Lo sapevi che il microbiota intestinale comunica con il cervello?

Cos’é il microbiota intestinale e perché è importante?

L’insieme delle cellule batteriche che abitano nel tratto gastrointestinale umano formano il microbiota intestinale.

Il microbiota é stato oggetto di approfondite ricerche che hanno stabilito come la presenza equilibrata di questi microrganismi non sia pericolosa per il nostro organismo, bensì sia di fondamentale importanza in alcuni processi fisiologici. I batteri intestinali sono in grado di produrre una varietà di vitamine e favoriscono la digestione di carboidrati come amidi e cellulosa. Inoltre, il microbiota coopera con il sistema immunitario nella difesa contro i patogeni, producendo sostanze antimicrobiche come le batteriocine.

Allo stesso tempo, il microbiota puó essere alterato dalla nostra dieta alimentare, dall’uso di alcuni farmaci e da fattori ambientali. Lo squilibrio della flora batterica intestinale puó destabilizzare le condizioni di salute, ma non solo! Piú recentemente la ricerca scientifica si sta orientando verso lo studio del microbiota e la sua correlazione a diverse patologie. Lo sconvolgimento del normale microbiota intestinale è stato collegato a condizioni gastrointestinali come la malattia infiammatoria intestinale, la sindrome dell’intestino irritabile e altre manifestazione come diatebe di tipo 2 e obesità.

Relazione tra microbiota intestinale e cervello

Evidenze scientifiche dimostrano che il microbiota intestinale é in grado di influenzare il funzionamento del cervello e la salute mentale attraverso l’asse microbiota-intestino-cervello. Sebbene gli effetti dei batteri intestinali sul cervello siano ancora poco compresi, primi indizi hanno suggerito un impatto sull’umore, interferendo con comportamenti come ansia e depressione. Inoltre, i microbi che colonizzano il nostro intestino, possono rilasciare sostanze che inducono la produzione di molecole, chiamate citochine, responsabili dell’inizio di un processo infiammatorio alla base di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson.  

É importante tener presente che la comunicazione tra intestino e cervello é bidirezionale. Infatti come l’intestino invia segnali al cervello, é anche vero il contrario. Ad esempio, il cervello ha un ruolo di primo piano nella modulazione delle funzioni intestinali, come motilità, secrezione di acido e bicarbonati importanti per il mantenimento dello strato di muco in cui i batteri crescono.

Come avviene l’interazione tra cervello e intestino?

Le vie di comunicazione esplorate nell’ambito dell’asse microbiota-intestino-cervello includono scambi di messaggi neurali, ormonali e metabolici e l’attivazione del nervo vago che é Il modo più rapido e diretto per il microbiota di influenzare il sistema nervoso.

Il nervo vago è il decimo e piú lungo nervo cranico che collega il cervello con i visceri del torace e quelli dell’addome. Attraverso le sue fibre afferenti, Il nervo vago è in grado di percepire I composti microbici e di trasferire queste informazioni intestinali al sistema nervoso centrale. In base al tipo di stimolo ricevuto, il cervello rilascerá delle risposte di tipo ormonale, motorio e comportamentale.

Un altro metodo di comunicazione tra i due organi é l’interazione diretta dei metaboliti rilasciati dai batteri intestinali con i recettori presenti sulle cellule neuronali.

A sua volta, il cervello produce ormoni dello stress come la noradrenalina che influenza la colonizzazione dei batteri intestinali. Sebbene i meccanismi sottostanti rimangono poco chiari, gli scienziati ipotizzano che la noradrenalina si leghi ai recettori presenti sulle cellule batteriche, stimolandone la crescita.

Una dimostrazione di come i batteri interagiscano con il cervello, é rappresentato da un esperimento effettuato sui topi, in cui la somministrazione di un patogeno che causa diarrea (Campylobacter jejuni) é stata associata ad alti livelli di ansietà. A supporto di ciò, vi é un recente studio clinico in cui sono stati arruolati un gruppo di trenta volontari. I soggetti sono stati trattati con dei probiotici e successivamente sottoposti ad un questionario (Hospital Anxiety and Depression Scale) che determina i livelli di ansia e stress. I risultati hanno dimostrato una riduzione di questi disturbi psicologici. La diminuizione di stress é stata anche confermata da test in laboratorio che hanno rilevato basse concentrazioni di cortisolo nelle urine (ormone rilasciato dall’organismo in condizione di stress).

Gli scienziati sono ottimisti sul fatto che studi futuri dimostreranno sempre di più un’importanza fondamentale sul cosiddetto “cervello intestinale” al fine di prevenire o trattare i disturbi neurologici in modo piú efficace.

Fonti

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