Clamidiosi

La clamidiosi è una delle più comuni infezioni trasmesse sessualmente ed è causata da un batterio, la Chlamydia trachomatis. Le abitudini sessuali svolgono pertanto un ruolo determinante nell’incidenza dell’infezione. In particolare, risultano particolarmente a rischio i/le giovani adulti/e e gli/le adolescenti sessualmente attivi/e che non utilizzano metodi contraccettivi di barriera (come il preservativo), che tendono a cambiare spesso partner sessuale, che hanno partner multipli/e.

Caratteristiche

L’infezione può colpire sia gli uomini che le donne, ma è in quest’ultime che si manifesta in tutta la sua pericolosità. infatti, in queste può causare complicazioni gravi e permanenti al sistema riproduttivo e rendere più difficile o, talvolta, impossibile una gravidanza naturale. La clamidiosi può, inoltre, aumentare il rischio di gravidanza ectopica.

Segni e sintomi

Si stima che circa il 70-80% delle donne e il 50% degli uomini siano asintomatici.

Le manifestazioni cliniche, quando rilevabili, compaiono dopo 1-3 settimane dall’infezione.

Nelle donne, la manifestazione clinica principale è la cervicite che può causare secrezioni mucose filanti, sanguinamento, una sensazione di irritazione, e talvolta l’uretrite, con piuria e disuria.

Negli uomini, l’infezione da clamidia può dar luogo a uretrite con secrezioni o sensazione di irritazione e prurito, occasionalmente, si possono presentare infiammazione, ingrossamento e dolore ai testicoli.

Se trasmessa attraverso un rapporto anale, l’infezione può diffondersi al retto causando una proctite (con dolori, perdite muco-purulente e sanguinamenti); questa forma è maggiormente frequente tra i maschi che hanno rapporti con soggetti dello stesso sesso.

Se trasmessa attraverso un rapporto orale, la clamidia può infettare la gola e provocare una faringite.

Un rara complicanza che può interessare entrambi i sessi è una forma sistemica, l’artrite reattiva (o Sindrome di Reiter), che si manifesta con artrite, uretrite, congiuntivite e lesioni muco-cutanee non dolorose; inoltre, i sierotipi L1, L2, L3 di clamidia possono provocare una malattia sistemica, il Linfogranuloma venereo, largamente diffusa in Africa, India e Sud-Est asiatico.

Aspetto microscopico della Chlamydia spp.
Figura 1 – Aspetto microscopico della Chlamydia spp. [Fonte: microbiologiaitalia.it]

Eziologia e patogenesi

Le clamidie sono batteri immobili, intracellulari obbligati, contengono DNA, RNA e ribosomi e sintetizzano le loro proteine e gli acidi nucleici; tuttavia, esse dipendono dalla cellula ospite per 3 dei loro 4 trifosfati nucleosidici e utilizzano l’ adenosina trifosfato (ATP) dell’ospite per sintetizzare proteine clamidiali.

Il genere della Chlamydia contiene adesso 12 specie; 3 di queste provocano patologie umane: C. trachomatis, C. penumoniae, C. psittaci.

La C. trachomatis ha 18 sierotipi immunologicamente definiti:

  • A, B, Ba e C provocano la malattia degli occhi tracoma.
  • Da D a K causano malattie a trasmissione sessuale localizzate alla superficie mucosa.
  • L1, L2, e L3 causano malattie a trasmissione sessuale che portano a malattia invasiva dei linfonodi.

La trasmissione materno-fetale della C. trachomatis causa congiuntivite neonatale e polmonite neonatale. Lo screening prenatale universale e il trattamento delle donne in gravidanza hanno notevolmente ridotto l’incidenza dell’infezione infantile da C. trachomatis negli Stati Uniti.

Nelle donne la clamidia non trattata può diffondersi a livello delle tube di Falloppio e causare malattia infiammatoria pelvica (PID), in grado di provocare danni permanenti e, in particolare:

  • chiusura delle tube e conseguente infertilità,
  • gravidanza extrauterina.

Nelle donne in gravidanza la chlamydia non trattata è stata associata ad un aumentato rischio di parto pretermine.

Tabella riassuntiva patologie legate alla Chlamydia trachomatis
Figura 2 – Tabella riassuntiva patologie legate alla Chlamydia trachomatis. [Fonte: Le infezioni trasmesse sessualmente]

Trasmissione

La trasmissione avviene per contagio interumano, sia per via sessuale sia nel parto.

Epidemiologia

L’infezione da C. trachomatis è l’infezione a trasmissione sessuale batterica più diffusa al mondo. Si stimano a livello mondiale circa 50 milioni di casi di infezione all’anno. Al contrario delle altre malattie a trasmissione sessuale (MTS), la sua prevalenza è maggiore nel sesso femminile rispetto a quello maschile.

Diagnosi

L’infezione da clamidia viene diagnosticata attraverso test di laboratorio molecolari, basati sull’amplificazione degli acidi nucleici che, attualmente, grazie alla loro elevata sensibilità (>95%) e specificità (98%) sono considerati i test di riferimento per la diagnosi di infezione da clamidia. Questi test permettono di ricercare il patogeno sia in tamponi endocervicali e/o uretrali, che in tamponi vaginali, rettali, orali o in campioni di urine.

In caso di positività al test, è necessario che anche tutti i partner sessuali vengano testati per la ricerca di questa infezione, ed è raccomandato il test sierologico per HIV.

Test strumentali e di laboratorio

 Altre tecniche diagnostiche che possono essere utilizzate sono le tecniche colturali e quelle immuno-enzimatiche (ELISA).

Terapia

Le infezioni non-complicate del tratto genitale inferiore sono tipicamente trattate con uno dei seguenti antibiotici:

  • Azitromicina
  • Doxiciclina
  • Fluorochinoloni

Sia le donne che gli uomini con diagnosi di infezione da clamidia devono essere ritestati 3 mesi dopo il trattamento. Per la donna gravida è indicata la ripetizione del test diagnostico 4 settimane dopo la fine della terapia e, se persistono fattori di rischio comportamentali (partner multipli, partner non trattati), il test deve essere ripetuto durante il terzo trimestre di gravidanza. Viene, sempre, raccomandata l’astensione dai rapporti sessuali fino a 7 giorni dopo la fine del trattamento e comunque fino a 7 giorni dopo la fine del trattamento del partner.

Dr. Giosuè Ruggiano

Fonti

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