Crema di batteri per una cute in salute

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ll ruolo principale della pelle è quello di fungere da barriera fisica, proteggendo il nostro corpo da potenziali assalti da parte di organismi estranei o sostanze tossiche. Essendo la pelle a diretto contatto con l’ambiente esterno, questa é colonizzata da una popolazione di microrganismi, nota come microbiota. L’insieme di batteri, funghi e virus presenti sulla pelle varia da individuo ad individuo. I fattori responsabili della variabilità del microbioma cutaneo sono compresi solo parzialmente, ma recenti dati scientifici suggeriscono che I fattori genetici e ambientali svolgono un ruolo importante.

epidermide batteri
Figura 1 – Rappresentazione di vari microrganismi sulla pelle (Byrd A.L et al., 2018).

I batteri della cute: amici o nemici?

Intorno al 1680 Anthoni van Leeuwenhoek utilizzò per la prima volta un microscopio per rilevare i batteri in un campione prelevato dai propri denti. A quel tempo, questi batteri erano ancora chiamati “piccoli animali”. I primi lavori sulla flora batterica della pelle furono pubblicati nel 1950.

Nel 1975 Albert Kligman rivolse la sua attenzione all’argomento e insieme a J. Leyden, pubblicò i dati sui cambiamenti nella flora batterica del viso in base all’età. La carica batterica risulta essere più elevata nell’infanzia primaria rispetto all’infanzia secondaria. Durante la pubertà, continua ad aumentare la quantitá di microrganismi che, raggiungono il loro massimo durante l’ età adulta e rimangono costanti fino alla vecchiaia quando si verifica un calo di questi ultimi. Tali cambiamenti sembrano essere correlati alla produzione di sebo. All’epoca, l’attenzione si concentrava principalmente sull’eliminazione o riduzione dei microrganismi nella cute; i batteri erano visti più come nemici che come amici.

E’ ormai scientificamente provato che un microbiota cutaneo in equilibrio contribuisce alle funzioni fisiologiche della pelle, proteggendo quest’ultima da diverse patologie infiammatorie, metaboliche e allergiche.

Il progetto “Human Microbiome”

Mentre il microbioma intestinale è stato ampiamente studiato, ci sono voluti altri 10 anni affinché il microbioma cutaneo diventasse un argomento diffuso. Una svolta è arrivata nel 2007 con l’avvio del progetto “Human Microbiome” dedicato allo studio del microbioma della pelle e del cuoio capelluto. Ad oggi, oltre 1000 specie di batteri e 80 diverse specie di funghi sono stati identificati sulla pelle, con ancora ricerche in corso. La maggior parte dei microrganismi cutanei si trova negli strati superficiali più esterni dell’epidermide e nel sito dei follicoli piliferi.

Qual’è l’effetto dei cosmetici sul microbiota cutaneo?

Il mantenimento di un microbiota cutaneo ben bilanciato è di fondamentale importanza nello sviluppo di nuovi prodotti per la cura della pelle dedicati ad una efficace igiene quotidiana.

Alcuni prodotti base per la cura della pelle sono in grado di proteggere la cute, prevenendo ad esempio, la disidratazione della pelle (pelle secca) che favorisce la crescita di batteri stafilococchi potenzialmente invasivi.

Proprio come i probiotici (batteri vivi con benefici per la salute) sono stati utilizzati negli alimenti per rigenerare la flora batterica gastrointestinale, allo stesso modo, c’è oggi un interesse nell’uso di batteri vivi anche nello sviluppo di nuove formulazioni per il benessere della cute. Un recente studio ha dimostrato infatti come la somministrazione per via topica del batterio vivo Lactobacillus reuteri, abbia non solo migliorato una risposta infiammatoria indotta da raggi UV, riducendo I livelli di molecule pro-infiammatorie, ma abbia anche svolto una azione anti-microbica contro i batteri patogeni della pelle (Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenes M1, Cutibacterium acnes AS12, Pseudomonas aeruginosa). 

L’aggiunta di “batteri buoni” nei prodotti per la cura della pelle é soggetto di studio e interesse per le aziende cosmetiche. Sono sempre di piú le evidenze che suggeriscono l’uso di probiotici per rinforzare l’ecosistema batterico cutaneo e per mantenerlo sano ed in equilibrio.

Fonti

  • Gilbert, Jack A., et al. “Current understanding of the human microbiome.” Nature medicine 24.4 (2018): 392.
  • Evans, Charles A., et al. “Bacterial flora of the normal human skin.” Journal of Investigative Dermatology 15.4 (1950): 305-324.
  • Leyden, James J., et al. “Age-related changes in the resident bacterial flora of the human face.” Journal of Investigative Dermatology 65.4 (1975): 379-381.
  • Khmaladze, I., Butler, É., Fabre, S., & Gillbro, J. M. (2019). Lactobacillus reuteri DSM 17938—A comparative study on the effect of probiotics and lysates on human skin. Experimental dermatology, 28(7), 822-828.

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