Vaccini contro il Parkinson: riusciremo mai ad produrli in futuro?

La morbo di Parkinson (PD) è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da difficoltà di movimento dovute a una perdita di funzione dei neuroni dopaminergici. Da un punto di vista cellulare, gli aggregati di α-sinucleina rappresentano una caratteristica distintiva dei neuroni dei pazienti affetti da Parkinson. Anche se la maggior parte delle terapie è stata sviluppata per contrastare i sintomi della morbo di Parkinson, sono in fase di studio nuovi approcci terapeutici, come i vaccini, che mirano alla causa primaria della malattia.

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Figura 1: L’α-sinucleina è il bersglio dei vaccini sviluppati contro il morbo di Parkinson. [Fonte: Wikimedia Commons]

Combattere il morbo di Parkinson coi vaccini: l’α-sinucleina

L’α-sinucleina è considerata una delle principali cause dell morbo di Parkinson e per questo motivo molti vaccini hanno essa come bersaglio. La proteina presenta due alfa eliche una di fronte all’altra e una lunga coda priva di folding. Da un punto di vista cellulare, l’α-sinucleina è coinvolta nel traffico di vescicole e nel rilascio di neurotrasmettitori. Nei pazienti con malattia di Parkinson, la proteina si aggrega in strutture chiamate corpi di Lewy, facilmente individuabili nel citosol della cellula. Numerosi studi, come vedremo, hanno dimostrato che i vaccini contro il Parkinson sviluppati per evitare l’accumolo di α-sinucleina sono sicuri e potrebbero essere efficaci per ridurre lo sviluppo della malattia.

I primi vaccini

Poiché si presume che l’α-sinucleina sia una delle cause principali del Parkinson, un team di scienziati ha sviluppato un vaccino per curare i pazienti affetti da Parkinson che ha come bersaglio l’α-sinucleina. Il vaccino, che contiene il C-terminale dell’α-sinucleina, è stato iniettato in un gruppo di pazienti affetti da una forma grave di Parkinson. I pazienti sono stati monitorati per 12 mesi durante il corso dello studio di fase I. Alla fine del periodo di follow-up, metà dei pazienti ha sviluppato anticorpi contro l’α-sinucleina. E, ciliegina sulla torta, il vaccino contro il Parkinson è stato ben tollerato senza alcun effetto avverso o collaterale.

La condizione attuale dei vaccini per il Parkinson

Sulla base dei lavori dei suoi colleghi, il dottor Yu ha studiato la sicurezza di UB-312, un altro vaccino per il Parkinson diretto contro le forme patogene di α-sinucleina. I pazienti sani trattati con tre dosi di UB-312 hanno riportato “effetti collaterali” comuni come eritema o nasofaringite, confermando così la sicurezza e l’affidabilità dell vaccino contro il Parkinson.

Inoltre, nel 2020, Meissner e colleghi hanno riportato risultati promettenti in uno studio clinico randomizzato (RCT) di fase I che ha analizzato due nuovi vaccini diretti contro l’α-sinucleina, chiamati PD01A e PD03A. I pazienti con atrofia sistemica multipla (MSA) precoce hanno riportato livelli sostenuti di IgG dopo la vaccinazione coi vaccini sviluppati per il trattamento dell’MSA. Nei limiti di questo RCT di fase I, questi due vaccini potrebbero essere valide opzioni per immunizzare i pazienti affetti da Parkinson.

Conclusione

Potrebbe essere ovvio dirlo, ma la malattia di Parkinson è difficile da trattare. Gli attuali approcci terapeutici si concentrano sul controllo delle manifestazioni cliniche della malattia piuttosto che sulla prevenzione del suo sviluppo. Tuttavia, la vaccinazione è un approccio sicuro ed economicamente conveniente e, nel giro di qualche decennio, gli scienziati potrebbero sviluppare un vaccino contro la malattia di Parkinson. Infatti, al momento della stesura di questo articolo, è in corso un RCT di fase 2 per valutare la sicurezza e gli effetti clinici del vaccino ACI-7104.056 in pazienti con Parkinson lieve.

Fonti

Crediti immagini

  • Immagine in evidenza: https://ourbodiesourselves.org/health-info/when-your-romantic-partner-has-parkinsons-disease-an-interview-with-laurie-sheridan/
  • Figura 1: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Alpha-synuclein_2005.png
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Davide Sampietro

Davide is a molecular biologist and bioinformatician trained in Italy and Germany. Curious and eager to learn the ultimate principle of biological processes, he is fascinated by the innumerable commercial and clinical opportunities molecular biology offers us.

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