La microbiologia del 2019: un resoconto soddisfacente

Tra le top 10 di Science 2019 ci sono 3 scoperte in microbiologia

Festeggiamenti microbiologici di fine anno

Eccoci, siamo agli sgoccioli del 2019 e, come da tradizione, i media ci riempiono dei bilanci più o meno soddifacenti di fine anno. E, ovviamente il team di Microbiologia Italia non poteva essere da meno.

In questo articolo passeremo in rassegna i migliori traguardi scientifici del 2019 nell’ambito della microbiologia. Si tratta di 3 eventi nominati tra le notizie top 10 del 2019 dalla prestigiosa rivista scientifica Science, insieme ad altri raggiungimenti altrettanto rilevanti in altre aree di ricerca, dall’astronomia, all’astrofisica, la robotica e la medicina.

Geni eucariotici negli Archea suggeriscono una nuova classificazione sistematica

Il 2019 è stato un anno davvero peculiare per la microbiologia, dal momento che una recente scoperta potrebbe ribaltare la classica organizzazione sistematica degli organismi viventi nei tre domini: Batteri, Archea ed Eucarioti.

Dopo 12 anni di sforzi, infatti, un gruppo di ricerca giapponese è riuscito a sequenziare il genoma dell’unico organismo Archea che sia stato possibile coltivare in laboratorio. Il protagonista è un ceppo di Prometheoarchaeum syntrophicum, un membro del riconosciuto gruppo microbico degli Asgard, appartenenti alla branca degli Archea (Figura 1). Questo organismo, che normalmente vive presso sedimenti di acque profonde o in ambienti altrettanto estremi, sembra contenga, nel suo genoma, geni eucariotici.

Immagine al microscopio elettronico di Asgard archea
Figura 1 – Immagine al microscopio elettronico di Asgard archea.

Si tratta di una scoperta che ribalterebbe il classico trio Batteri, Eucarioti ed Archea e convertirebbe gli Eucarioti in una sottobranca degli Archea. Inoltre, la crescita in coltura di questi organismi ha dimostrato una stretta associazione con alcune specie batteriche, a dimostrazione dell’origine endosimbiontica dei mitocondri negli Eucarioti.

La prima approvazione di un vaccino contro l’Ebola

Lo scorso 11 Novembre l’Agenzia Europea per i medicinali (EMA) ha approvato la commercializzazione di un vaccino contro l’Ebola la cui efficacia era già stata testata presso alcuni focolai mortali di diffusione in Africa. Il vaccino, prodotto dalla casa farmaceutica Merck, puó quindi essere diffuso per contrastare l’espansione dell’Ebola in regioni critiche.

Nel 2015, Gavi Vaccine Alliance, una collaborazione sanitaria globale con sede a Ginevra, aveva infatti già promesso il suo impegno finanziario nel caso in cui fosse stato approvato un vaccino da autorità sanitarie come l’EMA.

Vaccino contro l'Ebola somministrato al personale sanitario in Congo
Figura 2 – Vaccino contro l’Ebola somministrato al personale sanitario in Congo

Il vaccino di Merck, rinominato Ervebo, è stato brevettato nel 2003 e somministrato in una situazione d’emergenza prima nella Repubblica Democratica del Congo e successivamente anche in Guinea e di nuovo nel 2018 nel Congo. L’autorizzazione dell’EMA faciliterebbe l’attenuarsi del focolaio di diffusione, ma la ricerca continua.

Il vaccino approvato, infatti, protegge contro una specie particolare del virus Ebola, responsabile dell’epidemia in Congo e dei focolai africani su cui quest’ultimo è stato utilizzato. Nuovi vaccini mirati ad altre specie del virus sono in fase di sperimentazione ed accettazione.

Intanto, il 12 Novembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pre-qualificato il vaccino sviluppato dalla Merck, che è anche in attesa dell’approvazione della Food and Drug Administration americana.

Il microbioma per combattere la malnutrizione

La malnutrizione nei bambini è ancora oggi la causa di milioni di morti l’anno nei Paesi sottosviluppati. Una ricerca durata 10 anni punta il dito contro il microbiota intestinale e l’incapacità di quest’ultimo di maturare nei bambini affetti da malnutrizione.

La malnutrizione in Bangladesh è tuttora un problema di prima emergenza
Figura 3 – La malnutrizione in Bangladesh è tuttora un problema di prima emergenza.

Quest’anno, un gruppo di ricerca internazionale ha testato l’efficacia di un supplemento dietetico economico ed eco-friendly da inserire nell’alimentazione piuttosto scarsa dei bambini malnutriti. Si tratta di un mix liofilizzato composto di ceci, banane, arachidi e soia in grado di ripristinare la crescita di determinati ceppi batterici benefici per la salute del microbiota intestinale.

Il composto è stato testato su un piccolo gruppo di bambini malnutriti nel Bangladesh ed i risultati preliminari hanno dimostrato un reale miglioramento nella salute del loro microbiota intestinale. Lo stesso trattamento sarà effettuato su tanti altri bambini durante periodi di tempo più lunghi per valutare l’effettiva efficacia del prodotto e, chissà, la sua evenutale diffusione a livello globale.

Un anno di scoperte, di innovazioni, di scienza in progresso

La lista pubblicata su Science sicuramente non esaurisce gli innumerevoli progressi e le importanti conquiste ottenute nell’ambito della microbiologia durante il 2019 e a dimostrarlo sono gli innumerevoli articoli che potete rileggere nel nostro blog.

Il messaggio più importante che vorremmo trasmettervi è comunque la consapevolezza che la ricerca scientifica “non arriva” mai al suo capolinea: ci saranno sempre nuovi traguardi, sempre nuovi obbiettivi e vecchie ipotesi da smentire. Come ben ci ha insegnato il nostro Galileo.

Serena Galiè

Bibliografia

Informazioni su Serena Galié 55 Articoli
Laureata in Biotecnologie Mediche con curriculum internazionale in Management in Medical Biotechnology presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Master in Biotechnology of Environment and Health presso l'Università di Oviedo, in Spagna. Attualmente studentessa di un PhD in Nutrizione e Metabolismo presso l'Università Rovira I Virgili, a Tarragona in Spagna.

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