Polmonite

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La polmonite è un’infiammazione degli alveoli polmonari in risposta ad un insulto esterno. Quando sono coinvolte anche le vie aeree si può parlare di broncopolmonite. La polmonite può interessare una sola area del polmone o più aree (polmonite “multilobare”). Le cause conosciute della polmonite sono molteplici, ma le più frequenti sono le infezioni.

Caratteristiche

La polmonite è una malattia comune in tutta la storia umana, i cui sintomi furono descritti per la prima volta da Ippocrate di Coo (c. 460 a.C. – 370 a.C.); per gli storici della medicina, parlando di polmonite, è facile tornare indietro con la mente al XIX secolo, quando, solo in Europa, questa patologia era considerata la prima causa di morte nella popolazione generale. Gli effetti della polmonite furono disastrosi non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto l’aspetto economico-sociale. Infatti, i costi delle lunghe cure, associati all’invalidità in molti casi permanente, furono responsabili del tracollo finanziario di milioni di famiglieiappartenenti alle fasce sociali meno abbienti. La polmonite (Fig.1) può manifestarsi a qualsiasi età; tuttavia, è più comune nelle persone anziane e nei bambini. Alcune persone sono caratterizzate da un alto rischio di svilupare polmoniti a causa di una malattia polmonare preesistente, malnutrizione, difficoltà nella deglutizione, deficienza del sistema immunitario o altre sindromi croniche. Ovviamente, anche l’influenza di determinati fattori ambientali, in primis il fumo, ne predispone l’insorgenza.

Polmonite interstiziale da SARS COVID 19
Figura 1 – Polmonite interstiziale da SARS COVID 19 [Fonte: sirm.org]

Segni e sintomi

SintomoFrequenza
Tosse79—91%
Fatica90%
Febbre71—75%
Respiro corto67—75%
Espettorato60—65%
Dolore toracico39—49%
Tabella 1: Frequenza dei sintomi della polmonite

La febbre non è un sintomo specifico della polmonite, dato che la sua comparsa è comune a molte altre malattie, mentre potrebbe mancare in quei pazienti con una grave malattia o in condizioni di malnutrizione. Inoltre, la tosse è spesso assente nei bambini con meno di 2 mesi di età. Nonostante i sintomi e i segni clinici siano vari e dipendano dall’età del paziente e dalla causa della malattia, negli anziani, la confusione mentale può essere il segno più evidente. I segni e i sintomi tipici nei bambini sotto i cinque anni sono febbre, tosse e respirazione veloce o difficile.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la diagnosi clinica di polmonite nei bambini sulla base di tosse o difficoltà respiratoria associata ad una frequenza respiratoria rapida o a una diminuzione del livello di coscienza (una rapida frequenza respiratoria è definita come 60 o più atti respiratori al minuto nei bambini sotto i 2 mesi di età).

I segni e sintomi più gravi possono includere: cianosi della pelle, riduzione della sete, convulsioni, vomito persistente, temperature alte, diminuzione del livello di coscienza.

Eziologia e patogenesi

La polmonite infettiva è causata da diversi microrganismi, tra cui batteri, virus, micobatteri, miceti e parassiti. Le polmoniti batteriche e virali sono molto più comuni rispetto a quelle causate da micobatteri, micotiche o parassitarie; gli organismi specifici variano in base a età, salute, località della persona, nonché in base ad altri fattori.

Le polmoniti non infettive spesso hanno causa allergica o sconosciuta (idiopatica) e causano quadri di malattia polmonare diffusa.

Polmonite batterica

I batteri, come detto, sono la causa più comune della polmonite, con lo Streptococcus pneumoniae isolato in quasi il 50% dei casi; altri batteri comunemente isolati sono: Haemophilus influenzae, Chlamydophila pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae, Legionella pneumophila e bacilli Gram-negativi come Klebsiella pneumoniae. La diffusione di microrganismi è facilitata quando sono presenti alcuni fattori di rischio: ad esempio, l’alcolismo è associato allo S. pneumoniae, il fumo favorisce gli effetti di S. pneumoniae, H. influenzae e L. pneumophila. Infine, la fibrosi cistica è correlata all’infezione da Pseudomonas aeruginosa e a quella da Staphylococcus aureus. L’instaurarsi di una polmonite batterica è condizionato da un lato dalla colonizzazione delle alte vie respiratorie da parte di microrganismi potenzialmente patogeni, dall’altro da una compromissione dei meccanismi di difesa dell’apparato respiratorio, infatti alterazioni a vari livelli dei meccanismi di difesa possono comportare un’aumentata suscettibilità ad alcune infezioni. Tali difetti possono interessare le difese meccaniche del polmone (dearance mucociliare, tosse) come pure le componenti umorali del sistema di difesa (immunoglobuline, transferrina, lisozima, surfattante) e cellulari (macrofagi, granulociti polimorfonucleati).

Polmonite virale

I virus rappresentano circa un terzo delle cause di polmonite, quelli più comunemente implicati comprendono: rhinovirus, coronavirus, orthomyxoviridae, virus respiratorio sinciziale umano (RSV). I virus Herpes simplex raramente causano la polmonite, se non in particolari gruppi di individui, come neonati, pazienti oncologici, trapiantati e in chi ha subito gravi ustioni. Le persone che si sottopongono a un trapianto di organi o che sono immunocompromesse, presentano tassi elevati di polmonite da citomegalovirus. Il virus pricipalmente mira ai pneumocytes (una cella particolare digita dentro gli alveoli) che sono responsabili dello scambio gassoso nei polmoni, l’infezione virale causa l’infiammazione ed inizia una cascata delle reazioni immuni cellulari, che infine provocano edema e aumento della permeabilità vascolare (Fig. 2).

Edema a livello di alveolo polmonare
Figura 2 – Edema a livello di alveolo polmonare [Fonte: nextews.com.]

Trasmissione

La trasmissione di virus e batteri che causano la polmonite infettiva può avvenire facilmente per via aerea, soprattutto a seguito di starnuti e colpi di tosse, oltre che in ambienti poco ventilati e sovraffollati. Meno frequente è la trasmissione per via sanguigna.

Epidemiologia

La polmonite è al giorno d’oggi una malattia molto diffusa che colpisce circa 450 milioni di persone l’anno, in tutte le parti del mondo, si tratta di una delle principali cause di morte tra tutte le età: è infatti responsabile di circa 4 milioni di decessi (il 7% della mortalità mondiale totale) all’anno: questo la colloca al sesto posto tra le categorie di patologie che causano mortalità. Negli Stati Uniti, si verificano circa da 2 a 3 milioni di polmoniti all’anno e 60.000 di questi pazienti muoiono; è la causa più comune di decesso tra le infezioni che si sviluppano quando si è ricoverati in ospedale ed è la causa generale più comune di morte nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, la polmonite è una delle infezioni gravi più frequenti nei bambini e nei neonati, con un’incidenza annuale pari a 34-40 casi su 1.000 bambini in Europa e Nord America.

Diagnosi

Il medico valuta la possibile presenza di polmonite auscultando il torace con uno stetoscopio. Infatti, la malattia è caratterizzata, in genere, un rumore caratteristico, causato dal restringimento o dall’occlusione delle vie aeree, o dalla presenza di liquido e cellule infiammatorie all’interno di regioni polmonari normalmente occupate da aria, fenomeno definito consolidamento. Generalmente, la diagnosi di polmonite è confermata da una radiografia del torace.

Test strumentali e di laboratorio

Altri esami di laboratorio che possono aiutare a verificarel’ agente eziologico e le condizioni del paziente sono:

  • emocromo, VES, PCR, elettroliti, test di funzionalità epatica e funzionalità renale;
  • emocoltura;
  • emogasanalisi;
  • esame batterioscopico dell’espettorato;
  • esami microbiologici, nei casi più gravi.

La tomografia computerizzata può fornire informazioni aggiuntive nei casi indeterminati

Terapia

La terapia per la polmonite dipende ovviamente dall’ agente eziologico. Pertanto, in caso di infezione batterica vengono somministrati antibiotici o, alternativamente, farmaci antivirali, antimicotici o antiparassitari, a seconda dei casi. Nei casi più gravi, si interviene con strumenti di supporto alla respirazione, ad esempio per i soggetti con respiro affannoso o con bassi livelli di ossigeno nel sangue viene somministrato ossigeno, di solito attraverso un sondino di plastica nelle narici (cannula nasale). Sebbene il riposo costituisca una componente fondamentale del trattamento, il completo riposo a letto può essere dannoso per cui si raccomanda al paziente di muoversi spesso, alzarsi dal letto e sedersi.

Dr. Giosuè Ruggiano

Fonti

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