Chlamydophila psittaci

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Chlamydophila psittaci è un batterio, agente eziologico della psittacosi. Il termina psittacosi deriva dal greco “psittakos” che significa pappagallo, dal momento che questo batterio infetta questo ed altri uccelli; l’infezione è anche una importante zoonosi, cioè, può essere trasmessa dagli uccelli all’uomo.

Caratteristiche

Le clamidie sono batteri Gram negativi, di forma sferica od ovoidale, parassiti endocellulari obbligati, dotati di un ben definito ciclo riproduttivo nel citoplasma delle cellule ospiti; questi microrganismi presentano caratteristiche comuni sia ai batteri che ai virus; la moltiplicazione per scissione binaria, la co-presenza di RNA e DNA e la sensibilità agli antibiotici sono caratteristiche proprie dei batteri. Il parassitismo obbligato, proprio dei virus, è determinato dall’incapacità delle clamidie di sintetizzare i nucleosidi fosfati ad alta energia, oltre che diversi amminoacidi. Il nome ” clamidia” si riferisce ad una peculiare struttura superficiale di questi microrganismi, cioè un “mantello” con caratteristiche molto simili alla membrana esterna dei batteri gram-negativi. Questo batterio ha un peculiare ciclo vitale, definito ciclo dimorfico (Fig.1), caratterizzato dall’alternanza di due unità morfo-funzionali ben distinte: corpo elementare (EB) e corpo reticolare (RB). Il primo è piccolo (200-300 nm), rotondo, con citoplasma denso e compatto e rappresenta la forma infettante. Il corpo reticolare è più grande (600-1000 nm), il citosol meno denso, è metabolicamente attivo, si moltiplica per scissione binaria e rappresenta la forma non infettante.

Ciclo vitale della C. psittaci
Figura 1Ciclo vitale della C. psittaci

Filogenesi

DominioProkaryota
RegnoBacteria
PhylumChlamydiae
ClasseChlamydiae
OrdineChlamydiales
FamigliaChlamydiaceae
GenereChlamydophila
SpecieChlamydophila psittaci

Morfologia delle colonie

La coltivazione della Chlamydopila psittaci può avvenire nelle cellule di rivestimento del sacco vitellino di uova di embrione di pollo o anche tramite linee cellulari di mammiferi, generalmente ricorrendo a linee McCoy, BHK21; possono essere utilizzati anche fibroblasti di pecora. Le clamidie nelle colture cellulari inducono:

  • Formazione di placche;
  • Comparsa di inclusioni citoplasmatiche (Fig.2).
Inclusione di C. psittaci nelle cellule ospiti dopo la colorazione con Giemsa. Il corpo di inclusione è più scuro del citoplasma della cellula ma più chiaro del nucleo cellulare, che appare nero / viola.
Figura 2 Inclusione di C. psittaci nelle cellule ospiti dopo la colorazione con Giemsa. Il corpo di inclusione è più scuro del citoplasma della cellula ma più chiaro del nucleo cellulare, che appare nero / viola

Patogenesi

La psittacosi ha un tempo d’incubazione variabile, può andare dai 5 ai 69 giorni.
Il quadro sintomatologico dipende dalla gravità dell’infezione: le psittacosi gravi possono provocare sintomi simili a una polmonite; le forme lievi o moderate, invece, possono causare manifestazioni simili a quelle di un’influenza. Chlamydophila psittaci puo’, quindi, dare i seguenti sintomi:

  • Febbre
  • Brividi
  • Tosse
  • Difficoltà respiratorie (nei casi più gravi)
  • Senso di debolezza
  • Sangue dal naso
  • Dolore muscolo-articolari
  • Nausea e vomito
  • Diarrea
  • Mal di testa
  • Sudorazione eccessiva
  • Intolleranza alla luce
  • Macchie rosacee, dette anche “macchie di Horder

Nell’uomo il batterio si trasmette generalmente per inalazione da escrementi secchi, urina o secrezione respiratorie di uccelli, quindi la maggior parte delle infezioni derivano dal contagio attraverso uccelli portatori. La trasmissione della malattia da persona a persona è invece rara. Alcune categorie professionali sono più a rischio di contagio:

  • veterinari
  • allevatori
  • lavoratori degli zoo
  • lavoratori di negozi di animali domestici
  • personale addetto alla manipolazione del pollame

Metodi di identificazione

Esistono due tipi di approccio alla diagnosi della psittacosi, il primo consiste nella rilevazione diretta e nell’identificazione dell’agente in tessuti, tamponi, organi. Il secondo comprende i controlli sierologici da campioni di sangue per rilevare la presenza di anticorpi anti-clamidia; i test che si possono utillizzare sono: Fissazione Del Complemento, Enzyme-Linked Immunosorbent Assay (ELISA). Quanto all’isolamento, come detto precedentemente, si utilizzano le uova embrionate SPF di pollo e le linee cellulari; quelle più utilizzate sono BMG (Buffalo Green Monkey), ma anche McCoy, HeLa, Vero, L929. Le linee cellulari vengono inoculate, incubate a 37°C per 2-3 giorni e successivamente fissate in metanolo. La presenza di clamidia può essere confermata da tecniche di immunofluorescenza diretta, mediante l’aggiunta nel monostrato infetto di siero anti-clamidia coniugato con fluoresceina, ma anche da metodi di colorazione come Giemsa o Gimenez. Le inclusioni di clamidia appaiono di colore verde chiaro fluorescente alla luce ultravioletta (Fig.3).

 Inclusioni di C. psittaci evidenziate mediante immunofluorescenza diretta
Figura 3 Inclusioni di C. psittaci evidenziate mediante immunofluorescenza diretta

Terapia

L’infezione da Chlamydophila psittaci si tratta con antibiotici, in particolare con tetracicline (doxiciclina e tetraciclina cloridrato) e con cloramfenicolo palmitato. Il trattamento deve durare circa 2-3 settimane, anche se i primi miglioramenti si hanno già dopo appena 48-72 ore.

Aspetti medico veterinari

La possibilità che un pappagallo infettato sviluppi la malattia, e se in forma grave o meno dipende da tanti fattori; ad esempio, gli uccelli giovani sono maggiormente suscettibili a contrarre la malattia in forma grave e morire, mentre alcune specie sono più sensibili come il cenerino, che muore facilmente, al contrario calopsitte e amazzoni sono più resistenti. L’infezione, se in forma latente, può essere esacerbata da forme di stress: vendita, cambio di ambiente, alimentazione scadente, malattie concomitanti. Una volta guarito, un pappagallo può infettarsi ed ammalarsi nuovamente. I soggetti infetti asintomatici possono eliminare le clamidie nell’ambiente per molto tempo, anche tutta la vita, infettando altri animali (uomo compreso).

I sintomi sono variabili e mai specifici; in genere il pappagallo ammalato presenta:

  • abbattimento
  • penne arruffate
  • occhi socchiusi
  • inappetenza
  • dimagramento e perdita di peso
  • congiuntivite e scolo dalle narici
  • urine verdi
  • diarrea color verde brillante

La diagnosi non è facile, sebbene esistano diversi test; il problema consiste nel distinguere un animale che ha avuto contatto con il batterio, pur non essendo ammalato, da uno che ha la malattia in atto. Uno dei test più attendibili per trovare la clamidia in un pappagallo è la PCR (che individua il DNA del batterio) a partire da un tampone della congiuntiva oculare o della cloaca.

La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici specifici, le tetracicline, per iniezione o per bocca secondo la gravità delle condizioni cliniche. 

Fonti

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