Una nuova speranza dall’Italia: plasma dei pazienti guariti come possibile cura

La situazione Nazionale

Di questi tempi, in cui l’Italia tutta è in una sorta di quarantena e finalmente la popolazione inizia a comprendere la gravità della situazione sanitaria Nazionale ed Internazionale, una nuova cura al plasma sembra portare a risultati concreti.

medico visita paziente malato
Figura 1 – Paziente cinese malato di COVID-19

Farmaci utilizzati in precedenza

Negli ospedali di tutta la Nazione, così come nel mondo, sono stati usati in queste settimane dei farmaci antivirali risultati efficaci nel trattamento di patologie quali Ebola, AIDS o MERS. E’ il caso del farmaco Remdesivir, risultato in passato valido contro il trattamento del virus della Mers. Erano inoltre in fase di sperimentazione in vitro o direttamente su pazienti, altre tipologie di molecole, tra cui un anti-malarico, denominato Clorochina. Esso iniziò a dare i suoi frutti negli anni ’20, e funzionava inibendo l’assemblamento di proteine virali che impedivano sostanzialmente la replicazione del virus.

fiale contenenti plasma e sangue
Figura 2 – Campioni prelevati da pazienti guariti da COVID-19

Oltre ad esso, era stato preso in considerazione, e distribuito gratuitamente in casi gravi, il farmaco contro l’artrite reumatoide Tocilizumab. Tale molecola infatti, utilizzando la sua attività antinfiammatoria sulla polmonite severa, in uno o due giorni apportava grossi miglioramenti nei pazienti.

test di laboratorio
Figura 3 – Scienziato che lavora alla cura contro il coronavirus

Una nuova cura

Attualmente però, si sta lavorando su una linea totalmente diversa. Determinante è stato l’aiuto di medici e scienziati giunti dalla Cina per collaborare con le entità sanitarie nazionali, che hanno infatti importato medicinali e plasma per sviluppare nuove cure.

arrivo dei medici cinesi
Foto 4 – Medici e scienziati cinesi giunti in Italia per aiutare nella ricerca

La nuova terapia si basa sul prelievo di plasma da pazienti guariti da COVID-19 e sull’infusione di esso in pazienti infetti. Esso infatti conterrebbe alte concentrazioni di anticorpi in grado di sconfiggere il virus, ed una volta iniettato nei pazienti infetti porterebbe a rilevanti miglioramenti.

Da Mantova arrivano le informazioni sulla cura al plasma

Così decreta infatti Massimo Franchini, direttore del dipartimento di immunoematologia e medicina trasfusionale dell’ospedale mantovano Carlo Poma:

“Nelle gravi epidemie virali per le quali non esistono terapie consolidate l’Organizzazione mondiale della sanità ammette l’utilizzo del plasma da pazienti guariti per la cura dei malati. Il plasma prelevato contiene infatti alte concentrazioni di anticorpi in grado di distruggere il virus. Questo tipo di terapia, già impiegata ad esempio per Sars ed Ebola, si sta tentando anche per il nuovo coronavirus”.

Foto dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova
Figura 5 – Foto dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova

E’ proprio a Mantova infatti che è stato dato il via alle procedure di prelievo del plasma dai pazienti guariti, che ovviamente verranno sottoposti a molteplici controlli preliminari. I pazienti con alte difese immunitarie al virus verranno dunque sottoposti ad almeno due tamponi a distanza di un giorno, i quali dovranno risultare tutti negativi, prima di procedere.

 “L’Azienda socio-sanitaria territoriale di Mantova farà parte di questo studio multicentrico regionale. Il progetto è già in fase avanzata, si attende il nulla osta conclusivo per passare al trattamento dei primi casi”.

Così conclude Massimo Franchini, dando delle chiare certezze alla stampa e alla popolazione.

Il ruolo del Policlinico San Matteo nella nuova terapia

medici all'ospedale di pavia
Foto 6 – Personale medico lavora al Policlinico San Matteo

In realtà, pare che tale sperimentazione abbia origine dal Policlinico San Matteo di Pavia. Fausto Baldanti però, responsabile del laboratorio di virologia molecolare, preferisce ribadire che pur prospettandosi una possibilità di vittoria scientifica, si tratta di un progetto appena iniziato:

“La possibilità è concreta, ma sono ancora idee in una fase embrionale. Proprio perché siamo ancora in una fase di progettazione non vogliamo discuterne i dettagli”.

La risposta della popolazione

La peculiarità di questo periodo, paragonato plurime volte dai media come un periodo “di guerra”, è ormai indubbia. L’Italia, essendo il secondo Paese con più casi di COVID-19 dopo la Cina, ne sta soffrendo, ma tale situazione sta contemporaneamente portando ad una maggiore consapevolezza di massa.

Messaggi di speranza, applausi e flashmob in tutta Italia stanno infatti riunendo la popolazione in questo momento di difficoltà. Tutta la solidarietà va ai medici, agli infermieri e tutto il personale sanitario che lavora senza sosta per salvare vite umane. Le restrizioni poste dal Presidente Conte sono dure, ma gli italiani sembrano comprenderle ed attenersi ad esse, grazie alle quali si spera dunque in un calo drastico dei contagi.

Fonti:

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