La pertosse

Caratteristiche

La pertosse è un’infezione delle vie respiratorie causata dal batterio Bordetella pertussis, molto contagiosa e responsabile di una tosse persistente. L’infezione si può manifestare a qualsiasi età, ma colpisce prevalentemente i bambini al di sotto dei cinque anni, difatti viene considerata una malattia infantile.

La pertosse è diffusa in tutto il mondo, ma è possibile prevenirla attraverso la vaccinazione. Nei paesi in via di sviluppo invece, rappresenta ancora un grave problema sanitario in quanto la pratica vaccinale è poco consolidata.

Eziologia e patogenesi

L’agente eziologico della pertosse è il batterio Bordetella pertussis (Figura 1), si tratta di un cocco-bacillo Gram-negativo di piccole dimensioni e non mobile. L’uomo è l’unico serbatoio del batterio in questione, il quale invade le vie respiratorie ed induce un aumento della secrezione di muco, inizialmente fluido, in seguito denso.

Il periodo di incubazione è di 7-10 giorni, in assenza di complicazioni la malattia dura circa 6-10 settimane ed è caratterizzata da una sintomatologia varia come esamineremo di seguito.

La pertosse si trasmette tramite goccioline di saliva che si diffondono nell’aria quando il soggetto affetto dalla patologia tossisce.

Segni e sintomi

La pertosse è caratterizzata da tre stadi, ognuno dei quali presenta specifici sintomi: stadio catarrale, stadio parossistico, stadio della convalescenza.

Stadio catarrale

L’esordio dell’infezione è rappresentato dallo stadio catarrale che ha una durata di 1-2 settimane. I sintomi che si manifestano in questo stadio sono simili ad un raffreddore: mal di gola, secrezioni nasali, occhi arrossati e lacrimosi, starnuti, tosse lieve accompagnata, raramente, da qualche linea di febbre. I colpi di tosse possono provocare delle emorragie oculari, cutanee, cerebrali.

Stadio parossistico

In seguito, si manifesta lo stadio parossistico in cui la tosse diventa violenta ed incontrollabile. Durante un singolo atto respiratorio si susseguono numerosi colpi di tosse che si concludono con l’espulsione di catarro e con un urlo (suono emesso per riprendere aria, ossia durante l’inspirazione). Questa fase, generalmente della durata di circa 30-40 giorni, è inoltre caratterizzata da gravi difficoltà respiratorie, vomito, cianosi, apnea e, nei neonati, è frequente il senso di soffocamento (Figura 2).

Neonata affetta da pertosse
Figura 2 – Neonata affetta da pertosse. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bordetella_pertussis_6379_lores.jpg]

Stadio della convalescenza

In questo stadio, che dura 1-3 settimane, i sintomi diminuiscono fino a scomparire del tutto.

Quando la pertosse colpisce gli adulti raramente provoca conseguenze gravi, le quali invece colpiscono i bambini, infatti si verificano fenomeni di disidratazione ed epilessia, ma soprattutto sovrainfezioni batteriche che conducono a polmoniti, bronchiti, otiti o encefaliti.

Nei bambini al di sotto di un anno e nei neonati, la pertosse può essere anche mortale.

Epidemiologia

La pertosse è diffusa a livello globale (Figura 3), i casi si registrano principalmente nel periodo estivo-autunnale ed è responsabile di circa 200-400 mila morti all’anno.

Diffusione dei casi di pertosse nel mondo
Figura 3 – Diffusione dei casi di pertosse nel mondo. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pertussis_world_map_-DALY-_WHO2002.svg]

Grazie all’introduzione del vaccino il numero dei casi di pertosse è diminuito, mentre, nei paesi in via di sviluppo, in cui la vaccinazione non viene effettuata, il numero degli individui affetti è elevato.

E’ proprio grazie alla vaccinazione che in Italia si sono registrati questi numeri:

  • nel 1999, 7 mila casi di pertosse;
  • nel 2009, poco piĂą di 600;
  • nel 2012, circa 262 casi.

In alcune popolazioni in cui è stata effettuata la vaccinazione, si è avuto nuovamente un aumento dei casi di pertosse a causa della progressiva perdita di immunitĂ  dei soggetti vaccinati. L’aumento dei casi è dovuto anche ai genitori che si rifiutano di vaccinare i propri bambini.

Diagnosi e test di laboratorio

Abbiamo visto in precedenza che la pertosse presenta tre stadi (catarrale, parossistico e della convalescenza), se il paziente è nello stadio parossistico la diagnosi di pertosse è immediata, se invece è nello stadio catarrale, dato che questa fase presenta una sintomatologia simile al raffreddore e all’influenza, la diagnosi richiede diversi accertamenti.

Per diagnosticare la pertosse vengono eseguiti:

  • coltura batterica: vengono effettuati tamponi nasofaringei, in modo tale che il secreto nasale venga poi posto in specifici terreni di coltura per valutare se avviene o meno la crescita del batterio Bordetella pertussis;
  • test della PCR: test rapido e sensibile condotto anch’esso su un campione nasofaringeo;
  • test sierologici: servono ad evidenziare, nel sangue, la presenza di anticorpi specifici per combattere il patogeno prodotti dal sistema immunitario;
  • test con anticorpi fluorescenti diretti;

In aggiunta possono essere effettuati anche:

  • esami del sangue: si preleva una piccola quantitĂ  di sangue per eseguire l’emocromo al fine di stimare il numero di globuli bianchi, se è elevato allora sono in corso delle infezioni (si tratta di un test non specifico per la pertosse, ma generico);
  • radiografia del torace: eseguita per constatare se l’infezione abbia causato una polmonite.

Terapia

La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici quali eritromicina (Figura 4), claritromicina o azitromicina (antibiotici appartenenti alla famiglia dei macrolidi).

Formula di struttura dell'eritromicina, un macrolide
Figura 4 – Formula di struttura dell’eritromicina, un macrolide. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Erythromycin_A.svg]

Quando gli antibiotici vengono assunti prima della fase parossistica, riducono la durata della malattia, ma non hanno alcun effetto sui sintomi i quali vengono alleviati grazie all’utilizzo di antitussivi, sedativi ed antispasmodici.

Generalmente per adulti e bambini colpiti dalla pertosse è necessario un periodo di cura a casa, mentre per i neonati è raccomandato il ricovero in ospedale.

Prevenzione

La principale arma di prevenzione contro la pertosse è la vaccinazione, obbligatoria in Italia.

Il vaccino contro la pertosse è un vaccino acellulare, ossia costituito non dal batterio intero, ma solo da parti inattivate del batterio stesso.

Si tratta di un vaccino esavalente che offre protezione anche contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae tipo b.

Il calendario vaccinale prevede la somministrazione iniziale di tre dosi, effettuate rispettivamente a 3,5 e 11 mesi di vita, ciò consente di proteggere un individuo fino ai sei anni, infatti l’immunitĂ , 5-10 anni dopo l’ultima vaccinazione, tende a diminuire e vengono effettuate dunque due dosi di richiamo a sei anni e tra i 12 ed i 18 anni. E’ il vaccino trivalente difterite-tetano-pertosse (Dtp) che viene utilizzato per le dosi di richiamo.

La vaccinazione è consigliata anche durante la gravidanza.

In base alla modalitĂ  di trasmissione descritta nel paragrafo “Eziologia e patogenesi”, per prevenire il contagio è utile anche coprirsi la bocca, indossare mascherine (Figura 5) in luoghi affollati e lavarsi le mani.

Dispositivi di protezione usati per prevenire il contagio
Figura 5 – Dispositivi di protezione usati per prevenire il contagio. [Fonte: https://pixabay.com/it/photos/maschera-mascherina-chirurgica-virus-4898571/]

Fonti

  • https://www.epicentro.iss.it/pertosse/
  • https://www.epicentro.iss.it/pertosse/epidemiologia
  • https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario-delle-malattie/pertosse
  • https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/p/pertosse
  • https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/bacilli-gram-negativi/pertosse

Crediti immagini

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