Il bergamotto di Reggio Calabria: origini e tecniche di estrazione dei composti chimici

Storia del bergamotto

Tra l’eccezionale biodiversità che caratterizza il paesaggio della zona Grecanica, il bergamotto occupa senza dubbio uno status di prima classe. Sebbene il bergamotto è un agrume ibrido di origine sconosciuta, propagato esclusivamente per innesto. Certamente, la fortuna del frutto sta nell’olio essenziale che si ottiene dalla sua scorza. Inoltre, contiene circa 350 sostanze chimiche che evitano al bouquet di profumi di disperdersi nell’aria.

Chi ha scoperto per primo le proprietà del bergamotto?

Conseguentemente le sue proprietà si scoprirono grazie a Giovanni Paolo Feminis, profumiere di Novara. Alla fine del XVII secolo, egli produsse in Germania un profumo chiamato Aqua Admirabilis. Questo perché il potere dell’olio essenziale di bergamotto era riconosciuto come ammirevole. L’uso dell’olio essenziale di bergamotto impedisce l’evaporazione del liquido di scarto e preserva la fragranza del profumo più a lungo rispetto all’acqua aromatica tradizionale.

Acqua di colonia

Di conseguenza, gli sviluppi dell’Eau Admirabilis portarono all’invenzione dell’Eau de Cologne. Successivamente nel giro di pochi anni, la fortuna tra le corti francesi, fece innalzare in maniera notevole il fabbisogno di olio essenziale di bergamotto.

In che modo il bergamotto si diffuse nel mondo?

Tuttavia, non ci sono prove che questo mercato si sia sviluppato in Calabria al di fuori della fine del XVIII secolo. Di seguito nel 1763 i Reggini consegnarono a Domenico Iaria 10 kg di ‘spirito’ di bergamotto, pari a 5 kg entro il settembre 1764.

L’olio di bergamotto trovò un mercato redditizio anche al di fuori della Calabria. Henry Swinburne, un viaggiatore che passò da Reggio Calabria nel 1778, disse: “Gli abitanti di Reggio esportano essenze di limone, arancia e bergamotto in Francia e a Genova. Queste essenze si ottengono sbucciando i frutti con un grosso coltello e spremendo la buccia su una spugna con una pinza di legno. Quando la spugna è satura, il liquido si raccoglie in piccole bottiglie e venduto a 15 carlini l’oncia…”.

Subito dopo la borghesia reggina nel XIX secolo iniziò a sfruttare le valli alluvionali disabitate del basso Ionio e a investire massicciamente in questo agrume. Il bergamotto è stato fondamentale per l’economia della Grecanica, trasformando il paesaggio agricolo e rivitalizzando la costa abbandonata a causa delle invasioni turche.

Contribuì all’urbanizzazione di una costa rimasta disabitata per secoli a causa delle ripetute invasioni turche, prolungatesi fino al XVIII secolo. Fonti storiche del XVIII secolo, come la ‘Cronaca della Pieve di Bova’ di Domenico Alagna ed altre notizie, rilevano l’assenza di agrumeti nella parte meridionale dello Ionio meridionale.

La produzione di bergamotto nella zona grecanica nel XX secolo

Già all’inizio del XX secolo, l’areale grecanico era riconosciuto come la migliore zona per la produzione di oli essenziali. La produzione di olio essenziale di bergamotto nella provincia è ottimale grazie a un terreno e a un clima caldi e privi di vento, con temperatura e umidità costanti e assenza di sbalzi termici estremi.

Qual è stata l’opinione di Hélèn Tuzet dopo il suo viaggio a Reggio Calabria?

Il bergamotto è molto produttivo nelle zone greche, come confermano le osservazioni di Hélène Tuzet del 1928 in Calabria. “Viaggiando verso sud lungo il Mar Ionio, l’aria si riempie del profumo del bergamotto, un odore unico e indimenticabile fornito dalla provincia. Si dice che in nessun altro luogo il frutto del bergamotto sia così maturo e intensamente profumato come qui. L’odore è familiare, presente anche vicino alle presse degli agricoltori, che lavorano le bucce senza sfaldarsi. Passa un asino che trasporta un cesto pieno di bergamotto; in un frutteto che sembra un aranceto, le donne stanno terminando la raccolta”.

Cosa succede nel 1950?

Il bergamotto svolge ancora un ruolo fondamentale a Reggio Calabria, soprattutto nell’area grecanica, dopo la crisi dei prezzi del 1950. Brevemente, questo frutto ha proprietà terapeutiche, efficaci nel trattamento del colesterolo cattivo e delle malattie cardiache.

Qual è l’origine del bergamotto?

Attualmente non esistono informazioni esaurienti sull’inizio della piantagione del bergamotto in Calabria o sulla vendita della sua essenza. L’origine botanica e la classificazione di questo agrume sono sempre state controverse. I ricercatori hanno studiato le origini del bergamotto, con due teorie: La mutazione genetica di Tanaka e l’ibrido di Swingle con l’arancio amaro. L’origine del bergamotto inizialmente si confermò con la genetica molecolare, ma studi successivi suggeriscono che si tratta di un incrocio tra arancia amara e cedro. Infine questo ha portato all’aggiunta di una “x” al nome scientifico per indicare la sua origine ibrida, Citrus x bergamia Risso & Poiteau.

Quali sono le origini del nome del bergamotto?

Il primo riferimento scritto all’origine del nome bergamotto risale alla fine del XVII secolo. Il libro di Simon Barbe del 1693 afferma che il bergamotto prende il nome dalla pera bergamotta. Circa nella stessa epoca, il botanico Bartolomeo Clarici avanzò due ipotesi sull’etimologia del nome bergamotto:

  • La parola bergamotto deriva da Bego, un principe dell’Epiro;
  • La seconda deriva dal nome di un albero di pere, simile all’agrume “Lumia Bergamotta” (1804).

Il botanico tedesco Johann Christoph Wolkhammer disegnò il bergamotto nel 1708, mostrandolo nelle ville del Veneto, della Toscana e della costa del Lago di Garda.

Qual è il luogo di origine del bergamotto?

La coltivazione del bergamotto si è concentrata nelle corti della nobiltà europea, nell’Italia settentrionale e negli orti botanici, con origini controverse in Calabria. La raccolta di frutti esotici divenne popolare nel Nord Europa, in particolare per gli agrumi, alla fine del XVII secolo. Gli agrumi erano molto diffusi nell’Europa settentrionale, in cui furono importati e condotti diversi esperimenti, che portarono gli agrumi a diventare un prodotto di lusso. I fratelli Farina resero popolare l'”acqua di colonia”, portando Giovanni Maria Farina ad aprire una fabbrica di profumi nel 1714, vicino a Jülich.

Da dove proviene l’essenza per la fabbrica tedesca di Giovanni Maria Farina?

Nel 1749, il catasto di Reggio Calabria non menziona una catena commerciale di estrazione dell’olio di bergamotto, ma solo la coltivazione di gelsi con bergamotto. Due anni dopo, si registra anche la piantagione di “un paio di bergamotti” nel giardino di Giuseppe Felice Trimarchi a Santa Caterina del Trivio.

Le dimensioni di queste prime piantine non sembrano avere alcun significato economico. Inoltre, l’albero di bergamotto piantato nel 1755 da Nicolò Parisi nella zona del Reggino non ha nulla a che fare con l’estrazione dell’olio essenziale. In quel periodo il bergamotto in Calabria era un albero ornamentale utilizzato per scopi ornamentali.

Qual è la tecnica migliore per estrarre le sostanze bioattive dai rifiuti di bergamotto?

La dieta mediterranea, in sintesi, è ricca di alimenti antiossidanti, riduce le malattie vascolari legate all’età e promuove la longevità. Gli agrumi si trovano tra gli alimenti che contengono molti composti antiossidanti, in particolare i flavonoidi. Ciononostante il bergamotto, agrume chiave della Calabria, è una ricca fonte di antiossidanti, composti antinfiammatori e molecole che aiutano a ridurre il colesterolo.

Citrus bergamia Risso

Brevemente, Citrus bergamia Risso, comunemente chiamato Bergamotto, è una pianta ibrida ottenuta da limone e arancio amaro, appartenente alla famiglia degli agrumi. Dal processo di estrazione dell’olio essenziale di bergamotto, circa il 50-65% diviene scarto (buccia, mesocarpo e succo) che sarà gestito dall’industria manifatturiera. Per quanto riguarda la grande quantità di rifiuti generati ogni anno causerà un grave problema ambientale se non si gestisce correttamente.  Pertanto, il recupero di questi rifiuti e il loro utilizzo per l’estrazione di antiossidanti naturali possono rappresentare una valida alternativa sostenibile.

Quali sono le principali tecniche di estrazione?

I ricercatori hanno proposto diversi metodi di estrazione dei composti bioattivi, dando la priorità a tecniche “verdi” ecologiche, sicure e non tossiche. I metodi alternativi utilizzano energie non convenzionali, come gli ultrasuoni e le microonde, per ridurre i costi e aumentare i rendimenti.

A cosa puntava lo studio eseguito con queste varie tecniche di estrazione?

Oltretutto questo studio mira a identificare il metodo di estrazione verde più efficace per massimizzare il recupero dei composti fitochimici dalla sansa di bergamotto attraverso la spettrofotometria e i test antiossidanti UHPLC, selezionando la tecnica migliore per l’analisi delle singole frazioni in tre varietà di bergamotto calabrese.

In fine cosa si notò?

In sintesi il Castagnaro consente una raccolta ritardata dei frutti, ma ha una produzione di OE (olio essenziale) incoerente e di qualità variabile; mentre il Femminello è caratterizzato da bassa resa di OE, ma di ottima qualità. Fantastico rappresenta un ibrido delle prime 2 varietà ed è la più coltivata.

COSMOPROF

Reggio Calabria, 19 marzo 2024. All’apertura di Cosmoprof, la più importante fiera della cosmetica e della bellezza al mondo, che si è tenuta a Bologna giovedì 21 marzo.
La fiera Bergarè ha presentato il bergamotto reggino, facendone conoscere l’eccellenza all’industria profumiera e portando alla collaborazione con Accademia del Profumo.


L’evento era organizzato e sostenuto dalla Camera di Commercio con l’obiettivo di promuovere il valore del bergamotto di Reggio Calabria.
Inoltre, il tema di Bergarè prevedeva anche una degustazione di cibi al bergamotto.

Bollettino della Regione Calabria: Bergamotto di Reggio Calabria IGP

Le riunioni pubbliche di controllo prima dell’approvazione della nomina dell’IGP sono organizzate solo dal Ministero dell’Agricoltura. Si terrà un’audizione pubblica con le parti interessate, con particolare attenzione alla Regione Calabria, per discutere le petizioni e le richieste.

Cosa afferma l’amministratore delegato regionale per l’agricoltura Gianluca Gallo?

  1. Dato che il nostro sostegno non è in discussione, e che se siamo arrivati a questo punto è dovuto anche all’opera compiuta dalla Regione Calabria.
  2. Il potere di convocare una riunione di ispezione pubblica spetta per legge esclusivamente al Ministero.
  3. Considerare scenari apparentemente alternativi, opposti allo spirito e ai dettami del regolamento attuale, rischia di creare confusione e polemiche che, francamente, non ci sembrano necessarie.
  4. Aggiungo, che appena sarà annunciata la proclamazione del Ministero, sarà compito del comitato organizzatore svolgere un insieme di attività preparatorie all’incontro al pubblico.
  5. Ribadisco il mio impegno a garantire che il processo in corso prosegua nei tempi previsti, dando priorità all’interesse comune della Calabria.

Conclusioni

Il Bergamotto di Reggio Calabria è un prodotto unico e tipico della zona, impiegato sia per la preparazione di bevande, sia per la profumeria “grazie alle proprietà del suo olio essenziale”. Come si è notato del bergamotto non si butta nulla, infatti come abbiamo potuto notare dai suoi scarti è possibile estrarre sostanze chimiche dalle elevate proprietà applicabili in vari ambiti. Infine ci si aspetta da anni che questo così importante agrume sia riconosciuto e valorizzato, con le più appropriate certificazioni e appellativi, già nel 2023 qualcosa si è mossa, speriamo che il 2024 porti delle buone nuove.

Fonti

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Roberto Romeo

Sono un Tecnologo Alimentare iscritto all'albo dei Tecnologi Alimentari di Basilicata e Calabria in data 12/11/2022 con n. 232. Ho conseguito il Corso di Consulente e Auditor Interno HACCP e il Corso Auditor Interno ISO 22000 erogati dall'ente di formazione HIDEEA; Ho conseguito il Master Executive Quality & Food Safety Management presso la scuola Time Vision; Sto frequentando il Master di primo livello, in Alimentazione e Nutrizione Umana nel Soggetto Sano e Patologico; Sto frequentando il Master di Secondo Livello, DIRITTO DELL'ALIMENTAZIONE E DELLA SICUREZZA ALIMENTARE

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