Miracolo di Bolsena: merito di un batterio?

Bolsena, estate 1263. Nella basilica di S. Cristina, durante l’Eucarestia, avviene un fatto inspiegabile: l’ostia inizia a sanguinare, macchiando di rosso sia il marmo dell’altare che il corporale del sacerdote. 

Il miracolo di Bolsena viene immortalato 250 anni dopo da Raffaello nell’affresco “La Messa di Bolsena”, ubicato nei Musei Vaticani, mentre la reliquia si trova tutt’oggi nella cattedrale di Orvieto. 

Si tratta davvero di un miracolo? Oppure è possibile cercare e trovare una spiegazione naturale? E se fosse implicato un batterio?

Una volta considerato un saprofita innocuo, ossia un organismo che si nutre di materia organica morta o in decomposizione, Serratia marcescens è ora riconosciuto come un importante patogeno opportunista. Si tratta di un batterio Gram-negativo, implicato in una vasta gamma di infezioni nosocomiali, sia in pazienti adulti che pediatrici. La sua scoperta risale al 1819, quando Bartolomeo Bizio, decise di battezzare il genere Serratia in onore del fisico fiorentino Serafino Serrati. Mentre, il nome della specie, marcescens, è relativo al fatto che il batterio, dopo aver prodotto un pigmento rosso intenso (la prodigiosina), marcisce velocemente in una massa fluida mucillaginosa.

  •  Colonie del batterio Serratia marcescens coltivato a 28°C
  •  Colonie del batterio Serratia marcescens coltivato a 28°C

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Per ulteriori approfondimenti:

Serratia marcescens – Microbiologia Italia

Serratia e i miracoli sanguinanti – Microbiologia Italia

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Andrea Borsa

Appassionato di parassitologia. Trovo che i parassiti siano spesso poco considerati, perciò cerco di parlarne in modo da farveli vedere sotto una luce diversa.

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