Malassezia pachydermatis

Malassezia pachydermatis è un lievito zoofilo nella divisione Basidiomycota. Fu isolato per la prima volta nel 1925 da Fred Weidman, e chiamato pachydermatis (greco “pelle spessa“) perchè il campione proveniva da un rinoceronte indiano. M. pachydermatis è fungo commensale, tuttavia, può agire come un agente patogeno opportunistico in circostanze speciali ed è stato visto causare infezioni della pelle e dell’orecchio.

Caratteristiche

I lieviti del genere Malassezia sono microrganismi associati a varie patologie dell’epidermide come la Pitiriasi Versicolor nell’uomo, la dermatite seborroica e la follicolite nei nostri animali domestici da compagnia.

M. pachydermatis è dotato di membrana cellulare a riproduzione asessuata, rilascia infatti i cosiddetti “blastoconidi”, tramite un processo di gemmazione continua monopolare o simpodiale. Proprio a causa di questa sua caratteristica riproduttiva, M. pachydermatis assume una forma particolare ad “arachide” ed il suo riconoscimento al microscopio è perciò abbastanza semplice.

Tuttavia, è possibile osservarla sotto forma rotondeggiante o cilindrica quando non sia in fase di gemmazione, anche se la forma che ritroveremo molto più spesso sarà quella caratteristica a nocciolina americana; sono assenti ife e pseudoife, al microscopio è possibile osservarla a 400X come cellula isolata o come gruppo di cellule vicine e/o affastellate in prossimità delle cellule epidermiche di desquamazione.

Filogenesi

Regno:Funghi
Divisione:Basidiomycota
Classe:Malasseziomiceti
Ordine:Malasseziales
Famiglia:Malasseziaceae
Genere:Malassezia
Specie:M. pachydermatis

Morfologia delle colonie

Le colonie sono di colore crema o giallastro, da lisce a rugose e convesse con un margine che possiede un aspetto leggermente lobato (Fig.1); le celle sono di forma ovoidale e hanno dimensioni comprese tra 3,0 e 6,5 x 2,5 μm. La crescita ottimale avviene a 30-37 ° C con maturazione che avviene in cinque giorni; è l’unica specie di Malassezia in grado di crescere senza la presenza di acidi grassi.

Colonie di Malessezia pachydermatis
Figura 1 – Colonie di Malessezia pachydermatis Fonte[researchgate.net]

Patogenesi

Infezione canina

Malessezia pachydermatis è un importante agente patogeno in medicina veterinaria; associato per la prima volta all’otite esterna canina nel 1955 da Benght A. Gustafson, questo lievito è diventato da allora un importante agente patogeno soprattutto nello studio della medicina dei piccoli animali. I sintomi includono graffi eccessivi, scuotimento della testa, odore e depositi cerosi bruno-rossastri all’interno del condotto uditivo. La dermatite seborroica canina causata da Malassezia pachydermatis è stata scoperta per la prima volta da Dufait nel 1975, ed è caratterizzata da sintomi che vanno dalla forfora alle lesioni squamose, nei siti di infezione le secrezioni sebacee sono aumentate. 

L’infezione canina spesso co- verifica con l’atopia e altri disturbi allergici. Al contrario, i felini sono raramente infettati da M. pachydermatis, ma quando si verifica la dermatite da Malassezia, non è tipicamente associata ad altre condizioni.

Infezione umana

Le infezioni sono relativamente rare nell’uomo, con alcuni studi che riportano solo una prevalenza di circa il 2% su individui con dermatite; questo lievito è stato isolato da una serie di aree del corpo umano come il sangue, i polmoni, gli occhi, le orecchie, la pelle e i genitali. Le infezioni si riscontrano più spesso su neonati prematuri o alimentati per via endovenosa e su adulti immunocompromessi; i neonati prematuri a basso peso alla nascita sono abitualmente alimentati con soluzioni lipidiche da cateteri arteriosi, ma queste linee possono essere colonizzate da M.pachydermatis, a sua volta causando infezioni del flusso sanguigno chiamate fungemia. L’esposizione iniziale in questi vivai di terapia intensiva è stata attribuita agli operatori sanitari proprietari di animali domestici che fungono da vettori per il fungo.

Metodi di identificazione

Malassezia pachydermatis può essere distinta dalle altre specie del genere per la sua capacità di crescere su Sabouraud agar. I tamponi auricolari di cotone, i metodi del nastro adesivo, i raschiamenti cutanei e la biopsia vengono per raccogliere campioni che vengono analizzati tramite microscopia( Fig.2) o tecniche di coltura.

Aspetto microscopico di Malassezia pachydermatis
Figura 2 – Aspetto microscopico di Malassezia pachydermatis Fonte[researchgate.net]

Terapia

In medicina veterinaria i trattamenti topici per le otiti esterne da Malassezia nel cane generalmente contengono sia antifungini azolici (clotrimazolo, miconazolo, ketoconazolo) che allilamine (terbinafina). Queste molecole sono solitamente combinate con antibiotici e un glucocorticoide, riflettendo la necessità di controllare infezioni batteriche concomitanti e di ridurre l’infiammazione.

Quanto alle dermatiti, poiché Malassezia è localizzata nello strato corneo, la terapia topica da sola può essere sufficiente a risolvere i segni clinici di infezione purché il proprietario sia capace di somministrare appropriatamente il trattamento, in aggiunta si possono utilizzare ketoconazolo orale (10mg/kg peso vivo una volta al giorno) o itraconazolo orale (5mg/kg peso vivo una volta al giorno) per 3 settimane.

Nell’uomo la combinazione di fluconazolo orale e crioterapia è efficace nel trattamento dell’infezione cutanea dovuta a M. pachydermatis in particolare l’efficacia della crioterapia può essere correlata al carattere vegetativo del lievito.

dr. Giosuè Ruggiano

Fonti:

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