Cannabis al posto degli antibiotici: l’esperimento sui polli thailandesi

Cannabis e antibiotici: quale correlazione?

La cannabis e i polli. Questa pianta è nuovamente oggetto di studio per un suo eventuale utilizzo negli allevamenti di polli al posto degli antibiotici (Figura 1). La notizia che arriva dalla Thailandia desta curiosità, molte domande e un dibattito assicurato.

Galline che si cibano in un allevamento - Cannabis antibiotici
Figura 1 – Galline intente a pasteggiare con della verdura. In un allevamento thailandese, la cannabis potrebbe essere aggiunta al cibo per la cura e la prevenzione di malattie aviarie
[Fonte: thenews.sg]

Una nuova frontiera della cannabis terapeutica

L’utilizzo massivo di antibiotici per prevenire malattie negli allevamenti è una questione delicata. La resistenza dei microrganismi, la salute dei volatili, la qualità della carne rappresentano solo alcuni dei problemi di natura etica e pratica che possono presentarsi.

La cannabis, che viene spesso suggerita come soluzione di tanti problemi, è in questo senso oggetto di diversi studi; uno in particolare sta avendo dei risvolti molto interessanti

A Lampang, nel Nord della Thailandia, un gruppo di allevatori ha ottenuto dal governo il permesso di utilizzare la cannabis, sfruttandone i principi attivi, per curare i polli dei propri allevamenti, colpiti da un’epidemia di bronchite aviaria.

La Thailandia è sempre stato un paese proibizionista in tema di droga. Soltanto di recente ha alleggerito le pene verso il possesso e il consumo di marijuana. A Gennaio 2022, infatti, è stata approvata la depenalizzazione ed è consentito l’utilizzo a scopo medico. Per quello ricreativo, in realtà, rimane una zona d’ombra tra la depenalizzazione e la linea dura, che più volte ha colpito degli ignari turisti.

In questo contesto, un gruppo di agricoltori (che già possedeva la licenza per la coltivazione di piante di cannabis), ha ottenuto l’autorizzazione a sperimentare questa nuova cura. La richiesta è arrivata dopo che un focolaio di bronchite aviaria aveva devastato i loro allevamenti. Il pollame si ammalava e moriva nonostante il previo utilizzo di antibiotici.

La prova

L’esperimento sta coinvolgendo oltre un migliaio di polli a cui sono state somministrate dosi variabili di cannabis. Gli allevatori hanno proceduto in diversi modi: sminuzzando e mescolando le foglie direttamente nel mangime o mettendo in infusione la cannabis nell’acqua.

Questo esperimento è stato seguito con attenzione dalla Prof.ssa Chompunut Lumsangkul, del dipartimento di scienze animali dell’Università pubblica di Chiang Mai (Figura 2).

Facoltà di cienze alla Chiang Mai university - Cannabis antibiotici
Figura 2 – Veduta aerea della Facoltà di Scienze alla Chiang Mai University [Fonte:science.cmu.ac.th]

Con il suo team, Chompunut ha monitorato i livelli di THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e di CBD (cannabidiolo), cercando di stabilire le dosi adatte per mantenere i polli in condizioni normali e svilupparne al contempo il sistema immunitario. Quindi, ha tenuto sotto controllo l’allevamento, osservando se la cannabis avesse qualche effetto sulla crescita, sullo stato di salute e sulla qualità della carne e delle uova.

Prime annotazioni

I risultati devono ancora essere pubblicati, ma gli scienziati hanno già avuto modo di osservare una netta diminuzione di casi di bronchite all’interno del gruppo di polli sottoposti al trattamento.

Inoltre, hanno osservato che la qualità della carne, sia nella consistenza che nella composizione (tenendo quindi conto del contenuto di proteine, grassi e acqua) sembrerebbe addirittura migliore nei polli trattati con cannabinoidi rispetto al gruppo di controllo.

Queste prime conclusioni fanno ben sperare. Che la cannabis sia in grado di ridurre la domanda di antibiotici da parte degli allevatori, come ha dichiarato Chompunut, è già più di un’ipotesi.

Non è ancora del tutto chiaro il meccanismo alla base di questo effetto benefico. In qualche modo i principi attivi in esame hanno stimolato il sistema immunitario e portato ad un miglioramento dell’equilibrio intestinale degli animali. Il tutto ha quindi comportato un maggior benessere fisico.

Serviranno ulteriori studi per poter effettivamente affermare che la cannabis può sostituire gli antibiotici nell’allevamento dei polli. Ma è di vitale importanza capire se è davvero così e se il tutto è applicabile ad altre specie animali, anche in modo da ridurre al più presto i rischi connessi ai fenomeni di antibiotico-resistenza.

Il prossimo step

Il team di ricercatori è ovviamente già al lavoro sui passaggi successivi dello studio. Il programma del gruppo di ricerca è quello di aumentare le dosi degli estratti della cannabis per valutare nuovamente l’impatto sulla salute e la protezione dalle malattie.

Naturalmente, c’è attenzione anche verso il consumatore. Gli scienziati assicurano che al momento non è stata rilevata alcuna traccia di cannabinoidi nella carne dei polli e nemmeno nelle uova. Per cui, se qualcuno ha pensato di ottenere un prodotto che sposasse insieme le esigenze gastronomiche e quelle ricreative, rimarrà probabilmente deluso. Meglio affidarsi alle ricette della tradizione. 

Fonti

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