Sindrome del colon irritabile: l’associazione tra IBS-D ed il batterio del genere Brachyspira

La sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile, anche conosciuta come IBS (irritable bowel syndrome), è una condizione presente nel 10-15% di tutta la popolazione mondiale. Interessa maggiormente le donne, con un’età d’esordio compresa tra i 20 ed i 30 anni. È definita come un disturbo cronico della funzionalità intestinale che interessa soprattutto l’intestino tenue, a livello del colon, in cui si manifestano importanti alterazioni delle funzioni motorie. Tale condizione non comporta un aumento del rischio di contrarre altre malattie, magari più gravi, ma ha comunque una rilevanza fondamentale in quanto può influenzare radicalmente lo stile di vita delle persone che ne sono affette.

Apparato digerente - La sindrome del colon irritabile
Figura 1 – Schema descrittivo dell’apparato digerente. Fonte:[Stomach colon rectum diagram-it – Intestino – Wikipedia]

I sintomi

La sindrome del colon irritabile è caratterizzata da sintomi quali dolore e/o gonfiore addominale, i quali di solito migliorano dopo l’evacuazione. In genere, le persone che presentano l’IBS hanno un alvo irregolare, ossia manifestano un’alternanza tra stipsi e diarrea. Altri sintomi riscontrati possono essere debolezza e affaticamento, ansia, depressione, emicrania, cistiti croniche o ricorrenti, e problemi in ambito sessuale. Tutti sintomi che come possiamo immaginare influenzano, e non poco, la vita privata di ognuno.

Le cause

Le cause dell’IBS sono molteplici e attualmente è davvero impossibile riconoscere un singolo fattore scatenante. Tale condizione, infatti, oltre che da fattori biologici può essere influenzata anche da fattori psicosociali. Situazioni di stress ed ansia associate alla suscettibilità e predisposizione di ogni singolo individuo possono portare ad alterazioni della motilità intestinale e quindi alla comparsa dei sintomi tipici della sindrome del colon irritabile. Proprio per questo motivo viene anche definito come un disturbo derivante da un mal funzionamento dell’asse cervello-intestino.

asse cervello-intestino nella sindrome del colon irritabile
Figura 2 – Asse cervello-intestino. Fonte:[ (nou-reha.com)]

La diagnosi

Dato la mancata esistenza di una precisa causa scatenante anche la diagnosi è molto complessa. In genere, quella per l’IBS è una diagnosi di esclusione ossia presi in considerazione i sintomi, che spesso possono coincidere con quelli di altre malattie, si effettuano vari esami diagnostici con lo scopo di escludere possibili patologie più gravi. Gli esami diagnostici che possono essere effettuati sono:

  • la colonscopia;
  • i test per la celiachia;
  • i vari test per le intolleranze alimentari.

Inoltre, si possono fare delle valutazioni della consistenza delle feci tramite quella che è la Scala Bristol. Cambiamenti frequenti della consistenza delle feci stesse suggeriscono, in assenza di altre patologie, la presenza della sindrome del colon irritabile.

scala bristol di classificazione delle feci - La sindrome del colon irritabile
Figura 3 – Descrizione della scala bristol. Fonte:[BristolStoolChart – Bristol stool scale – Wikipedia]

La correlazione con il mondo microbico

Come ormai sappiamo, le popolazioni microbiche che abitano il nostro intestino – a cui comunemente ci riferiamo con il nome di microbiota – sono di fondamentale importanza per la salute dell’intestino stesso. Esse sono in grado di influenzare le attività del nostro apparato digerente, come la motilità o la secrezione di fluidi agendo sul sistema nervoso enterico. Normalmente, la composizione del microbiota intestinale è stabile ma alcune condizioni possono alterare quest’ultimo provocando la cosiddetta condizione di disbiosi, la quale è fortemente correlata a disturbi intestinali tra cui anche la sindrome del colon irritabile. Diversi studi hanno dimostrato l’IBS compare maggiormente in seguito ad un episodio di infezione enterica, suggerendo che questa possa avere una relazione causale con la malattia stessa.

disbiosi e IBS
Figura 4 – Disbiosi. Fonte:[Dysbiose — Wikipédia (wikipedia.org)]

In particolare, dallo studio “Association between Brachyspira and irritable bowel syndrome with diarrhoea” pubblicato a fine 2020 sulla prestigiosa rivista Gut, è emerso che un possibile ruolo nell’insorgenza dell’IBS è ricoperto da batteri del genere Brachyspira, la cui colonizzazione intestinale potrebbe compromettere l’equilibrio del microbiota intestinale e causare quindi la disbiosi alla base dell’IBS.

Ma chi è Brachyspira?

Brachypira è un genere di batteri, gram negativi, che rientrano nel phylum Spirochaetes, tale genere include diverse specie patogene per l’uomo ed altri animali. Si caratterizza per la sua forma elicoidale e per la presenza di prolungamenti simili a flagelli che consentono loro di muoversi. In particolare, possono presentare da 8 a 30 flagelli, in numero variabile in base alla specie che normalmente si dipartono dal centro cellulare. La specie che va a colonizzare l’uomo è Brachyspira pilosicoli e causa la spirochetosi intestinale che si manifesta con diarrea e dolori addominali.

Classificazione scientifica

RegnoBacteria
Phylum
Spirochaetes
ClasseSpirochaetes
Famiglia Brachyspiraceae
Genere Brachyspira
Tabella 1 – Classificazione scientifica

Lo studio

Per comprendere la correlazione tra microbiota e sintomi dell’IBS, è stata utilizzata l’analisi metaproteomica. Più precisamente, sono stati raccolti campioni di muco dal colon sigmoideo di pazienti con IBS e sani ed è stata analizzata la composizione proteica del muco stesso, tramite immunofluorescenza, microscopia elettronica e real time PCR. I pazienti reclutati, di età compresa tra i 18 ed i 65 anni, sono stati suddivisi in due gruppi:

  • Pazienti con IBS (62): suddivisi a loro volta in vari gruppi in base alla sintomatologia più persistente (IBS con diarrea IBS-D, IBS con stitichezza IBS-C, IBS con abitudini intestinali miste IBS-M e IBS non sottotipato senza diarrea o stitichezza IBS-U). Per questi pazienti è stata effettuata una caratterizzazione clinica completa.
  • Pazienti sani (31).

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a colonscopia con prelevazione di campioni per la biopsia.

La rilevazione di Brachyspira

Dalle varie analisi svoltesi sui campioni, tra cui immunofluorescenza, real time PCR, microscopia elettronica a trasmissione ed analisi istologica è emerso che il batterio Brachyspira, più precisamente i suoi derivati proteici, erano presenti nel 14% dei pazienti affetti dalla sindrome del colon irritabile, suggerendo così una prima correlazione, seppur provvisoria, tra il batterio e l’IBS. In questi pazienti il batterio è per lo più concentrato nella superficie epiteliale dell’intestino in corrispondenza dei villi intestinali e all’interno del muco. Ciò non si riscontrava negli individui reclutati sani. La correlazione con Brachyspira è maggiore nei pazienti reclutati che presentavano IBS con diarrea. Il 50% dei pazienti presentava Brachyspira pilosicoli gli altri Brachyspira alborgi e specie ad essa strettamente imparentate.

Brachyspira pilosicoli e IBS
Figura 7 – Brachyspira pilosicoli. Fonte:[File:Brachyspira pilosicoli.jpg – WikiVet English]

La ricerca delle prove: il trattamento antibiotico

Tutto ciò però ancora non basta a provare una possibile correlazione tra la colonizzazione di Brachyspira e la sindrome del colon irritabile. I pazienti in cui è stato riscontrato il batterio quindi hanno ricevuto un trattamento antibiotico con metrinitazolo. In seguito a ciò, per alcuni pazienti i sintomi come il dolore, il gonfiore addominale e la frequenza delle evacuazioni sono migliorati.

I risultati

Con questo studio, risulta sempre più evidente che l’incidenza di IBS aumenta in seguito ad un episodio di gastroenterite ed appare sempre maggiore la necessità di continuare gli studi e le ricerche in quest’ambito. Più precisamente, dai risultati ottenuti notiamo che nel tratto intestinale del 31% dei pazienti affetti da IBS erano presenti specie potenzialmente patogene di batteri del genere Brachyspira. Tuttavia, la strada da percorrere con la ricerca è ancora lunga e si suggerisce cautela nell’effettuare trattamenti antibiotici.

Conclusione

Per quanto sottovalutata, la sindrome del colon irritabile è una condizione particolarmente debilitante. La maggior parte degli individui affetti affermano di essere particolarmente sconfortati a causa della mancanza di un trattamento effettivo e adeguato. Attualmente, le terapie suggerite per il trattamento dell’IBS si basano per lo più su una corretta alimentazione, un’adeguata idratazione e l’utilizzo di integratori e probiotici. Capiamo, dunque, che tali trattamenti non rappresentano una soluzione definitiva, ma sono solamente un palliativo. Andare avanti con la ricerca e con lo studio del microbiota risulta perciò di fondamentale importanza per poter assicurare a tantissime persone una soluzione ai loro problemi intestinali, che seppur apparentemente banali, a lungo andare possono diventare un peso enorme anche dal punto di vista psicologico.

Greta Guida

Fonti

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