Quali sono i test per diagnosticare il nuovo coronavirus?

La situazione in Italia

Secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dalla Protezione Civile, aggiornati al 5 Marzo 2020 ore 17:00 (Figura 1), sono 3858 gli italiani positivi al test per il Coronavirus (SARS-CoV-2) di cui 414 guariti e dimessi dalle strutture ospedaliere, 1155 in isolamento domiciliare in quanto asintomatici o con sintomi relativamente lievi che non richiedono ospedalizzazione, 1790 ricoverati con sintomi, 351 in terapia intensiva e 148 deceduti.

Casi di COVID-19 in Italia
Figura 1 – Casi di COVID-19 in Italia

Con quali test si diagnostica il Coronavirus?

Al momento, il test più rapido ed efficiente per diagnosticare il coronavirus è quello di eseguire un tampone faringeo al paziente e successivamente sottoporre il materiale biologico così prelevato ad una amplificazione del materiale genetico.

In particolare, la diagnostica prevede due PCR: dapprima si effettua la RT-PCR (Reverse Transcriptase PCR), dal momento che il virus ha un genoma a RNA (+). Successivamente, sui cDNA ottenuti, si effettua la Real Time PCR che ha valenza diagnostica vera e propria.

La Real time PCR è molto utile in quanto amplifica e quantifica contemporaneamente il DNA.

Tuttavia, non tutti gli ospedali italiani sono ancora in grado di eseguire la diagnosi per il SARS-CoV-2. Infatti i tamponi vengono conservati ad una temperatura adatta (di circa +4 °C) e trasportati entro 24 ore ai laboratori di virologia specializzati per il SARS-CoV-2, come quelli che si trovano all’ospedale Sacco di Milano, allo Spallanzani di Roma e all’ospedale San Matteo di Pavia.

Chi si deve sottoporre al tampone?

Chiunque sia rientrato dalla Cina durante o poco dopo lo scoppio del focolaio di COVID-19, anche se non presenta sintomi, è invitato a farlo presente al Numero di pubblica utilità (1500). Inoltre, dati gli ultimi eventi, anche chi ha soggiornato o ha trascorso un periodo nei comuni italiani interessati da numerosi casi di COVID-19, in particolare:

Per la REGIONE LOMBARDIA, i comuni:

  • Bertonico;
  • Casalpusterlengo;
  • Castelgerundo;
  • Castiglione D’Adda;
  • Codogno;
  • Fombio;
  • Maleo;
  • San Fiorano;
  • Somaglia;
  • Terranova dei Passerini;

Per la REGIONE VENETO, il comune di .

Tuttavia, anche in Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Campania, Toscana, Sicilia, Lazio ed in altre regioni sono stati riscontrati casi positivi quindi chiunque abbia avuto contatti con sospetti casi positivi è comunque invitato a farlo presente.

Recentemente sono stati attivati dei numeri verdi regionali per l’emergenza coronavirus. Ovvero:

  • Basilicata: 800 99 66 88 
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte: 800 333 444
  • Provincia autonoma di Trento: 800 86 73 88
  • Puglia: 800 713 931
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Trentino Alto Adige: 800 751 751
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 46 23 40

Come funziona il test del tampone?

Per prima cosa viene effettuato il tampone faringeo. Un bastoncino che presenta del cotone ad una estremità, come un cotton-fioc, ma più lungo per poter facilmente raggiungere la gola, viene strofinato qualche volta a livello delle tonsille, delle mucose e della faringe in maniera da intrappolare microrganismi, cellule contaminate ed essudato (Figura 2).

Come si esegue un tampone faringeo
Figura 2 – Come si esegue un tampone faringeo

A questo punto, su questo materiale viene eseguita la RT-PCR. Come funziona?

Le molecole di RNA vengono convertite nelle loro sequenze di DNA complementare (cDNA) mediante trascrittasi inverse, seguite dall’amplificazione del cDNA appena sintetizzato mediante procedure PCR standard.

Quindi il materiale genetico del virus (se presente) viene estratto dal campione e viene copiato molte volte, così da evidenziarlo. A questo punto, si procede andando a ricercare alcune porzioni note specifiche del materiale genetico del SARS-CoV-2. Se queste porzioni vengono ritrovate nel campione, allora il test risulterà positivo. In caso contrario, sarà negativo.

Perché ci sono i falsi positivi?

A volte, si rende necessario eseguire il tampone più di una volta e questo può avvenire per diversi motivi. Uno di questi è che la quantità di materiale biologico prelevato può risultare poca o insufficiente oppure perché la carica virale può risultare bassa. Inoltre, esiste sempre il rischio di contaminazione, la quale può avvenire durante l’esecuzione del test oppure durante la conservazione/trasporto del materiale.

Quindi tutte queste motivazioni possono portare ad un risultato non attendibile.

Salvatore Gemmellaro

Fonte:

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

4 commenti su “Quali sono i test per diagnosticare il nuovo coronavirus?”

  1. Buongiorno, lo sapete che anche la Sardegna è una regione dello stato italiano e che il numero verde attivato è: 800 311 377. potete trovarlo tranquillamente anche sul sito dell’ISS.

    Rispondi
  2. Egregio Dott. Gemmellaro,
    sono Claudio Basile insegnante tecnico pratico di microbiologia.
    La ringrazio per questo articolo, nozioni preziosissime per il mio lavoro. Infatti l’argomento COVID-19 volevo trattarlo con i miei ragazzi da una prospettiva che riguardi gli aspetti tecnico pratici, del tipo dove si semina? come si isola? come si effettua il campionamento?
    Lei può darmi una mano a riguardo?
    Inoltre può indicarmi portali, siti, forum o qualsiasi cosa del genere che sia “affidabile”?
    Non vorrei che i ragazzi facessero raccolta di fake news e nozioni del tutto errate, di quelle già ne sono travolti quotidianamente.
    Grazie anticipatamente e distinti saluti,
    Claudio Basile

    Rispondi
    • Gentile Prof. Basile,

      Mi scriva tutto quello che desidera approfondire nella mia email (salvo.gemmellaro@libero.it). Sarò felice di fornirle tutto il materiale di cui ha bisogno.

      Cordialmente,

      Salvatore Gemmellaro.

      Rispondi

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