Microbiota e dermatite atopica

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Per secoli le maggiori minacce per la salute e la sopravvivenza dell’uomo sono venute dai microbi. Ciò ha fatto sì che, fra i primi obiettivi che si è posta la medicina moderna, c’è stato quello di distruggere i microbi pericolosi con disinfettanti, antibiotici e altri strumenti e, anche nel sentire comune, l’eliminazione dei microbi dall’ambiente, dai cibi e dall’organismo stesso è diventata una priorità. Studi microbiologici stanno disegnando uno scenario nel quale, a fronte di alcuni microrganismi certamente patogeni, cioè capaci di provocare malattie (come le dematite atopica), ci sono miliardi di altri microrganismi che vivono nell’organismo, non solo senza provocare danni, ma anzi contribuendo positivamente al suo funzionamento, definiti microbiota. Tutto questo configura una vera e propria “rivoluzione” della cultura scientifica, e anche di quella generale, riguardo all’interazione fra organismo umano e microbi.

Microbiota

Il microbiota umano è l’insieme di microorganismi simbiotici che convivono con l’organismo umano senza danneggiarlo; oggi, sappiamo che oltre 4013 microrganismi vivono sul nostro corpo e al suo interno. Nella simbiosi l’ospite supporta i microrganismi e questi contribuiscono alla funzione di sistemi ed organi; pertanto, una disbiosi, ovvero un’alterazione della flora batterica, può contribuire all’insorgenza di patologie varie. Un valido esempio è rappresentato dalle alterazioni del microbiota associato alla dermatite atopica (DA). Questa rappresenta la più diffusa forma di malattia infiammatoria cutanea caratterizzata da un’eccessiva risposta immunitaria. La cute non è solo un organo di protezione, ma partecipa alle risposte immunitarie, infatti, i cheratinociti fanno parte del sistema immunitario insieme alle cellule di Langerhans. Essi producono peptidi antimicrobici (AMPs) che inibiscono la crescita dei microrganismi patogeni e delle citochine pro e antinfiammatorie. Inoltre, la produzione di acidi grassi liberi presente sulla cute, costituisce il mantello acido regolando il pH cutaneo.

Fisiopatologia della dermatite topica

Dopo il contatto con la pelle, gli allergeni vengono presentati alle cellule T indifferenziate (Th0) nel linfonodo dalle cellule di Langerhans. In risposta alla presentazione antigenica, le cellule Th0 possono produrre due diversi modelli di citochina che dividono le cellule T in due sottogruppi Th1 e Th2. Le citochine infiammatorie coinvolte nelle risposte allergiche sono prodotte in particolare dal sottogruppo di cellule Th2. Nelle lesioni cutanee della dermatite atopica c’è una predominanza dei linfociti Th2, che produrrebbero un aumento della produzione di interleuchina 4 e IgE; queste determinano, a loro volta, l’inibizione degli AMPs; inoltre la colonizzazione di ceppi di Staphylococcus aureus distrugge meccanicamente l’integrità della cute attraverso l’attività proteasica ed ha inoltre la capacità di internalizzarsi nei cheratinociti in cui attiva la cascata dell’infiammatoria (Fig.1).

Fisiopatologia della dermatite atopica
Figura 1 – Fisiopatologia della dermatite atopica

Aspetti clinici della dermatite atopica

Generalmente la dermatite atopica, definita anche eczema atopico, compare nel periodo infantile, tipicamente intorno ai 3 mesi.

Nella fase acuta, le lesioni sono rosse, edematose con chiazze squamose o placche che possono secernere liquido. Occasionalmente sono presenti vescicole.

Nella fase cronica, lo sfregamento e il grattamento danno luogo a lesioni cutanee che appaiono secche e lichenificate.

La distribuzione delle lesioni è specifica per l’età. Nei neonati, le lesioni si sviluppano tipicamente sul viso (Fig.2a), sul cuoio capelluto e sulle superfici estensorie delle estremità. Nei bambini più grandi e negli adulti, le lesioni si presentano sulle superfici flessorie come il collo (Fig.2b), le fosse anticubitali e poplitee.

Il prurito intenso è una caratteristica chiave. Il prurito spesso precede le lesioni e peggiora con l’esposizione ad allergeni, aria secca, sudorazione, irritazione locale, indumenti di lana e stress emozionali.

La diagnosi è clinica, tavolta si effettua la ricerca di eventuali sostanze allergeniche con prick test cutanei, test di radioallergoassorbimento, o patch test.

Tipiche lesioni da dermatite atopica
Figura 2a – Tipiche lesioni da dermatite atopica
Tipiche lesioni da dermatite atopica
Figura 2b – Tipiche lesioni da dermatite atopica

Terapie

Essendo una patologia multifattoriale, la terapia della DA, prevede l’utilizzo di diversi prodotti che possono essere riassunti in:

  • Applicazione di formulazioni farmaceutiche – creme, pomate, lozioni o schiuma – a base di corticosteroidi. Questo è un rimedio classico efficace soprattutto nelle forme acute di dermatite atopica;
  • Sostanze emollienti da applicare sulla cute lesa;
  • Antistaminici ed antibiotici;
  • Fototerapia UVA; UVB; combinata UVA/B.

Inoltre, negli ultimi anni, studi scientifici hanno rilevato che nei soggetti in cui è stato riscontrata la DA, il microbiota intestinale presenta differenze significative rispetto al microbiota di un soggetto considerato sano. Da qui, l’idea di utilizzare i probiotici; nello specifico, evidenze provenienti da diversi gruppi di ricerca mostrano che i probiotici potrebbero avere un effetto positivo sul trattamento della dermatite atopica; l’effetto dipende da molteplici fattori, uno di questi è l’assunzione di ceppi specifici di probiotici.

 Il Lactobacillus rhamnosus GG (LGG) è il ceppo probiotico più frequentemente studiato ed è stato costatato che la terapia con questo probiotico può alleviare i sintomi di eczema e dermatite atopica.

Un altro studio ha valutato l’impatto della somministrazione di Bifidobacterium breve M-16V e Bifidobacterium longum BB536; lo studio ha concluso che l’incidenza di dermatite atopica era inferiore nei casi trattati con questi probiotici rispetto ai soggetti non trattati.

Bifidobacterium Lactis BB 12 è un altro ceppo importante, infatti aiuta a regolare la flora intestinale; inoltre è in grado di colonizzare l’intestino tenue in modo stabile, peculiarità che lo rende particolarmente indicato nel caso di trattamenti dei disturbi dermatologici.

La terapia probiotica per di più aiuta a rinforzare le difese immunitarie promuovendone la funzione nei confronti di tutti i tipi di attacchi ed è fondamentale nel caso della dermatite atopica che è un’infiammazione scatenata da una risposta immunitaria non regolata.

Dr.Giosuè Ruggiano

Fonti

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