Il micriobiota intestinale ed il suo contributo all’anoressia nervosa

L’anoressia nervosa, o semplicemente anoressia, è un disturbo alimentare molto grave e debilitante. Come tutti i disturbi alimentari è generato da una visione distorta di sé stessi e della propria immagine corporea. È considerata una patologia psichiatrica che comporta gravi conseguenze dal punto di vista fisiologico: i pazienti che ne sono affetti vanno incontro ad un’enorme perdita di peso, cosa che comporta tutta una serie di effetti importanti, tra cui – in casi molto gravi – anche la morte.

Chi sono i soggetti anoressici?

I soggetti maggiormente colpiti sono le donne, ma è importante sottolineare che anche gli uomini possono esserne affetti. In genere, tale disturbo insorge in personalità fragili e tormentate. Ne sono maggiormente affetti soggetti che presentano difficoltà a gestire lo stress e coloro che sono più predisposti a soffrire di ansia e depressione.
È molto frequente soprattutto in età adolescenziale: la maggior parte dei soggetti anoressici hanno un’età compresa tra i 13 ed i 17 anni. Lo sviluppo di trattamenti efficaci è bloccato dal fatto che non è ben compresa l’eziologia di questa malattia. Secondo gli esperti tale disturbo è frutto di una serie di fattori concausali, tra cui fattori biologici, psicologici e ambientali. Pare, infatti, esista una predisposizione genetica che possa favorire l’insorgenza dell’anoressia. Nonostante ciò, però, è ancora considerato prettamente come un disturbo psichiatrico.

anoressia
Figura 1 – Ragazza affetta da anoressia. Fonte:[(biologia-geologia.com)]

L’importanza di riconsiderare l’anoressia

Recenti studi ed evidenze hanno confermato l’esistenza di diversi fattori metabolici che potrebbero essere correlati all’insorgenza di tale disturbo alimentare. Ciò è molto importante perché ci porterebbe a riconsiderarlo come un disturbo metabo-psichiatrico, riaprendo la ricerca sui meccanismi alla base del suo sviluppo, mantenimento e persistenza.

La correlazione con il microbiota

Una nuova interessantissima strada nello studio dell’anoressia nervosa, si apre con i recenti studi sul microbiota intestinale. Grazie a tali ricerche, si sta iniziando a considerare l’insieme dei batteri che popolano il nostro intestino, come i principali attori coinvolti nel mantenimento dello stato di salute del nostro corpo. Recenti studi hanno ipotizzato una correlazione proprio tra microbiota e anoressia. A sostegno di tale ipotesi sono arrivate, poi, anche alcune conferme. Sembra infatti che la comunità batterica intestinale giochi un ruolo fondamentale nel processo di perdita di peso, ma anche di alterazione dell’umore nei soggetti anoressici. Inoltre, essendo il microbiota molto sensibile ai cambiamenti ambientali, a causa dei continui cambiamenti del regime alimentare, nei soggetti affetti dall’anoressia nervosa avremo un alterazione delle popolazioni batteriche intestinali, cosa che può causare un peggioramento delle condizioni di salute del paziente.

Disbiosi e anoressia nervosa

Dagli studi sopracitati è emerso che esistono delle importanti alterazioni nel microbiota in pazienti affetti da anoressia nervosa. Tale rivelazione è avvenuta in seguito all’esame delle feci in tali pazienti, i cui risultati sono stati confrontati con quelli derivanti dall’analisi di campioni di pazienti sani. In particolare, in alcuni campioni, è stata riscontrata una diminuzione della diversità microbica nei pazienti affetti da anoressia, segno evidente che è in atto una disbiosi. Tale condizione è associata anche ad uno stato depressivo, di ansia o di stress. Ciò ci suggerisce che variazioni nel funzionamento dell’asse cervello-intestino possono influenzare il microbiota intestinale. Purtroppo, la diminuzione della diversità delle comunità batteriche intestinali è correlata anche ad un aumento della proliferazione delle specie patogene, cosa che può favorire l’insorgenza di disturbi gastrointestinali.

disbiosi intestinale e microbiota
Figura 2 – Disbiosi intestinale. Fonte[Frontiers | (frontiersin.org)]

L’adattamento del microbiota alle restrizioni caloriche

Uno dei sintomi evidenti dell’anoressia è un’eccessiva perdita di peso. Il soggetto che presenta tale disturbo rifiuta il cibo e l’organismo, messo a digiuno, risulta essere affamato. Le comunità batteriche intestinali, invece, sembrano adattarsi alla mancanza di cibo. In particolare, è emerso che in individui con un indice di massa corporeo basso e in restrizione calorica, proliferano più facilmente le popolazioni metanogene. Probabilmente, questo si verifica perché tali batteri vanno ad ottimizzare i processi di fermentazione ottimizzando, di conseguenza, anche i processi di estrazione d’energia. Altri studi, invece, hanno correlato l’aumento di queste popolazioni batteriche all’insorgenza di alcuni sintomi tipici dell’anoressia, come – ad esempio la stitichezza.

L’influenza sul sistema immunitario

È risaputo, infine, che i batteri intestinali sono importantissimi per la produzione di acidi grassi a catena corta, i quali derivano dalla fermentazione di carboidrati non digeribili. Questi prodotti, tra cui acetato e butirrato, contribuiscono al 10% del fabbisogno energetico umano ma sono anche importantissimi per il corretto funzionamento del sistema immunitario. È stato dimostrato, però, che gli acidi grassi a catena corta vengono meno prodotti in soggetti che presentano una dieta ipocalorica.

butirrato
Figura 3 – Formula di struttura butirrato. Fonte:[Acido butirrico – Wikipedia]

La conferma di ciò è arrivata anche dai campioni fecali analizzati e prelevati da soggetti affetti da anoressia nervosa. In tali campioni, è stato riscontrato un livello davvero molto basso di questi componenti. La diminuzione di butirrato può causare un cattivo funzionamento della barriera intestinale, cosa che provoca il passaggio dei batteri dall’intestino al circolo sistemico, con conseguente aumento dell’insorgenza di infezioni. Il circolo vizioso che così si apre, contribuisce – anche in maniera molto importante – ad aumentare lo stato di malessere psicologico nell’individuo.

barriera intestinale
Figura 4 – Malfunzionamento della barriera intestinale e conseguenze. Fonte:[ Next Level Biohacking (martinajohansson.se)]

L’interessante studio condotto sui topi

Purtroppo, quelli fino ad ora condotti sono studi osservazionali, con i quali è difficile confermare la correlazione. Un incoraggiamento importante, però, arriva da uno studio condotto sui topi. In particolare, un team di ricercatori giapponesi, nel 2019, ha ricostruito dei topi gnotobiotici con microbiota derivante da pazienti affetti da anoressia nervosa. Quest’ultimi, rispetto a topi normali, presentavano una certa difficoltà ad aumentare di peso, oltre che comportamenti ansiosi e compulsivi. Tali comportamenti sono tipici dei soggetti anoressici. Interessantissimo, è stato notare che il comportamento compulsivo veniva invertito in seguito al trattamento con probiotici.

Conclusioni

Delle vere e proprie prove che confermino la correlazione tra il microbiota e l’anoressia nervosa, non ancora state riportate in letteratura. Tuttavia, le recenti osservazioni sembrano suggerire che il microbiota stesso eserciti un certo grado d’influenza sull’organismo affetto da anoressia. Sarebbe importante comprendere se questa correlazione è puramente casuale oppure è dovuta alla continua restrizione calorica a cui sono sottoposti gli individui affetti da tale disturbo. Arrivare a scoprire una effettiva correlazione rappresenterebbe un passo estremamente importante, per la comprensione di tale patologia e per lo sviluppo di terapie, farmacologiche e non prettamente psichiatriche, adatte. Ancora una volta, come vediamo, riporre fiducia nella ricerca scientifica riaccende la speranza di regalare una vita migliore a tantissime persone.

Greta Guida

Fonti

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