A spasso nella storia: The Radium girls e la tossicità del Radio.

 La storia insegna, anche in campo scientifico. Questo significa che, anche se viviamo nell’epoca del progresso e della tecnologia, tante di quelle conoscenze che oggi diamo per scontate, in passato non lo erano affatto. Ad esempio, oggi se sentiamo di parlare di radioattività siamo in grado di associare nell’immediato questo concetto a qualcosa di pericoloso per la salute umana. Paradossalmente, non è sempre stato così.

La scoperta del Radio

Questo interessante capitolo della storia della scienza inizia con una serie di esperimenti condotti alla fine dell’Ottocento. In seguito a tali ricerche, condotte da vari scienziati come Rontgen e Becquerel, si giunse alla scoperta della radioattività. Nel 1898, grazie ai coniugi Curie, si ha l’identificazione del Radio, l’ottantottesimo elemento della tavola periodica, isolato a partire dall’Uranio. Oggi sappiamo che i suoi livelli di radioattività sono pericolosi per l’uomo, ma a cavallo tra gli anni ’10 e ’20 del Novecento il Radio e la radioattività erano considerati elementi benefici, in grado di contribuire al naturale benessere dell’organismo.

pierre e marie curie ricerche sulla radioattività
Figura 1: Pierre e Marie Curie nel loro laboratorio. Fonte:[ Wikipedia]

La teoria dell’Ormesi e i prodotti a base di Radio

Tali credenze si basavano sulla Teoria dell’Ormesi, uno dei principi di base della medicina omeopatica. Secondo questa teoria, l’effetto di una sostanza sull’organismo è strettamente correlato alla dose somministrata. Dunque, se una sostanza utilizzata a certe concentrazioni risulta essere tossica, a basse concentrazioni avrà un effetto opposto, addirittura benefico. Sebbene, ad oggi, questa teoria sia impopolare all’inizio del secolo scorso era una verità assoluta sulla base della quale sono nate diverse speculazioni sugli effetti miracolosi della radioattività se, appunto, somministrata a basse dosi.

radio
Figura 2: Configurazione elettronica del Radio. Fonte:[Wikipedia]

Si aggiunse, quindi, il Radio ad una quantità spropositata di prodotti, tra cui dentifrici, creme di bellezza e persino acqua e prodotti alimentari. Nacquero diversi prodotti medici a base di Radio come le supposte brevettate, il Radithor, usato per curare l’impotenza. Ricordiamo, infine, il Radiendocrinator, una piccola piastrina radioattiva, che al costo di 150$, consentiva di irradiare in maniera diretta l’apparato riproduttivo maschile.

radithor
Figura 3: Radithor esposto al Museo di Scienze e Storia nucleare in New Mexico. Fonte:[Radithor – Wikipedia]

Molto diffuse erano le vernici fluorescenti, prodotte sfruttando la capacità del Radio di emettere una debole luce blu, la quale aumentava in seguito all’aggiunta di Solfuro di Zinco. Queste venivano utilizzate per dipingere svariati oggetti di uso quotidiano come gli orologi da polso, che in questo modo risultavano luminescenti al buio.

piastrina al radio
Figura 4: Radiendocrinator. Fonte:[Wymering:]

Undark la vernice al Radio più famosa d’America

La vernice radio-luminescente più famosa era la Undark, prodotta dalla U.S Radium Corporation. Nello specifico, l’azienda si occupava di estrarre e purificare il Radio, il quale era utilizzato per produrre la vernice usata per dipingere i quadranti degli orologi. A svolgere quest’ultima procedura erano soprattutto donne, istruite a leccare di volta in volta la punta dei loro pennelli per mantenerla fine. Così facendo ingerivano quotidianamente grosse quantità di Radio. Una delle fabbriche più produttive si trovava nella città di Orange, in New Jersey luogo dove ha luogo la storia delle Radium Girls.

undark pittura al radio
Figura 5: Descrizione della pittura Undark. Fonte:[The Radium Girls]

La pericolosità legata a queste pratiche venne fuori quando un’impiegata dell’U.S Radium Corporation, Grace Fryer, iniziò a perdere i denti e a causa dell’inspiegabile decomposizione della sua mascella. Nessun medico riusciva a trovare una spiegazione. La situazione si fece chiara nel momento in cui altre lavoratrici della fabbrica iniziarono a manifestare gli stessi disturbi. La correlazione era ormai chiara.
I tentativi di insabbiamento furono molteplici. L’azienda stessa iniziò una campagna di disinformazione in cui si affermava che i disturbi riscontrati dalle ragazze erano, in realtà, attribuibili alla Sifilide.

La lotta delle ragazze Radio

Grace Fryer fu la prima ad iniziare una vera e propria battaglia contro la U.S Radium Corporation. A lei si aggiunsero altre quattro donne, Edna Hussman, Albina Larice, Quinta McDonald, e Katherine Schaub, tutte con le stesse problematiche. Come spesso accade in questi casi la via della giustizia fu molto lunga e tortuosa. Il processo contro la U.S Radium Corporation fu davvero complesso e alla fine le Ragazze Radio, nonostante fossero le vittime, furono costrette ad accontentarsi di un misero risarcimento di 10.000 dollari ciascuna e il pagamento delle spese mediche necessarie… Una magra consolazione se pensiamo che tutte loro morirono nel giro di dieci anni. Anni trascorsi, tra l’altro, a combattere con patologie gravi come anemia, fragilità ossea e sarcoma.

grace fryer
Figura 6: Grace Fryer e le pittrici di quadranti. Fonte:
[(miguelgarciavega.com)]

I risvolti della vicenda

La vicenda delle ragazze del Radio aprì gli occhi sulla pericolosità di questo elemento adoperato nella costruzione di tantissimi oggetti di uso quotidiano. Al contrario di quanto si possa pensare, però, la produzione di questi oggetti non cessò ed ebbe addirittura un’impennata durante la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale l’uso di orologi con il quadrante luminescente aumentò di nuovo, soprattutto tra i soldati.  La consapevolezza raggiunta in seguito agli eventi appena raccontati contribuì, però, ad aumentare le misure di sicurezza.

L’impronta lasciata nella storia

Il caso delle ragazze del Radio ha lasciato un segno importante ed indelebile nella scienza, ma non solo. Per la prima volta nella storia vennero riconosciuti i rischi sulla salute collegati ad un luogo di lavoro, o ad una specifica professione, ponendo così i datori di lavoro di fronte alla necessità di proteggere i propri dipendenti. Il risvolto mediatico fu enorme e furono coinvolti in contemporanea i media, la comunità medico/scientifica e gli organi legislativi. Per comprendere l’impatto portato da questa vicenda sulla comunità basti pensare che il caso è stato seguito fino a pochi anni fa.

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Figura 7: Argonne National Laboratory, Chicago. Fonte:[Flickr]

In particolare, c’è stato un periodo di follow-up per tutti i 3200 pittori al radio identificati, in seguito alla denuncia delle ragazze, durato fino al 1993. Grazie alle scrupolose analisi, condotte all’Argonne National Laboratory, è stato possibile confermare la pericolosità nel mestiere di verniciatore al Radio. Allo stesso tempo, tali ricerche, sono state importantissime per individuare la dose-soglia di esposizione al Radio utile alla manifestazione di patologie gravi, come tumori maligni. Tale soglia è 1000 volte maggiore rispetto ai livelli naturali. Al di sotto di questo valore nessuno dei lavoratori ha sviluppato particolari conseguenze in seguito all’esposizione, confermando tale soglia per i tumori radio-indotti. Tra questi ricordiamo l’ultimo di loro, morto – paradossalmente – nel 2014 alla veneranda età di 107 anni.

Conclusioni

La storia delle ragazze del radio rappresenta uno dei primi studi epidemiologici mai condotti e ci insegna che, come molto spesso accade in ambito scientifico, la conoscenza spesso viene raggiunta a spese di altri, grazie al sacrificio di gruppi di persone. Venne, inoltre, stabilito un nuovo precedente nella storia legislativa: per la prima volta un singolo lavoratore citò in giudizio un datore di lavoro per lo sviluppo di malattie professionali. Infine, Le ragazze del Radio hanno fatto da apripista per lo sviluppo di alcuni importantissimi concetti in radiologia, come ad esempio il concetto di dose. Proprio per la sua enorme importanza sia in campo scientifico che sociale, la storia delle Ragazze Radio è stata raccontata in diversi film e documentari, come “The Poisoner’s Handbook” e l’omonima produzione Netflix “Radium Girls”.

Greta Guida

Fonti:

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