Issyk-Kul, il virus a origine zoonotica compare per la prima volta in Europa

Issyk-Kul per la prima volta in Europa

Mentre SARS-CoV-2 continua a mietere vittime, un virus poco diffuso sembra comparire in Europa per la prima volta. Isolato nel 1970 dal pipistrello Nyctalus noctula in Kirghizistan e successivamente in Tagikistan, il virus Issyk-Kul non era mai comparso in Europa prima d’ora.

Il virus Issyk-Kul

Issyk-Kul è un virus a RNA a singolo filamento appartenente all’ordine Bunyavirales e alla famiglia Nairoviridae (Fig. 1).

I Nairovirus sono trasmessi principalmente dalle zecche (delle famiglie Ixodidae e Argasidae) e infettano successivamente uccelli, piccoli mammiferi (pipistrelli, roditori, lagomorfi) e ungulati.

Talvolta, le infezioni da Nairovirus si estendono all’uomo, causando malattie che possono variare da mal di testa o febbre lieve a febbre emorragica.

Orthonairovirus della famiglia Nairoviridae
Figura 1 – Orthonairovirus della famiglia Nairoviridae
Fonte immagine: wikipedia.org

Il virus della febbre emorragica della Crimea-Congo (CCHFV) è considerato il Nairovirus più significativo e, dalla sua scoperta nel 1944, sono stati segnalati oltre 5000 casi; possiede infatti un tasso di mortalità del 30% (Fig. 2).

Invece, la Nairobi sheep disease (NSD) è una patologia di interesse veterinario causata da gastroenterite emorragica in pecore e capre in Africa e in Asia con tassi di mortalità fino al 90%.

 zecca del genere Hyalomma, responsabile della febbre emorragica della Crimea - Congo
Figura 2 – zecca del genere Hyalomma, responsabile della febbre emorragica della Crimea – Congo
Fonte immagine: wikipedia. org

Lo studio sul virus comparso per la prima volta in Europa

Lo studio, condotto da Annika Brinkmann et al. e riportato sulla rivista scientifica Nature, ha permesso l’identificazione del nuovo ceppo PbGER (ISKV PbGER) in Germania.

Per lo studio sono stati analizzati 12 pipistrelli Eptesicus nilssonii che mostravano alterazioni istopatologiche. Successivamente, mediante ricostruzione filogenetica e confronto con il ceppo di riferimento, è stato possibile identificare il genere e la specie del virus in esame. Ben nove pipistrelli su dodici si sono rivelati infetti da ISKV PbGER.

Il virus ISKV PbGER è stato trovato prevalentemente nel fegato, milza e tessuti polmonari dei rispettivi pipistrelli, indicando un’infezione sistemica dei pipistrelli.

Eptesicus nilssonii: il pipistrello serbatoio del virus

A causa della numerosità delle colonie e grazie al loro forte e resistente sistema immunitario, i pipistrelli sono serbatoi naturali di numerosi agenti patogeni.

Eptesicus nilssonii (Fig. 3), in particolare, è un pipistrello di piccole dimensioni, caratterizzato da una pelliccia densa e lunga. Questa specie è diffusa nell’Ecozona paleartica, che include l’Europa, l’Asia a nord dell’Himalaya, l’Africa settentrionale e la zona nord e centrale della penisola arabica. Vive in diversi tipi di habitat, dalle zone desertiche alla taiga e boschi di conifere fino a 2.300 metri di altitudine.

In Italia è stato ritrovato soltanto nelle zone alpine del Trentino-Alto Adige e della Lombardia.

In inverno, da novembre fino ad aprile, entra in ibernazione e si nasconde nelle soffitte e nelle abitazioni fino a quando, durante l’estate, le femmine danno alla luce uno o due piccoli alla volta.

pipistrello Eptesicus nilssonii, serbatoio del nuovo ceppo virale ISKV PbGER
Figura 3 – pipistrello Eptesicus nilssonii, serbatoio del nuovo ceppo virale ISKV PbGER
Fonte immagine: wikipedia.org

Possibili implicazioni per l’uomo

I risultati descritti dallo studio mostrano ancora una volta l’importanza di approfondire lo studio dei virus sconosciuti, potenzialmente causa di malattie nell’uomo. Infatti, così come SARS-CoV-2 e molti altri virus trasmessi dai pipistrelli, il virus ISKV PbGER potrebbe trasmettersi all’uomo attraverso il salto di specie.

Infatti, secondo quanto precedentemente riportato il virus Issyk-Kul può causare focolai febbrili sporadici negli esseri umani con mal di testa, mialgia e nausea.

Ciononostante, le notizie sono ancora poche per poter considerare il virus Issyk-Kul come una nuova minaccia reale per l’uomo e, come al solito, la scienza necessita del giusto tempo per approfondire gli studi, nell’ottica di un ampliamento della conoscenza virologica in generale.

Elena Panariello

Fonti

Un commento su “Issyk-Kul, il virus a origine zoonotica compare per la prima volta in Europa”

  1. Buonasera, articolo interessante ma vi sono alcune inesattezze dire ad esempio che il sistema immunitario dei pipistrelli è forte e resistente è quanto più lontano dalla realtà anzi tutti i chirotteri hanno un sistema immunitario molto debole e poco reattivo per quello convivono senza avere danni con molti agenti patogeni tra cui i virus

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