Bartolomeo Camillo Emilio Golgi

Biografia

Bartolomeo Camillo Emilio Golgi nacque il 7 luglio 1843 a Corteno in provincia di Brescia, in Lombardia. Il padre si laurea in medicina nel 1838 a Pavia e si trasferisce a Corteno come medico condotto, qui Golgi trascorre i suoi primi anni d’infanzia. Nel 1850 si trasferisce a Pavia e dopo due anni inizia a frequentare il Ginnasio di Lovere, in provincia di Bergamo, che frequenterà per quattro anni. Ritorna a Pavia nel 1860, dove ottiene la licenza liceale presso l’Imperial Regio Ginnasio Liceale. Nel medesimo anno si iscrive alla facoltà di medicina. (Figura 1)

Bartolomeo Camillo Emilio Golgi
Figura 1 – Bartolomeo Camillo Emilio Golgi

Gli studi universitari

Nel 1865 si laurea con successo con la tesi sul “Sull’eziologia delle malattie mentali” discussa con Cesare Lombroso.
Dopo la laurea, Golgi matura un forte interesse per il sistema nervoso grazie a Lombroso e a Giulio Bizzozero, docente di Patologia generale. Quest’ultimo lo inizia alla ricerca sperimentale basata sull’uso del microscopio.
Nel 1872, lo scienziato diventa primario chirurgo presso l’Ospedale Pie Case degli Incurabili di Abbiategrasso, nella provincia di Milano. Golgi mantiene un forte interesse per la ricerca istologica; infatti organizza un rudimentale laboratorio nella cucina del suo appartamento e l’anno seguente mette a punto la “reazione nera”. Nel 1876 ottiene la cattedra di istologia dell’Università di Pavia. L’anno successivo sposa Evangelina Aletti, nipote di Giulio Bizzozero.

Attività politica e scoperta dell’apparato di Golgi


Camillo Golgi oltre alla ricerca scientifica ricoprì un importante ruolo nella politica. Infatti, prima riveste il ruolo di assessore all’igiene del comune di Pavia, successivamente divenne membro e presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Inoltre, propose la costruzione del nuovo Policlinico San Matteo di Pavia. Nel 1893, Golgi riveste il ruolo di rettore dell’Università di Pavia, e cinque anni dopo riprese la sua attività di ricerca sulla cellula utilizzando la tecnica ideata venticinque anni prima da lui stesso. Gli studi gli permisero di scoprire l’apparato reticolare interno, ogginoto con il suo nome.

Il premio Nobel e gli ultimi anni

Nel 1906 vinse il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia insieme a Santiago Ramón y Cajal per gli studi sull’istologia del sistema nervoso; Golgi per la reazione nera e Cajal per aver scoperto che i neuroni non fossero contigui utilizzando il metodo ideato da Golgi.
Quando scoppiò la prima guerra mondiale, Camillo Golgi diresse l’ospedale militare, allestito nell’antico Almo Collegio Borromeo di Pavia e promosse inoltre il trattamento riabilitativo dei feriti di guerra, creando un centro per la riabilitazione delle lesioni al sistema nervoso periferico.

Camillo Golgi cercò sempre di limitare i danni derivati dall’imposizione dell’ateneo milanese tanto che nel 1924 si recò a Roma per la nascita del nuovo ospedale San Matteo.

Morì a Pavia nel 21 Gennaio 1926, e venne sepolto al cimitero monumentale di Pavia, vicino alle tombe di Adelchi Negri e Bartolomeo Panizza.

La reazione nera

Camillo Golgi è soprattutto conosciuto per la scoperta del reticolo endoplasmatico cellulare, tuttavia i suoi studi non si limitarono solo a questo. Tra le prime scoperte realizzate da Golgi rientra la “reazione nera” un metodo di colorazione che gli valse il premio Nobel nel 1906. (Video 1)

Video 1 – La reazione nera ideata da Bartolomeo Camillo Emilio Golgi presentata dalla pagina youtube “MSU – Museo per la Storia dell’Università di Pavia”

Questa tecnica di microscopia ottica permette di osservare in maniera chiara e distinta le cellule del tessuto nervoso, colorandole di un caratteristico colore nero, da cui appunto il nome “reazione nera”. I reagenti utilizzati da Golgi furono:

  • Acido osmico,
  • Bicromato di potassio,
  • Nitrato di argento.

Oltre a migliorare l’osservazione delle cellule nervose, Golgi riuscì a confutare la teoria di Otto Friedrich Karl Deiters, allievo di Rudolf Virchow, che sosteneva che l’assone si differenziava dai dendriti per l’assenza di ramificazioni. Inoltre Golgi classificherà i neuroni in base alla lunghezza dell’assone in due tipi:

  • Neuroni del primo tipo di Golgi: questi neuroni sono caratterizzati da un assone molto lungo;
  • Neuroni del secondo tipo di Golgi: a differenza dei precedenti, questi neuroni possiedono un assone più corto che si divide ripetutamente vicino al corpo cellulare. (Figura 2)
Struttura del neurone. 
Bartolomeo Camillo Emilio Golgi riuscì a confutare la teoria di Otto Friedrich Karl Deiters.
Figura 2 – Struttura del neurone

La rete nervosa diffusa

Bartolomeo Camillo Emilio Golgi, basandosi sulle sue scoperte sulla morfologia dei neuroni, elaborò la teoria della rete nervosa diffusa, teoria che si allineava con le conoscenze del tempo sul sistema nervoso. Dall’osservazione dei suoi vetrini, Golgi pensò che fossero gli assoni a fondersi con i dendriti. Bisogna aggiungere che la rete pensata da Golgi non era una struttura omogenea ed invariante in tutto il sistema nervoso, ma presentava addensamenti e rilassamenti che dovevano in ogni caso garantire meccanismi di trasmissione tra regioni differenti.

L’atmosfera culturale che vedeva il sistema nervoso come un sistema unico venne sostituita da una visione che prendeva in considerazione le parti. Contemporaneamente, lo spagnolo Santiago Ramòn y Cajal e il fiammingo Arthur van Gehuchten svilupparono il concetto di “polarizzazione dinamica” dei neuroni, cioè l’idea che il neurone presentasse sia un apparato di “ricezione” degli stimoli nervosi (corpo cellulare e dendrite) ed un apparato di “emissione” (assone). Nonostante questi sviluppi Camillo Golgi continuerà a difendere il modello di “rete diffusa“.

Apparato del Golgi

La fama di Bartolomeo Camillo Emilio Golgi è legata maggiormente alla scoperta dell’organello che porta il suo nome. Questa verrà confermata ben cinquantasette anni dopo dagli scienziati Albert J. Dalton e Marie D. Felix tramite l’uso del microscopio elettronico (Figura 3).

Golgi identificò l’organello utilizzando la tecnica da lui ideata applicata sulle cellule nervose: tramite l’uso del microscopio ottico, nel 1897 scoprì quello che lui definì come “apparato reticolare interno“. Tuttavia Golgi si limitò a descriverne la morfologia senza effettuare supposizioni sulla sua funzione. Attese un anno prima di rendere nota la scoperta nel 1898 alla Società medico-chirurgica di Pavia. Successivamente i suoi allievi:Adelchi Negri (1876 – 1912), Antonio Pensa (1874 – 1970) ed Edoardo Gemelli (1878 – 1959) ne dimostrarono la presenza anche in cellule non appartenenti al sistema nervoso.

 Immagine del reticolo del Golgi al microscopio elettronico a trasmissione .
Figura 3 – Immagine del reticolo del Golgi al microscopio elettronico a trasmissione

Golgi e i suoi studi sulla malaria

La ricerca condotta da Golgi non riguardò solo la neurobiologia o la citologia, ma si concentrò anche sulla parassitologia, in particolare sulla malaria. Le sue considerazioni in merito furono esposte nella lettera “Sulla infezione malarica” indirizzata al patologo Ettore Marchiafava e all’igienista Angelo Celli. Innanzitutto, Golgi riuscì a dimostrare che i due diversi tipi di febbre malarica, la terzana e la quartana, sono provocate da due specie di plasmodio diverse:

Inoltre, nel 1889, Golgi dimostrò che gli attacchi febbrili sono connessi al momento in cui i merozoiti (stadio del ciclo del plasmodio) rompono i globuli rossi e si liberano nel circolo sanguigno.

La scuola di Golgi

Numerosi furono gli allievi che ebbero Golgi come maestro e che, influenzati dal loro docente, si dedicarono alla ricerca legata al sistema nervoso, alla microbiologia e all’apparato reticolare interno. Tra gli allievi figurano diverse scienziate poco conosciute ma non meno importanti, che contribuirono ad aumentare la fama di Golgi come maestro. Le elenchiamo di seguito :

  • Anna Kuliscioff,
  • Rina Monti,
  • Lina Luzzani,
  • Costanza Boccadoro,
  • Piera Locatelli.

Intorno al 1900 Golgi contava una trentina di allievi. (Figura 4)

Gli allievi di Golgi
Figura 4 – Gli allievi di Bartolomeo Camillo Emilio Golgi

Contributo scientifico

Bartolomeo Camillo Emilio Golgi, grazie alle sue scoperte, permise di studiare in maniera del tutto nuova e approfondita le cellule nervose utilizzando la “reazione nera” e gettando le basi per lo studio approfondito dei neuroni. Inoltre grazie ai suoi studi sulla malaria fu possibile individuare a cosa corrispondessero i picchi febbrili e che i due tipi di febbre malarici non dipendessero da un’unica specie di Plasmodio.(Figura 5)

Bartolomeo Camillo Emilio Golgi nel suo laboratorio di Pavia
Figura 5 – Bartolomeo Camillo Emilio Golgi nel suo laboratorio di Pavia

Riconoscimenti

Tra i riconoscimenti nazionali assegnati allo scienziato ricordiamo:

  • la nomina a “socio corrispondente” della Reale Accademia delle Scienze di Torino (1881),
  • l’assegnazione del prestigioso premio Riberi dell’Accademia di Medicina di Torino per i suoi studi sulla malaria (5 Gennaio 1893),
  • la nomina a senatore del Regno d’Italia per alti meriti scientifici da parte di Umberto I (1900).

Ottenne poi due onorificenze:

  • Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro,
  • Cavaliere dell’Ordine Civile di Savoia.

A questi riconoscimenti si aggiungono anche quelli stranieri:

  • l’assegnazione del premio Rinecker, un’onorificenza internazionale prestigiosa, da parte dell’università tedesca di Würzburg (8 Dicembre 1893),
  • l’assegnazione del fondo Elizabeth Thompson da parte dell’Harvard Medical School.

Golgi ottenne il riconoscimento del suo operato anche dal suo paese natio, Corteno, che dal 1956 cambiò nome in onore dello scienziato. Nel 10 Giugno del 2006 per festeggiare il centenario dell’assegnazione del Premio Nobel nasce il “Museo Camillo Golgi“, all’interno è possibile osservare gli strumenti, i documenti cartacei che certificano le diverse fasi delle scoperte e delle intuizioni di Golgi. (Figura 6)

Inoltre a Golgi vennero dedicati un piccolo cratere sulla Luna ed un asteroide, Golgi 6875, scoperto nel 1994.

Fonti

  • Appunti di Storia della Medicina Pavese: Camillo Golgi” di Paolo Mazzarello
  • “Golgi. A Biography of the Founder of Modern Neuroscience” di Paolo Mazzarello, Oxford University Press, Oxford. (2010)
  • “Cytologic and cytochemical characteristics of the Golgi substance of epithelial cells of the epididymis–in situ, in homogenates and after isolation” A. J. Dalton Marie D. Felix, American Journal of Anatomy (March 1954)
  • “Il Nobel dimenticato, la vita e la scienza di Camillo Golgi” di Paolo Mazzarello, Bollati Boringhieri Editore (2006)

Ismael Sanchez Polanco 01/09/2020 11.00 am

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