Hans Christian Gram

Hans Christian Gram

Biografia       

Occhialetti, baffetto stile ottocentesco, un microscopio come migliore amico e una grande, grandissima passione per la biologia. Parliamo di Hans Christian Gram, medico, patologo e farmacologo danese, noto al mondo per la scoperta della colorazione batterica che porta il suo nome.

Hans Gram (13 Settembre 1853-14 Novembre 1938) è nato a Copenaghen, città nella quale intraprese gli studi di botanica nell’Università di Copenaghen dove divenne assistente di uno dei più grandi luminari della zoologia, Japetus Steenstrup. L’affascinante mondo delle piante lo portò successivamente ad interessarsi alla microbiologia e alla farmacologia, fino ad ottenere una laurea in medicina nel 1883.

Tra il 1878 e il 1885 ebbe anche modo di viaggiare in diverse capitali europee, dove approfondì le proprie conoscenze scientifiche. Gli importanti incarichi in ambito accademico non tardarono ad arrivare. Nel 1891, Gram divenne rettore in farmacologia e, nello stesso anno, fu nominato professore all’Universitá di Copenaghen, in cui vi rimase, alternandosi all’insegnamento della medicina, fino al 1893, anno in cui si ritirò dalla scena accademica.

Focus: colorazione di Gram

La colorazione che ha permesso la classificazione di circa 30 mila specie batteriche ed é tuttora in grado di identificare nuove specie batteriche è il risultato dell’ingegno di Hans Gram.

Come la maggior parte delle scoperte scientifiche, anche la colorazione di Gram trova le sue origini nel caso. Hans Gram, infatti, stava analizzando al microscopio tessuti polmonari di pazienti morti per polmonite con il classico reattivo di Lugol, una sostanza naturalmente utilizzata in microscopia per osservare le strutture cellulari. In quel momento arrivò l’ingegno di Gram, il quale notò come i tessuti danneggiati assumevano una colorazione molto più intensa rispetto al tessuto sano. Da qui, l’intuizione che batteri, come il responsabile della polmonite, Streptococcus pneumonieae, potevano essere facilmente evidenziati con cristal-violetto e soluzione di Lugol.

Esperimenti successivi, in collaborazione con il microbiologo tedesco Carl Friedlander, misero in evidenza la specificità della colorazione: i Pneumococchi si coloravano intensamente, al contrario dei Corynebatteri per esempio. Questi risultati portarono all’ormai ben nota classificazione dei batteri in Gram+ e Gram-.

Più tardi si comprenderà che il segreto di questa distinzione risiede nella differente composizione peptidica della parete batterica. In breve, i batteri Gram+ sono caratterizzati da una parete cellulare in grado di trattenere la colorazione con cristal violetto, anche dopo la decolorazione grazie alla presenza di una maggiore quantità di peptidoglicano. Al contrario, i batteri Gram- sono incapaci di trattenere il colorante conservando quindi con una colorazione più rosacea (Figura 1).

Figura 1 – Colorazione Gram

Contributo scientifico

Ho pubblicato il metodo, anche se sono consapevole che è ancora molto difettoso e imperfetto”. Così dichiarò Hans Gram alla luce della sua scoperta. Nonostante la modestia di questo grande scienziato, la tecnica da lui messa a punto risulta ancora oggi fondamentale nella ricerca di nuovi antibiotici, efficaci contro l’antibiotico resistenza.

Un esempio proviene teixobactina, uno dei due nuovi antibiotici rilasciati al mercato nel 2015, il quale è stato identificato grazie ad una variazione della classica colorazione Gram in dei campioni di terreno, da parte di un team di ricercatori del Northwestern University a Boston.

Riconoscimenti

Lo scorso 13 Settembre é stato proprio Hans Gram il protagonista del doodle di Google, in onore del suo compleanno.

Bibliografia

Informazioni su Serena Galié 49 Articoli
Laureata in Biotecnologie Mediche con curriculum internazionale in Management in Medical Biotechnology presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Master in Biotechnology of Environment and Health presso l'Università di Oviedo, in Spagna. Attualmente studentessa di un PhD in Nutrizione e Metabolismo presso l'Università Rovira I Virgili, a Tarragona in Spagna.

Commenta per primo

Rispondi