Giardiasi: infezione protozoaria

Introduzione alla Giardiasi

La giardiasi è un’infezione dell’apparato digerente causata da un protozoo flagellato, un parassita di nome Giardia duodenalis (G. lamblia, G. intestinalis), che viene ingerito da cibo o acque contaminate.

Nell’ospite il parassita si presenta sotto 2 forme:

  • Trofozoite, forma metabolicamente attiva per moltiplicarsi
  • Ciste, forma di resistenza e di trasmissione da un ospite all’altro

Il trofozoite è dotato dell’ASSOSTILO (un fascio di microtubuli), da 8 flagelli e da due nuclei intorno all’assostilo (caratteristica diagnostica, oltre alla forma e dimensione della cellula). 

Una volta ingerite, grazie ai flagelli, le giardie raggiungono l’intestino e grazie al disco adesivo possono aderire ai microvilli, affinché il trofozoite possa svilupparsi e dividersi. 

Le cisti sono forme di resistenza, con metabolismo ridotto, rivestite da involucri per salvaguardare il citoplasma dalla disidratazione e dalle variazioni chimico fisiche dell’ambiente esterno. La forma è più rotondeggiante e senza flagelli.

Figura 1 - Trofozoite e Cisti (Giardiasi)
Figura 1 – Trofozoite e Cisti

Ciclo vitale

L’uomo si infetta ingerendo cisti contenute nell’acqua o nei cibi contaminati da acque reflue. 

Le cisti ingerite, senza alcuna degradazione dagli enzimi litici dello stomaco, raggiungono il duodeno; qui ogni cisti si schiude e si divide il suo citoplasma trasformandosi in 2 trofozoiti. I trofozoiti continuano a dividersi per fissione binaria longitudinale e aderiscono alla mucosa intestinale per mezzo del disco adesivo ventrale. I trofozoiti successivamente si spostano nel colon e retto tramite la peristalsi e qui si ha l’incistamento. Infine, le cisti vengono eliminate con le feci e il ciclo ricomincia. La presenza prolungata di queste forme nell’epitelio induce un’infiammazione intestinale che erode le cellule assorbenti.

Inoltre, può essere trasmessa da persona a persona (es. negli asili nido) oppure per trasmissione zoonotica da animali domestici e selvatici.

Il ciclo vitale di Giardia -  Giardiasi
Figura 2 – Il ciclo vitale di Giardia

Patogenesi

L’azione patogena del parassita si esplica su:

  • cellule della mucosa intestinale che vengono danneggiate;
  • linfociti T della mucosa intestinale, stimolati dal parassita, emettono linfokine tossiche per gli enterociti, inducendo una risposta eccessiva.

Clinica

Il periodo d’incubazione varia da 1 a 14 giorni e la giardiasi acuta si protrae per 1-3 settimane. 

Più è lungo il tempo di incubazione più è difficile ricostruire la storia di anamnesi del paziente. Le manifestazioni cliniche sono ampiamente variabili e molto soggettiva con un impatto differente:

  • pazienti a sintomatici che eliminano le cisti
  • pazienti con sintomi acuti (nausea, diarrea, crampi addominali, flatulenza, vomito e febbricola)
  • pazienti con sintomi cronici (persistente steatorrea, malassorbimento, perdita di peso fino a 5kg).

Diagnosi della Giardiasi

Esistono diversi metodi per la diagnosi di G. duodenalis:

Esame delle feci

La ricerca di trofozoiti e cisti nelle feci rappresenta il test di scelta. 

I trofozoiti devono essere fissati immediatamente perché si degradano subito, invece le cisti si conservano per 24 ore. 

È preferibile raccogliere 3 campioni di feci nell’arco di alcuni giorni in quanto le cisti possono essere eliminate in maniera intermittente. L’inattivazione dei campioni prevede l’uso della formalina, dopodiché il campione viene diluito in opportune soluzioni tampone e poi strisciato sul vetrino per l’osservazione microscopica. Si adoperano diverse tecniche come tecniche di flottazione e sedimentazione a seconda del peso specifico in riferimento all’acqua oppure tecniche di filtrazione.

Molto utile è la colorazione Giemsa che colora in rosso i nuclei, i flagelli e le ciglia, in azzurro il citoplasma e le cisti con una maggiore leggibilità del campione. Anche Test immunoenzimatici ELISA o in immunofluorescenza per l’identificazione di antigeni di G. duodenalis nei campioni di feci con colorazione colorimetrica in pazienti dove la morfologia del parassita non vi è più o è difficile. Nei pazienti cronici è difficile isolare la Giardia nelle feci, sono sottopongono a enterotest.

Esame del contenuto duodenale o Enterotest 

Viene effettuato nei pazienti con sospetto di G. duodenalis nonostante gli esami delle feci siano negativi. Consiste nella ricerca dei trofozoiti nel duodeno prelevandoli mediante un sondino duodenale (Enterotest). L’esame consiste nel far ingerire un bolo, aspettare che attraversi lo stomaco e vada nel duodeno. Dopo che il sondino viene recuperato, il fluido del duodeno viene strisciato sul vetrino e si osserva. 

Terapia

È a base di metronidazolo, un composto nitroimidazolico, ha un’elevata efficacia nei confronti di G. duodenalis ma anche verso altri patogeni. Il dosaggio è variabile a seconda del livello di efficacia del parassita al principio attivo. 

La Giardia duodenalis può essere resistente al metronidazolo, in particolare, gli individui HIV-positivi sono soggetti a frequenti recidive di giardiasi e non rispondono alle terapie usuali. 

La combinazione di metronidazolo con quinacrina ha dimostrato una buona efficacia in persone sia immunodepresse che immunocompetenti.

Lotta e prevenzione alla Giardiasi

La prevenzione si basa su:

  • un adeguato trattamento dell’acqua potabile;
  • un’appropriata eliminazione dei rifiuti umani e animali contenenti cisti;
  • una buona igiene personale impedendo il contatto oro-fecale, soprattutto i portatori non devono disseminare le cisti nell’ambiente.

Fonti

Foto dell'autore

Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e faccio parte di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Il portale di Microbiologia Italia è utile per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza.