo a parlare di simbiosi come interazione biologica, definendola come il ”vivere insieme di organismi differenti”.

Focus: Phytophthora infestans e la ruggine delle patate

Il contributo scientifico principale di de Bary alla microbiologia rimane quello della descrizione dei funghi e il loro potenziale patogeno nelle piante. 

Partendo dalle osservazioni macroscopiche, che fin da piccolo avevano costituito l’elemento principale su cui fondare il suo percorso di studio, descrisse le caratteristiche di funghi che nelle piante sono causa di ruggine e fumaggine, due differenti patologie.

Osservò la prima nelle patate (Figura 2), che anni prima aveva causato la famosa carestia in Irlanda. Anni prima le osservazioni di Miles Berkeley avevano portato a pensare che la muffa fosse essa stessa la causa della malattia, e non la conseguenza, come molte persone erano ancora portate a pensare. Ai tempi, infatti, era ancora in auge la teoria della generazione spontanea.

L’efficacia degli studi di de Bary era racchiusa in un semplice fatto; riuscì a dimostrare che Berkeley aveva ragione attraverso degli esperimenti. Fu in grado infatti di infettare delle piante di patate sane con le spore prese da degli esemplari malati. Una pensata non banale in quegli anni.

Aspetta di una patata colpita da ruggine.
Figura 2 – Patata colpita da Phytophthora infestans

A questo punto, era solo questione di attendere che il fungo causasse la malattia e portasse a tutte le conseguenze sulla pianta. Fu uno dei primi casi al mondo in cui le scienze naturali riuscirono a mostrare chiaramente il nesso causa ed effetto.

Ovviamente studiò a fondo il ciclo vitale dell’agente eziologico della malattia: la Phytophthora infestans.

Premi e riconoscimenti

Il suo approccio multidisciplinare agli studi è stata fonte di ispirazione per molti studenti in quegli anni, che assistettero direttamente alle sue lezioni e poterono usufruire delle sue oltre cento pubblicazioni.

Divenne molto famoso nel suo campo e molti volti futuri della botanica e della microbiologia, tra cui Vinogradskij e Millardet, trovarono ispirazione dalle sue pubblicazioni.

Di fatto, ha posto le basi per una nuova scienza: la Micologia.

Fonti

Lascia un commento