Malattie croniche del fegato: emergenza epidemiologica globale

Prevenzione delle malattie croniche del fegato: un’opportunità per migliorare la salute e ridurre la spesa pubblica

Le malattie croniche del fegato rappresentano una grave emergenza epidemiologica e clinica a livello globale. Queste patologie causano circa 2 milioni di morti ogni anno in tutto il mondo. Inoltre, entro il prossimo decennio, si prevede un aumento del 50% dei casi di cirrosi e un raddoppio dei casi di epatocarcinoma. Tutto ciò rende ancora più urgente il bisogno di una gestione integrata e multidisciplinare del paziente epatopatico.

In questo contesto, il convegno “Gestione integrata del paziente epatopatico nel III millennio” che si terrà il 5 e il 6 maggio presso l’Aula Magna Alan Turing Blocco 0 dell’Università degli Studi di L’Aquila, rappresenta un importante momento di confronto e di approfondimento per gli esperti del settore. In particolare, durante il convegno si metterà l’accento sulla steatosi epatica o “fegato grasso”, una malattia spesso sottovalutata nonostante la sua crescente diffusione.

Malattie croniche del fegato
Figura 1 – Malattie croniche del fegato

Steatosi epatica: numeri in aumento

Secondo i dati dell’Associazione italiana per lo studio del fegato, la prevalenza della steatosi epatica è in costante aumento. Ciò sottolinea l’importanza di studi come il PreDea (Prevenzione nei Dipartimenti di emergenza e accettazione), condotto a livello nazionale nei principali pronto soccorso dei presidi ospedalieri. Lo studio mira a far emergere il danno epatico da accumulo di grasso tramite una semplice ecografia nei pronto soccorso. L’obiettivo è quello di utilizzare questi luoghi come strumento di prevenzione primaria. Ciò consentirebbe di intervenire precocemente sui fattori di rischio modificabili, come lo stile di vita, l’alimentazione e la terapia farmacologica. Servirebbe anche indirizzare i pazienti che ne hanno bisogno ai centri specialistici per prevenire patologie croniche che hanno un grande impatto sulla spesa del Servizio Sanitario Nazionale.

Pronto soccorso come strumento di prevenzione primaria delle patologie del fegato

Inoltre, lo studio PreDea mette in luce la necessità di rendere i pronto soccorso non solo luoghi di intervento d’emergenza, ma anche centri di prevenzione. In questo luogo sarebbe possibile monitorare la salute del paziente in modo costante e preventivo. Questo approccio potrebbe contribuire a ridurre l’incidenza delle patologie croniche del fegato e a limitare il loro impatto economico sulla sanità pubblica.

Va infatti ricordato che le patologie del fegato possono avere diverse cause, tra cui quelle virali, autoimmune e da farmaci. Sempre più spesso sono di origine dismetabolica, dovuta all’aumento esponenziale del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione generale. Inoltre, i danni epatici possono rimanere a lungo latenti prima di arrivare alla cirrosi e all’epatocarcinoma. Tutto ciò rende ancora più importante una gestione integrata e multidisciplinare del paziente cirrotico.

La situazione in Abruzzo

In Abruzzo, ad esempio, sono registrati circa 3.900 pazienti con epatopatie croniche, la maggior parte delle quali ha eziologia alcolica. Questo rende ancora più urgente la necessità di creare un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale adeguato per la gestione del paziente con patologia cronica epatica.

Il paziente con patologia epatica cronica avanzata (cirrosi) spesso è affetto da numerose comorbidità. Tra queste c’è il diabete, ipertensione e scompenso cardiaco, che richiedono un appropriato percorso diagnostico-terapeutico assistenziale. In questo senso, è fondamentale una costante interazione tra la medicina del territorio e l’ospedale per garantire una gestione integrata del paziente.

A tale proposito, si sta lavorando alla creazione di un tavolo tecnico multidisciplinare nella Asl 1 Abruzzo Avezzano-Sulmona-L’Aquila per la gestione del paziente con patologia cronica epatica. L’obiettivo è quello di fornire un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale completo e personalizzato, in cui afferiscano figure professionali di vari ambiti per garantire una gestione globale della patologia.

Il ruolo della prevenzione nelle malattie croniche del fegato

Inoltre, la prevenzione primaria attraverso un’adeguata gestione del paziente epatopatico può contribuire a ridurre l’incidenza delle malattie croniche del fegato e il loro impatto economico sul Servizio Sanitario Nazionale. L’uso dei pronto soccorso come strumento di prevenzione primaria rappresenta un’importante novità che potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti e a ridurre la spesa pubblica.

In conclusione, la gestione integrata e multidisciplinare del paziente epatopatico rappresenta un’importante sfida per la medicina moderna, ma anche un’opportunità per migliorare la salute e la qualità della vita dei pazienti e ridurre l’impatto delle malattie croniche del fegato sulla sanità pubblica.

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e faccio parte di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Il portale di Microbiologia Italia è utile per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza.

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