Immunoterapia contro il cancro: le cellule MR1T fanno bingo

La nuova candidata per l’immunoterapia nel cancro è una classe di cellule T specifiche per il riconoscimento di molecole tumorali espresse in vari tipi di cellule cancerose

T cells contro il cancro

La “Bohemian Rhapsody” delle cellule MR1T inizia a diffondere il suo ritmo stravagante e la sua grande potenzialità nell’immunoterapia per il cancro. Sebbene la loro scoperta risalga al 1993, il gruppo ristretto di cellule T dette MR1, sta riscuotendo solo ora il suo esito grazie ad una promettente scoperta riguardante la loro singolare capacità di rispondere in maniera specifica a diverse linee cellulari cancerose.

Cosa sono le cellule MR1T?

Le cellule MR1T fanno parte della più grande famiglia di cellule MAIT, cellule normalmente presenti nella mucosa di diversi tessuti e nel sangue. Si tratta di cellule che, alla vista di un nemico esterno, quale un agente microbico, sono in grado di innescare una risposta immunitaria innata. Il riconoscimento di antigeni microbici da parte delle cellule MR1T avviene mediante l’espressione un recettore TCR sensibile a molecole proteiche simili al complesso MHC-classe 1, anche dette antigeni MR1.

All’interno di questa grande famiglia, sono state recentemente identificate delle popolazioni di linfociti T in grado di riconoscere antigeni di tipo MR1 di origine tumorale. La presenza ubiquitaria di un’espressiona basale costitutiva di MR1 permette a queste cellule di riconoscere diversi tessuti tumorali.

La nuova scoperta

Crowther e collaboratori hanno identificato il jolly della famiglia di cellule MR1T. Si tratta di un clone battezzato come MC.7.G5, privo del tipico recettore TCR delle cellule MAIT quindi incapace di riconoscere composti microbici, ma selettivo verso numerose linee cellulari tumorali. La ricerca è stata appena pubblicata sulla prestigiosa rivisita scientifica Nature Immunology e, nonostante sia ancora alle sue prime fasi, si presenta come una speranza nel campo dell’immunoterapia.

La novità di questo clone consiste nalla sua capacità di reagire solo contro cellule cancerose e di rimanere inerte nei confronti delle cellule sane, stressate, o infettate: il principale obiettivo dell’immunoterapia nel cancro.

Questi promettenti risultati in vitro, hanno dato il via libera per proseguire gli esperimenti in vivo. I ricercatori hanno infatti testato il potenziale terapeutico delle cellule T MC.7.G5 identificate in modelli murinici.

L’amministrazione di cellule MC.7.G5 in topi modello per la leucemia ha indotto la regressione del tumore ed una maggiore sopravvivenza dei topi. Lo stesso risultato è stato osservato anche in modelli murinici del melanoma.

L’originalità della scoperta nella tecnologia utilizzata

La trasfusione di celulle T terapeutiche è una frontiera già esplorata in precedenza con il sistema CAR-T. La differenza in questo studio consiste nel fatto che le cellule T impiegate sono già di per se in grado di selettivamente riconoscere e uccidere le cellule cancerose senza una previa manipolazione genetica.

In questo scenario, l’apparente casualità del jolly rivelato, in realtà si deve anche ad un grandioso lavoro di screening genomico detto di Genome-Wide, alleggerito dall’utilizzo della tecnologia del CRISPR_Cas9.

Al fine di identificare il target tumorale, infatti, ricercatori si sono serviti di una libreria di cellule tumorali geneticamente modificate per l’incorporazione di geni silenziati del clone del clone MC.7.G5, grazie alla tecnica CRISPR (Figura 1).

In questo modo è stato possibile identificare una serie di geni candidati nelle cellule tumorali-bersaglio delle cellule T del tipo MC.7.G5, tra cui il vincitore sembra essere proprio il recettore MR1.

Screening Genome-Wide delle librerie ottenute con CRISPR-Cas9 rivelano il recettore MR1 come principale bersaglio delle cellule MC.7.G5
Figura 1 – Screening Genome-Wide delle librerie ottenute con CRISPR-Cas9 rivelano il recettore MR1 come principale bersaglio delle cellule MC.7.G5

Una nuova speranza per l’immunoterapia

Nonostante i risultati ottenuti fino ad ora si basino solamente su studi in vitro e modelli animali, si tratta di una scoperta molto importante, alla base di un futuro trial clinco nell’uomo. Come affermano Lucia Mori e Gennaro De Libero, due ricercatori della University of Basel, in Svizzera, si tratta di una ricerca dal grandioso potenziale per l’applicazione in tutti i tipi di cancro.

Tuttavia, è importante ribadire che fino ad ora si tratta pur sempre di una ricerca basica, ben lontana dalla disponibilità di un medicazione in pazienti affetti da cancro.

Insomma un primo emozionante passo tanto per una maggiore comprensione del sistema immunitario quanto per le possibilità future dell’immunoterapia.

Serena Galiè

Bibliografia

  • Crowther M.D. et al., 2019. Genome-wide CRISPR–Cas9 screening reveals ubiquitous T cell cancer targeting via the monomorphic MHC class I-related protein MR1. Nature Immunology
  • Lucia Mori and Gennaro De Libero 2019. ‘Bohemian Rhapsody’ of MR1T cells. news&vies Nature Immunology
  • https://www.bbc.com/news/health-51182451

Informazioni su Serena Galié 56 Articoli
Laureata in Biotecnologie Mediche con curriculum internazionale in Management in Medical Biotechnology presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Master in Biotechnology of Environment and Health presso l'Università di Oviedo, in Spagna. Attualmente studentessa di un PhD in Nutrizione e Metabolismo presso l'Università Rovira I Virgili, a Tarragona in Spagna.

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