Gli effetti positivi dei probiotici sull’acne

L’intestino e la pelle, organi densi di vasi sanguigni, svolgono una importante funzione immunitaria e sono strettamente collegati tra di loro. Diversi studi collegano la salute gastrointestinale e quella cutanea. Difatti, i disturbi gastrointestinali sono spesso accompagnati da manifestazioni cutanee ed il principale indagato sembra essere il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale: il nostro “alter genoma”

L’uomo è considerato un super-organismo il cui assetto genetico comprende sia il proprio genoma sia il genoma di tutti i microrganismi in esso residenti.

Nel corso dei millenni la simbiosi tra il “macro” e “micro” cosmo si è rafforzata diventando indispensabile l’uno per l’altro. Lo stato di equilibrio del microbiota intestinale è chiamato eubiosi, ma diversi fattori – alimentazione scorretta o cure farmacologiche prolungate – possono portarlo ad uno stato di squilibrio, chiamato disbiosi.

La condizione di disbiosi genera diversi disturbi come cattiva digestione, intolleranze alimentari o sviluppo di infezioni fungine, i quali possono evolvere in altri tipi di patologie che coinvolgono altri distretti o apparati lontani dal colon.

Acne vulgaris

E’ raro che un soggetto con disturbi intestinali abbia una pelle bella e luminosa, a sua volta è frequente che pazienti dermatologici soffrano di disturbi intestinali. E’ inevitabile quindi associare i due disturbi. L’acne vulgaris è un disturbo cronico della pelle che colpisce la maggior parte degli individui. Questa patologia è caratterizzata dalla formazione di comedoni, papule, pustole, noduli e\o cisti in seguito all’ostruzione e all’infiammazione dell’ unità pilo-sebacea (formata da stelo del pelo, follicolo pilifero, ghiandola sebacea e muscolo erettore del pelo). 

Figura 2 : soggetto con Acne vulgaris [Fonte dermatologyadvisor]
Figura 1 – soggetto con Acne vulgaris [Fonte dermatologyadvisor]

Eziologia 

L’acne è una malattia scatenata dall’interazione di diversi agenti che agiscono attraverso diversi meccanismi.

I principali sono 4:

  1. Disturbo della produzione di cheratina dell’epitelio follicolare; 
  2. Aumento della produzione di sebo dovuta ad un’aumentata attività delle ghiandole sebacee;
  3. Colonizzazione e attività del Cutibacterium acnes, batterio gram-positivo il quale risiede sulla microflora cutanea;
  4. Infiammazione e conseguenti reazioni immunologiche che riguardano i follicoli

Relazione microbiota intestinale-pelle

La condizione di disbiosi può avere un impatto negativo sulla funzione della pelle. Ad esempio, elevati livelli di fenolo libero e p-cresolo, prodotti di amminoacidi di origine animale, sono considerati biomarcatori di un ambiente intestinale disturbato. Questi prodotti possono accedere alla circolazione, accumularsi nella pelle, compromettendo la differenziazione epidermica e l’integrità della barriera cutanea. In effetti, livelli di p-cresolo elevati nel siero, sono associati ad una ridotta idratazione della pelle e una ridotta produzione di cheratina.

La disbiosi intestinale può causare, inoltre, una maggiore permeabilità epiteliale, la quale interrompe l’equilibrio tra cellule T effettrici e cellule T regolatorie. Le citochine prodotte in seguito a questo squilibrio, aumentano ulteriormente la permeabilità epiteliale creando un circolo vizioso di infiammazione sistemica cronica. 

La nuova terapia dell’acne: i probiotici 

Considerata la correlazione tra disbiosi e stato della pelle, l’integrazione di probiotici rappresenta un promettente trattamento dell’acne. I probiotici sono microrganismi viventi che, ingeriti in quantità adeguate, sono in grado di apportare un beneficio all’organismo.

Questi possono essere utilizzati sia a scopo preventivo, sia terapeutico per riportare il corpo in uno stato di equilibrio. Tra i microrganismi più frequentemente impiegati ricordiamo il Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium bifidum, L. bulgaricus e lieviti

Studi effettuati sull’uso di probiotici in soggetti con acne

L. acidophilus è uno tra i più importanti probiotici, stimola la digestione e l’assimilazione del cibo. L. acidophilusL. bulgaicus sono stati valutati in uno studio sulla supplementazione di probiotici. Lo studio è stato effettuato su 300 pazienti con acne, determinando un miglioramento di quest’ultima nell’80% dei soggetti, in particolare nei soggetti con lesioni infiammatorie. E’ stato valutato che il meccanismo d’azione di tali probiotici è quello di sopprimere C. acne attraverso la secrezione di proteine antibatteriche.

Anche il L. rhamnosus è stato valutato in uno studio pilota, dove il consumo di quest’ultimo per 12 settimane ha determinato una ridotta espressione del fattore di crescita IGF-1 e dei marcatori dello stress ossidativo. Di conseguenza, si è ipotizzato che i probiotici possano abbassare la glicemia e diminuire la proliferazione dei cheratinociti e delle ghiandole sebo. 

Conclusione

Grazie alle ultime ricerche scientifiche e studi clinici è stata dimostrata l’importanza del microbiota intestinale nell’omeostasi cutanea e nella patogenesi dell’acne. Infatti, il microbiota svolge un ruolo importante in dermatologia e funge da potenziale bersaglio per il trattamento per la cura della patologia in questione.

In particolare sotto forma di probiotici, i quali possono contribuire positivamente riducendo l’infiammazione, creando cosí un equilibrio ottimale di attivazione immunitaria e prevenendo la colonizzazione da parte di batteri patogeni. Difatti negli ultimi decenni, sugli scaffali delle farmacie e tra scrivanie mediche iniziano a farsi largo nuove terapie a base di probiotici per la cura dell’acne, migliorando così la “compliance” del paziente e il pensiero “skin positive“.

Fonti

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