I nuovi “test rapidi” per il coronavirus. Come funzionano?

Cosa sono?

Recentemente sono stati studiati e messi in commercio dei “test rapidi” per il nuovo coronavirus. Si tratta di test che sono in grado di rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM del virus SARS-CoV-2 in campioni umani di sangue intero (Figura 1).

Test rapido COVID-19 prodotto da BioMedomics
Figura 1 – Test rapido COVID-19 prodotto da BioMedomics

Si tratta di un test rapido a cassetta, è un test immunologico qualitativo su membrana, in grado quindi di rilevare la presenza degli anticorpi IgG e IgM del nuovo virus SARS-CoV-2 in campioni di sangue umano intero, ottenuto attraverso pungidito.

Questo test quindi si basa sulla ricerca delle immunoglobuline di classe G e di classe M, nel sangue umano.

Cosa sono le Immunoglobuline?

Le immunoglobuline (Figura 2) sono un’importantissimo componente del sistema immunitario. In particolare, sono proteine prodotte da determinate cellule, denominate “plasmacellule“. Queste plasmacellule producono le immunoglobuline quando l’organismo entra a contatto con agenti esterni che vengono riconosciute dal sistema immunitario come “estranei” (o non-self).

Struttura tridimensionale che descrive la tipica forma a Y di un'immunoglobulina
Figura 2 – Struttura tridimensionale che descrive la tipica forma a Y di un’immunoglobulina

Il sistema immunitario, di conseguenza, andrà a riconoscere gli antigeni di questi agenti esterni come antigeni estranei. Esistono cinque classi di immunoglobuline:

  • Immunoglobuline M (IgM)
  • Immunoglobuline G (IgG)
  • Immunoglobuline A (IgA)
  • Immunoglobulina D (IgD)
  • Immunoglobulina E (IgE)

Questo test si avvale soltanto delle IgG e delle IgM.

Differenza tra IgG e IgM

Le IgM vengono prodotte dall’organismo quasi immediatamente, quando si entra a contatto con un agente esterno (come batteri, virus e altri microrganismi). Forniscono la prima linea di protezione. La presenza di IgM ci indica quindi che vi è un infezione in corso e forniscono una protezione a breve termine.

Le IgG, invece, aumentano solo dopo qualche settimana, successivamente si ha una loro diminuzione che porta ad una stabilizzazione finale. Una caratteristica importante delle IgG è che l’organismo è in grado di conservarle e mantenere quindi una “memoria” di queste immunoglobuline.

Questa memoria viene “immagazzinata” e servirà nel caso in cui l’organismo entrerà nuovamente a contatto con lo stesso antigene. Se questo accade, il sistema immunitario sarà in grado di produrre un esercito di “cloni” in maniera molto rapida ed eliminare l’agente infettivo.

La presenza di IgG ci indica che siamo entrati a contatto con quel determinato antigene in precedenza poiché abbiamo conservato in memoria queste immunoglobuline. Le IgG forniscono, quindi, una protezione a lungo termine contro i microrganismi.

Come funziona il test rapido?

Principio

Il campione reagisce con le particelle rivestite dell’antigene del virus SARS-CoV-2 presente all’interno della cassetta del test. La miscela migra quindi verso l’alto sulla membrana cromatograficamente per azione capillare e reagisce con le IgG e le IgM antiumano nella zona della linea di test.

Pertanto, se il campione contiene anticorpi IgG SARS-CoV-2, comparirà una linea colorata nell’area della linea di test IgG, mentre se il campione contiene anticorpi IgM SARS-CoV-2, comparirà una linea colorata nell’area della linea di test IgM (Figura 3).

Il test darà quindi esito positivo.

Interpretazione dei risultati del test rapido COVID-19.
Figura 3 – Interpretazione dei risultati del test rapido COVID-19. Il risultato va sempre letto dopo 10 minuti.

Se, invece, il campione di sangue non contiene nè anticorpi IgG nè anticorpi IgM del virus SARS-CoV-2, nessuna linea colorata comparirà in nessuna delle aree delle rispettive linee di test, indicando un risultato negativo (Figura 3).

Un altro parametro importante è la presenza della linea colorata nell’area “C“, la quale indica il controllo e deve essere sempre presente. Se nessuna linea dovesse essere presente in quest’area, il test deve essere considerato invalido (Figura 3).

Come si esegue il test?

Il procedimento è molto semplice.

Intanto bisogna sempre ricordare di disinfettare il polpastrello, dove si intende eseguire l’iniezione (preferibilmente il dito medio), con alcol per evitare eventuali infezioni.

A questo punto si prende il pungidito sterile che ritroviamo nel kit e si preme contro il polpastrello del dito medio. Generalmente non si usa mai la prima goccia di sangue ma si fanno uscire alcune gocce prima di prelevarne una.

Con il contagocce in posizione verticale si raccoglie il sangue e si trasferisce 1 goccia di sangue intero sul pozzetto di raccolta del campione (S). Successivamente si aggiungono 2 gocce di buffer e si avvia il timer.

A questo punto si aspetta che una o più linee compaiano nelle varie aree della card. Il risultato va sempre letto dopo 10 minuti e non oltre i 20 minuti (Figura 4).

Procedimento del test COVID-19
Figura 4 – Procedimento del test Sars-CoV-2

Attendibilità del test

La domanda resta una: ci si può fidare di questi “test rapidi”? che attendibilità possiedono?

La cassetta del test rapido IgG/IgM COVID-19 prodotta da ScreenItalia, ad esempio, è stata confrontata con una PCR commerciale leader ed i risultati mostrano un’alta sensibilità e specificità (Figura 5).

Sensibilità e specificità della cassetta del test rapido IgG/IgM COVID-19 prodotta da ScreenItalia
Figura 5 – Sensibilità e specificità della cassetta del test rapido IgG/IgM COVID-19 prodotta da ScreenItalia

Il limite principale di un test del genere può risiedere nella tempistica. Ovvero, se questo test rapido viene eseguito in un tempo molto precoce al contagio si può andare in contro ad un falso negativo.

Ad esempio, un soggetto entrato a contatto con il SARS-CoV-2 da poco tempo può non aver ancora prodotto le IgM e quindi risulterà negativo al test rapido ma positivo al test del tampone. Quindi da questo punto di vista risulta essere più attendibile quest ultimo tipo di test.

Fonti:

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

3 commenti su “I nuovi “test rapidi” per il coronavirus. Come funzionano?”

  1. Attualmente questi test non hanno superato il vaglio della WHO e del CTS del Ministero della salute. Quindi non hanno attendibilità dimostrata.
    Inoltre le fonti citate non dimostrano l’attendibilità dei test ma parlano genericamente di SARS-Cov2. Potrebbe citare anche uno studio effettuato su questi kit che ne dimostri l’affidabilità? Grazie

    http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228#7

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