L’agnocasto: un importante fitoterapico per la salute femminile

Cos’è l’agnocasto?

L’agnocasto (Vitex agnus castus L.) è un arbusto perenne appartenente alla famiglia delle Verbenacee, impiegato come prodotto naturale per la salute femminile sin dall’antichità.

L’agnocasto viene utilizzato come fitoterapico per il trattamento di molte patologie e disturbi, legati principalmente alla sfera ormonale e riproduttiva delle donne. Nella medicina popolare è anche considerato un importante antiinfiammatorio e antielmintico, con proprietà sedative e antispasmodiche.

Negli ultimi cinquant’anni, il suo utilizzo si è molto diffuso in Europa, dove questa pianta viene coltivata con lo scopo di ottenerne i frutti, che vengono poi essiccati per permettere l’assunzione.

Un po’ di storia

Il nome botanico dell’agnocasto è Vitex agnus castus L. Il termine Vitex deriva dal latino vitilium, che significa “intreccio”, poiché in passato i rami di questo arbusto venivano utilizzati per costruire palizzate, ma anche cesti, panieri e sedie. Agnus e castus, intesi come “puro” e “casto”, si riferiscono invece alle note proprietà anafrodisiache della pianta.

L’agnocasto, infatti, veniva spesso coltivato negli orti dei monasteri, per aiutare i monaci a non tradire il loro voto di castità. I semi venivano utilizzati nelle cucine e i boccioli della pianta erano messi nelle loro vesti. Per questa ragione l’agnocasto è anche ricordato con il nome di “pepe falso” o “pepe dei monaci”.

A livello mondiale, l’agnocasto è noto con i nomi di Chasteberry, Chaste tree e Monk’s pepper.

Illustrazione agnocasto del 1800
Figura 1 – illustrazione della Vitex agnus castus risalente al 1832 [fonte: plantillustrations.org]

La pianta di agnocasto

Il Vitex agnus castus ha dimensioni variabili, che vanno da quelle di un classico arbusto aromatico fino ad un piccolo albero. La pianta ha origini balcaniche, cresce principalmente nell’area mediterranea e in alcune regioni dell’Asia centrale, in prossimità dei corsi d’acqua. Presenta lunghe guglie, che possono raggiungere anche diversi metri. Le foglie sono caratterizzate da una tipica forma palmata e sono ricoperte da una fitta peluria sulla pagina inferiore.

I fiori sono simili a pannocchie di color rosa (Fig.2), lilla o azzurro (Fig.3); i frutti sono piccoli e marroni e racchiudono i semi. Questi hanno un sapore forte, che ricorda appunto il pepe, mentre le foglie e i fiori emanano un aroma molto gradevole sia per l’uomo sia per gli insetti, in particolare api e farfalle.

Fiori di agnocasto rosa
Figura 2 – Fiori di agnocasto nella varietà “pink” [fonte: koju.de]
Primo piano di fiori di agnocasto
Figura 3 – Fiori di agnocasto nella varietà azzurra [fonte: The Spruce]

Composizione fitochimica dell’agnocasto

L’agnocasto è formato da una varietà di composti chimici bioattivi, i quali gli conferiscono importanti proprietà. Si tratta principalmente di metaboliti secondari, che la pianta produce come meccanismo di difesa. L’azione benefica dell’agnocasto sembra essere il risultato della sinergia tra i diversi componenti fitochimici di cui è costituito.

In particolare, i frutti, i fiori e le foglie contengono:

  • lattami
  • acidi grassi essenziali
  • alcaloidi
  • progestinici
  • flavonoidi
  • fenoli
  • terpeni
  • fitosteroli

Si tratta di composti chimici molto complessi, dalle proprietà antibatteriche e antimicrobiche, antistaminiche, antiossidanti, antinfiammatorie ed epatoprotettive.

Modalità di azione e benefici

Come già detto, la Vitex agnus castus ha una lunga storia come pianta terapeutica ed è considerata una delle erbe medicinali più benefiche, soprattutto per le donne.

Questa, infatti, riduce i sintomi della sindrome premestruale (PMS), diminuisce la produzione della prolattina e aiuta a regolare i livelli ormonali, smorzandone le oscillazioni. Inoltre, allevia sintomi della menopausa, attenuandone l’impatto, e, in generale, migliora la fertilità nelle donne.

I disturbi del ciclo mestruale sono spesso collegati ad una condizione di iperprolattinemia, in cui l’ormone prolattina viene prodotto in quantità maggiori rispetto al necessario. Il meccanismo di azione dell’agnocasto non è del tutto chiaro. L’ipotesi più accreditata è che i diterpeni contenuti nell’agnocasto agiscano come agonisti selettivi sul recettore dopaminergico D2, inibendo così il rilascio di prolattina. Si pensa, inoltre, che altri componenti, come i flavonoidi, possano agire sui recettori α e β degli estrogeni.

Andando a bilanciare i livelli ormonali, l’agnocasto permette di migliorare i disturbi tipici della PMS come irritabilità, mastodinia, acne, emicraniaritenzione idrica e compulsione alimentare.

Modalità di assunzione

Per beneficiare di tutte le proprietà dell’agnocasto, è possibile assumere questo fitoterapico in modalità e dosi differenti:

  • Sotto forma di infuso. Utilizzando 1 cucchiaio circa di semi tritati, lasciati in infusione per qualche minuto all’interno di una tazza d’acqua bollente. La dose consigliata è di 2-3 tazze al giorno.
  • Sotto forma di tintura madre (o estratto idroalcolico). In questo caso la dose giornaliera consigliata è di circa 100 gocce.
  • Sotto forma di integratori alimentari in compresse e pastiglie, prodotti a partire dall’estratto secco della pianta. Le dosi variano a seconda del produttore, ma generalmente si aggirano intorno ai 200-300 mg al giorno.

Effetti indesiderati e controindicazioni

Gli effetti negativi riscontrati durante l’assunzione di agnocasto sono per lo più lievi e reversibili. I più comuni sono sicuramente: nausea, mal di testa, disturbi gastrointestinali, affaticamento, menorragia, secchezza delle fauci, acne, prurito e rash cutaneo. Anche gli studi clinici condotti sugli uomini non hanno dimostrato la presenza di effetti indesiderati gravi.

Inoltre, il superamento delle dosi consigliate non sembra causare effetti visibili, a meno che non ci sia un’ipersensibilità individuale. I bugiardini degli integratori di agnocasto ne sconsigliano l’utilizzo contemporaneo a terapie ormonali, compresa la pillola anticoncezionale, ma anche durante la gravidanza, l’allattamento e in età pediatrica.

In generale, bisogna ricordare che si tratta di un prodotto fitoterapico e non di un medicinale. Ciò nonostante, la sua assunzione deve essere sempre intrapresa sotto parere medico.

Fonti

  • Alamoudi, Muna O., and Yousef F. Bakrshoom. “Vitex agnus castus and Some Female Disorders: A Review.” Agricultural Reviews 42.2 (2021): 209-214

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