Negli ultimi anni il mar Adriatico sta cambiando volto, anche a causa dell’arrivo di nuove specie provenienti da mari lontani. Tra queste c’è un piccolo animale gelatinoso. Si chiama Clavelina oblonga, arriva da acque tropicali e si sta spingendo fino alle coste adriatiche. La sua presenza è un segnale importante dei cambiamenti in atto negli ecosistemi marini. Clavelina oblonga conquista anche il Mediterraneo.

Come è arrivata nel Mediterraneo
Clavelina oblonga è una specie originaria delle acque calde dei Caraibi e delle coste del Nord America. Il suo viaggio verso il Mediterraneo non è avvenuto naturalmente, ma grazie alle attività umane. Larve e piccoli frammenti dell’animale sono trasportati nelle acque di zavorra delle navi commerciali o attaccati direttamente agli scafi. Una volta giunta nel Mediterraneo, l’aumento della temperatura di questo mare ha favorito il suo insediamento, permettendole di stabilirsi anche nel mar Adriatico.
Com’è fatta
Appartiene al phylum dei Cordati, subphylum dei Tunicati e alla grande classe delle Ascidie. Clavelina oblonga forma colonie gelatinose, dall’aspetto trasparente o brunastro, spesso sferiche. Ogni colonia è composta da tanti piccoli individui lunghi pochi centimetri. Il corpo è rivestito da una tunica esterna morbida ma resistente, punteggiata da macchie chiare. Attraverso due aperture, l’animale aspira ed espelle l’acqua, filtrando minuscole particelle di cibo come plancton e materia organica.

Le ascidie: cosa sono e perché diventano invasive
Le ascidie sono animali marini filtratori che da adulti vivono fissati a superfici dure. La loro straordinaria capacità di filtrazione consente a un singolo individuo di trattare enormi quantità d’acqua. Quando però si moltiplicano rapidamente e formano colonie molto dense, possono sottrarre risorse ad altri organismi.
Le ascidie crescono velocemente, si riproducono facilmente, tollerano condizioni ambientali diverse e spesso non hanno predatori naturali: tutte caratteristiche che le rendono particolarmente competitive e adatte ad invadere e colonizzare nuovi luoghi.
Perché Clavelina oblonga minaccia l’Adriatico
Nel mar Adriatico, Clavelina oblonga ha dimostrato una sorprendente capacità di adattamento, riuscendo a superare anche gli inverni freddi. Le sue colonie possono coprire rocce, fondali e strutture artificiali, riducendo lo spazio disponibile per le specie locali. Inoltre, filtrando grandi quantità d’acqua, sottrae nutrimento ad altri organismi, con possibili effetti a cascata sull’intera catena alimentare.

Clavelina oblonga conquista il Mediterraneo: cosa è il biofouling
Uno degli effetti più visibili dell’invasione è il biofouling, cioè l’accumulo di organismi viventi su superfici sommerse. Clavelina oblonga colonizza facilmente corde, reti e strutture degli allevamenti, rendendo più difficile la gestione delle attività di acquacoltura e aumentando i costi di manutenzione.

Clavelina oblonga colonizza gli allevamenti di cozze del mar Adriatico
Uno studio scientifico, svolto nel mar Adriatico settentrionale lungo la costa occidentale dell’Istria (in Croazia), ha analizzato la composizione corporea di Clavelina oblonga. In particolare, i campioni sono stati raccolti nel Canale di Leme, un’area protetta e storicamente dedicata all’allevamento dei molluschi. Nel 2023, infatti, i ricercatori hanno analizzato numerose colonie prelevate direttamente dalle corde di un allevamento di cozze. I risultati hanno confermato che Clavelina oblonga raggiunge il massimo sviluppo tra la fine dell’estate e l’autunno, formando masse molto abbondanti.
Clavelina oblonga conquista il Mediterraneo: composizione in acidi grassi e macroelementi
Le analisi chimiche hanno rivelato che il corpo di Clavelina oblonga è costituito in gran parte da acqua. La frazione secca contiene proteine, lipidi e carboidrati. Tra gli acidi grassi, ci sono sia quelli saturi che insaturi (monoinsaturi e polinsaturi) compresi omega-3 e omega-6. Inoltre, sono state misurate le quantità di diversi macroelementi, come sodio, calcio, magnesio e fosforo, e oligoelementi tra cui ferro, alluminio e stronzio.
Inoltre, Clavelina oblonga è in grado di accumulare anche metalli potenzialmente tossici, come piombo e arsenico, rendendo necessario un attento monitoraggio ambientale.
Impatti sull’acquacoltura e sull’ambiente
Negli allevamenti di molluschi, Clavelina oblonga rappresenta una seria minaccia. Non solo compete con le cozze per il cibo ma le sue colonie possono anche soffocare questi bivalvi. In alcuni casi, questa piccola ascidia può ridurre la sopravvivenza delle larve dei molluschi. Tutto questo si traduce in una diminuzione della produzione e in un aumento dei costi di manutenzione per gli allevatori, costretti a rimuovere frequentemente il biofouling.
Possibili soluzioni e strategie di gestione
La gestione di questa specie invasiva è complessa. Tra le strategie proposte vi sono il monitoraggio costante delle aree a rischio, la pulizia regolare delle strutture sommerse e la rimozione delle colonie nei periodi chiave del ciclo vitale, per impedirne la sopravvivenza invernale. È importante anche prestare attenzione alle operazioni di pulizia, per evitare di disperdere frammenti dell’animale in mare.

Clavelina oblonga conquista il Mediterraneo: da minaccia a risorsa?
Nonostante i danni causati, la ricerca suggerisce che la grande quantità di biomassa prodotta da Clavelina oblonga potrebbe essere utilizzata per altri scopi. Essendo ricca di proteine e cellulosa potrebbe essere impiegata per mangimi, materiali innovativi e nuovi composti bioattivi. Trasformare un problema ambientale in un’opportunità sostenibile potrebbe essere una strada promettente per il futuro.
Bibliografia:
- Topić Popović N, Hamer B, Strunjak-Perović I, Janči T, Fiket Ž, Mali M, Privileggio L, Grozić K, Pavičić-Hamer D, Vranjković L, Vujović T, Miloš M, Dell’Anna MM, Nefedova D, Čož-Rakovac R. Biological, Biochemical and Elemental Traits of Clavelina oblonga, an Invasive Tunicate in the Adriatic Sea. Animals (Basel). 2025 May 9;15(10):1371. doi: 10.3390/ani15101371. PMID: 40427250; PMCID: PMC12108202
Crediti immagini:
- Immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Clavelina_oblonga_43647952.jpg
- Figura 1 : Topić Popović et al.,2025
- Figura 2 : Topić Popović et al.,2025
- Figura 3 : Topić Popović et al.,2025
- Figura 4 : Topić Popović et al.,2025
- Figura 5 : Topić Popović et al.,2025